Spettacoli

IN SALA

"L'ultima Parola", Trumbo nella lista nera di Hollywood

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

1 minuti di lettura
[[ge:rep-locali:repubblica:133056192]]
Alla fine degli anni '40, in un'America ossessionata dal comunismo, lo sceneggiatore Dalton Trumbo e altri nove professionisti del cinema entrano nella "lista nera" del Congresso, sono incarcerati e privati del lavoro. Un biopic che schiera, intorno al protagonista, "vecchie facce famigliari" della golden-age hollywoodiana: che tanto d'oro, poi, non era. Tra i cattivi, John Wayne e l'onnipotente giornalista Hedda Hopper, interpretata da Helen Mirren come una Crudelia Demon; tra i buoni, Kirk Douglas e Otto Preminger, che contribuirono a riabilitare Trumbo. Se la sceneggiatura di John McNamara non dà sufficiente spazio alla "caccia alle streghe" ne dà fin troppo, invece, alla vita famigliare dello sceneggiatore. Malgrado la persecuzione del quale, in ultima analisi, il film ribadisce l'ideologia della "success story": alla fine Trumbo ottiene giustizia perché è bravo e, sotto falso nome, ha vinto due Oscar (uno per Vacanze romane). Buona l'interpretazione di Bryan Cranston, noto soprattutto per la serie tv Breaking Bad, che gli ha dato una candidatura all'Oscar.

L'ULTIMA PAROLA LA VERA STORIA DI DALTON TRUMBO
Regia di Jay Roach
Con Bryan Cranston, Elle Fanning, John Goodman

OOO e 1/2