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Splendidi personaggi, e attori. Soprattutto lui, Tom Courtenay, i cui dati anagrafici corrispondono esattamente a quelli del personaggio, che aveva 25 anni nel 1962. Di film inglesi belli sull'amore in età avanzata ne abbiamo visti almeno due, a distanza ravvicinata, in tempi recenti: soprattutto Another Year di Mike Leigh ma anche Le weekend con Jim Broadbent e Lindsay Duncan. E questo del regista Andrew Haigh arricchisce la serie con emozionante intensità.
Kate e Geoff, lei più giovane ma ambedue pensionati, vivono in una deliziosa casa di campagna in prossimità di una città industriale dove lui ha lavorato per una grande azienda e lei come insegnante. Non hanno figli, hanno un cane, leggono e ascoltano musica, tra loro c'è calore e intimità. Sono sposati da 45 anni e lei ha deciso di festeggiare con una certa solennità la ricorrenza, sebbene poco "rotonda", dopo che il il quarantennale è fallito a causa dei malanni di lui. Ma, di soppiatto e senza preavviso (per loro e per noi) ecco che a pochi giorni dalla festa si insinua nelle loro vite una notizia sconvolgente. Una lettera scritta in tedesco annuncia a Geoff il ritrovamento ad alta quota sulle Alpi svizzere del corpo ibernato di una ragazza precipitata in un crepaccio più di cinquant'anni prima. Di Katya (nome "pericolosamente" simile a quello di Kate) e di quel legame giovanile di Geoff precedente all'incontro con quella che sarebbe stata sua moglie per quasi mezzo secolo, i due coniugi non hanno mai molto parlato. Né di come finì.
Impossibile, e non solo in omaggio alla regola di non scoprire troppo le carte e di non privare il potenziale spettatore del gusto di scoprirle da sé, verbalizzare l'infinità di sottili ombre e incrinature che si infilano tra le pieghe del ménage di marito e moglie proprio alla vigilia della celebrazione. Durante i pochi giorni dell'azione e per la durata del film c'è modo e tempo di evocare moltissimo. Per cenni, indizi, brevi digressioni. Il ricordo di una gioventù, quella di Geoff in particolare, che ha conosciuto e intensamente vissuto il sogno generoso e velleitario, un po' arrogante, di un modo di essere giovani totalmente nuovo e in antitesi rispetto a tutto ciò che era venuto prima, in nome di uno spirito libertario senza limiti. L'incazzata amarezza, esclusivamente di Geoff, di una vecchiaia - inglese - che ha visti e vede smentiti i valori di un sentirsi "di sinistra" che la crisi e le politiche dagli anni 80 in poi hanno spazzato via. Kate, da compagna solidale e in sintonia per tanto tempo con l'uomo scelto proprio per quella sua goffa mitezza capace però di sprigionare ribellione e rabbia, si sente precipitare in un ruolo insopportabile di spettatrice impotente di una prospettiva mai messa in conto. Non può sfuggire, ed è forse anche questo che rende le due interpretazioni così forti, che la storia personale dei due attori affonda precisamente nella temperie della rivoluzione giovanile inglese, degli anni tra 50 e 60 per lui, tra 60 e 70 per lei: Charlotte Rampling. Courtenay, di formazione ed esperienza teatrale, fu tra il '62 e il '63 di Gioventù amore e rabbia e di Billy il bugiardo il simbolo di quel movimento detto del Free Cinema, per poi vivere - come la sua partner di Billy il bugiardo Julie Christie - una breve stagione divistica culminata con Il dottor Zivago. Le note struggenti di Smoke gets in your eyes dei Platters chiudono in bellezza il film e il delicato passaggio nelle vite di Kate e Geoff.
45 ANNI
di Andrew Haigh Con Charlotte Rampling, Dolly Wells e Tom Courtenay
OOOOO
Splendidi personaggi, e attori. Soprattutto lui, Tom Courtenay, i cui dati anagrafici corrispondono esattamente a quelli del personaggio, che aveva 25 anni nel 1962. Di film inglesi belli sull'amore in età avanzata ne abbiamo visti almeno due, a distanza ravvicinata, in tempi recenti: soprattutto Another Year di Mike Leigh ma anche Le weekend con Jim Broadbent e Lindsay Duncan. E questo del regista Andrew Haigh arricchisce la serie con emozionante intensità.
Kate e Geoff, lei più giovane ma ambedue pensionati, vivono in una deliziosa casa di campagna in prossimità di una città industriale dove lui ha lavorato per una grande azienda e lei come insegnante. Non hanno figli, hanno un cane, leggono e ascoltano musica, tra loro c'è calore e intimità. Sono sposati da 45 anni e lei ha deciso di festeggiare con una certa solennità la ricorrenza, sebbene poco "rotonda", dopo che il il quarantennale è fallito a causa dei malanni di lui. Ma, di soppiatto e senza preavviso (per loro e per noi) ecco che a pochi giorni dalla festa si insinua nelle loro vite una notizia sconvolgente. Una lettera scritta in tedesco annuncia a Geoff il ritrovamento ad alta quota sulle Alpi svizzere del corpo ibernato di una ragazza precipitata in un crepaccio più di cinquant'anni prima. Di Katya (nome "pericolosamente" simile a quello di Kate) e di quel legame giovanile di Geoff precedente all'incontro con quella che sarebbe stata sua moglie per quasi mezzo secolo, i due coniugi non hanno mai molto parlato. Né di come finì.
Impossibile, e non solo in omaggio alla regola di non scoprire troppo le carte e di non privare il potenziale spettatore del gusto di scoprirle da sé, verbalizzare l'infinità di sottili ombre e incrinature che si infilano tra le pieghe del ménage di marito e moglie proprio alla vigilia della celebrazione. Durante i pochi giorni dell'azione e per la durata del film c'è modo e tempo di evocare moltissimo. Per cenni, indizi, brevi digressioni. Il ricordo di una gioventù, quella di Geoff in particolare, che ha conosciuto e intensamente vissuto il sogno generoso e velleitario, un po' arrogante, di un modo di essere giovani totalmente nuovo e in antitesi rispetto a tutto ciò che era venuto prima, in nome di uno spirito libertario senza limiti. L'incazzata amarezza, esclusivamente di Geoff, di una vecchiaia - inglese - che ha visti e vede smentiti i valori di un sentirsi "di sinistra" che la crisi e le politiche dagli anni 80 in poi hanno spazzato via. Kate, da compagna solidale e in sintonia per tanto tempo con l'uomo scelto proprio per quella sua goffa mitezza capace però di sprigionare ribellione e rabbia, si sente precipitare in un ruolo insopportabile di spettatrice impotente di una prospettiva mai messa in conto. Non può sfuggire, ed è forse anche questo che rende le due interpretazioni così forti, che la storia personale dei due attori affonda precisamente nella temperie della rivoluzione giovanile inglese, degli anni tra 50 e 60 per lui, tra 60 e 70 per lei: Charlotte Rampling. Courtenay, di formazione ed esperienza teatrale, fu tra il '62 e il '63 di Gioventù amore e rabbia e di Billy il bugiardo il simbolo di quel movimento detto del Free Cinema, per poi vivere - come la sua partner di Billy il bugiardo Julie Christie - una breve stagione divistica culminata con Il dottor Zivago. Le note struggenti di Smoke gets in your eyes dei Platters chiudono in bellezza il film e il delicato passaggio nelle vite di Kate e Geoff.
45 ANNI
di Andrew Haigh Con Charlotte Rampling, Dolly Wells e Tom Courtenay
OOOOO