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IN SALA

"Premonitions", una volta Hopkins e Farrell erano una garanzia

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
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L'agente federale Joe Merriweather e la psicologa Katherine Kowles indagano su alcuni delitti che fanno pensare a un serial killer. Non sapendo più che pesci pigliare, Joe fa appello a un vecchio amico, John Clancy, che ha il dono di prevedere il futuro ma si è ritirato a vivere come un eremita. Il vecchio recalcitra; poi sente di avere un'affinità con l'omicida e accetta il compito. In effetti il killer, che si crede investito di una macabra missione, possiede anche lui poteri divinatori. Ci esimiamo dal fare il conto di quante volte, tra cinema e serie tv, polizia serial killer e premonizioni abbiano fatto sinergia. Per accettarne ancora una ci voleva ben altro che questo thriller incoerente e magniloquente, il cui regista (il brasiliano Afonso Poyart, novizio a Hollywood) non ci risparmia vani esercizi di stile, allineati lungo un montaggio senza vigore. Una volta i nomi in cartellone di Hopkins e Farrell fungevano da garanzia. Oggi il secondo recita a ruota libera, mentre il primo pare fregarsene del tutto.

PREMONITIONS
Regia di Afonso Poyart
Con Anthony Hopkins, Colin Farrell, Abbie Cornish
OO