Spettacoli

LA CRITICA

"La dolce arte di esistere", questo non è un mondo per giovani

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

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LA dolce arte di esistere è quella per la quale sembrano del tutto negati Roberta e Massimo, due ragazzi che hanno in comune il trasferimento dalla provincia alla capitale ma soprattutto la rara sindrome dell'invisibilità psicosomatica. Entrambi scompaiono sia pur per opposte ragioni: lei sparisce se non è al centro dell'attenzione, lui invece  -  timido oltre ogni limite ragionevole  -  si dissolve se qualcuno gli presta attenzione.
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In ambedue i casi (discendenti da genitori troppo liberali lei, troppo oppressivi lui) sono dolori nella ricerca di un'anima gemella. Sarebbero loro, tra loro, le anime gemelle ma per tutto il film si attraggono e si sfuggono ricorrendo ciascuno alle più varie strategie per uscirne fuori: catastrofici speed date il ragazzo, il tentativo di farsi prendere in un reality la ragazza che, grazie alla menomazione, incontrerà un trionfo. Fonte di ulteriore infelicità e disadattamento. La giovane attrice viene da La kryptonite nella borsa, il giovane attore da Terraferma. Il regista della pregevole opera prima L'estate di mio fratello azzarda un esperimento curioso ma impossibile, completamente cerebrale e povero di vita. Non aiuta una voce narrante fuori campo che imperversa dal principio alla fine.

LA DOLCE ARTE DI ESISTERE
Regia di Pietro Reggiani. Con  Francesca Golia - Pierpaolo Spollon - Claudia Amato
La scheda, il trailer, le foto
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