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CINEMA

"The Reach - Caccia all'uomo", Michael Douglas in un inutile film sadico

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

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Benedetto Michael Douglas, chi te l'ha fatto fare a settant'anni e con un'onorata carriera (e un onoratissimo nome) alle spalle? Non dichiaratamente e senza rispettarne programmaticamente i parametri, alla resa dei conti il succo è quello di un film horror. Thriller quasi horror. Siamo in questo posto sperduto ai bordi del deserto del Nevada. Il giovanotto Ben, qui cresciuto con amore e rispetto per l'ambiente maestoso e selvaggio che lo circonda, fa la guida ai turisti-cacciatori, di cui con estremo scrupolo verifica i permessi controllando che possibilmente sia gente responsabile e affidabile e, come lui, amante rispettosa della natura. Ha appena ingoiato la partenza della fidanzata per l'università, che lui non si può permettere, che arriva un nuovo cliente. Un tipo sgradevole e arrogante, dall'equipaggiamento ipercostoso, che ha ottenuto una deroga ai regolamenti a suon di mazzette. E' uno speculatore che sta concludendo una trattiva con partner cinesi alle spalle di chi sa quanta gente danneggiata. Questo tale Madec (Douglas) trascinerà il ragazzo in un mare di guai, in un vero incubo. Tutto si riduce a esercizio di puro e semplice sadismo. Che ci starebbe pure, ma senza pretendere confronti tra Bene e Male.