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"Mozes, il pesce e la colomba", lo humor nero di un film magiaro

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In un villaggio ungherese vive Mozes, ventenne appena dimesso dall'ospedale psichiatrico, con la sua famiglia. Tra lui e il padre, burbero pastore protestante, non c'è comunicazione; però, quando muore d'un colpo, il genitore assente diventa fin troppo presente. Sotto forma di fantasma, con problemi d'amnesia, perseguita il rampollo nelle situazioni più imbarazzanti; tanto più che il caro estinto è visibile solo a lui. Per liberarsene Mozes segue i consigli di un esorcista improvvisato, un meccanico che ha "studiato" sul programma Investigation Discovery. Un bizzarro film magiaro, premiato in diversi festival, che varia sui temi della morte e del lutto con una buona dose di humour nero. I due animali del titolo italiano hanno funzioni simboliche: la colomba dovrebbe prendere il volo (ma non lo fa) per portare in cielo l'anima paterna e il pesce, una carpa in boccia di plastica, alla fine segnerà la liberazione del ragazzo. La giovane regista unisce una dose di vivacità con inquadrature accuratamente composte.

MOZES IL PESCE E LA COLOMBA
Regia di Virág Zomborácz. Con Márton Kristóf, László Gálffi

OOO e 1/2