Spettacoli

LA CRITICA

"Regression": troppa confusione fra trucchi e depistaggi

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

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1990. In una cittadina del Minnesota la diciassettenne Angela Gray accusa suo padre, John, di aggressione sessuale. L'ispettore Bruce Kenner, che indaga sul caso, è convinto della colpevolezza dell'uomo, che però sostiene di non ricordare nulla. Il poliziotto chiede aiuto allo psicologo Raines: si scoperchia così una turpe vicenda di rituali satanisti che coinvolge l'intero paese.

Spiace dirlo, ma Regression è un titolo che sembra fatto apposta per sottolineare il passo indietro di Alejandro Amenabar rispetto ai suoi film precedenti. Chi ricorda The Others non ignora l'abilità del regista spagnolo nel manipolare lo spettatore, spiazzarlo a orologeria, demolirne le certezze. Lo fa anche qui, ma in un modo astruso, cambiando strada di continuo come per confondere le carte. Però il continuo rilancio di trucchi e depistaggi diventa frustrante per chi segue il film; e, a quanto pare, anche per gli attori: Ethan Hawke è distratto e Emma "Hermione" Watson, a venticinque anni, sembra non poterne più di fare l'adolescente.

REGRESSION
Regia di Alejandro Amenabar. Con Ethan Hawke, Emma Watson, David Thewlis

OO 1/2