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"The End of the tour", un film indie su Foster Wallace

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
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Pare che il film biografico stia cambiando pelle. Dopo i recenti Life e Steve Jobs, ecco un altro biopic che non pretende di sintetizzare tutta la vita del protagonista - nel caso David Foster Wallace, rinnovatore del romanzo e referenza di una generazione di scrittori americani - ma si concentra su un breve periodo significativo di essa. Dopo la pubblicazione di "Infinite Jest" (1996) il romanziere, all'epoca trentaquattrenne, fa un giro promozionale del libro; lo accompagna David Lipsky, giornalista di "Rolling Stone" che ha ottenuto di scrivere un articolo sul suo idolo. Durante cinque giorni on-the-road, si sviluppa tra i due giovani uomini una relazione vulnerabile e tuttavia intensa, fatta di confidenze e diffidenze, schermaglie e pudichi gesti d'affetto. James Ponsoldt dirige un film di stile molto "indipendente", che ribalta le regole dell'identificazione: dapprima t'identifichi col ragazzo in soggezione davanti al genio; ma, poco a poco, tendi a farlo sempre più col fragile e affascinante romanziere.


THE END OF THE TOUR
Regia di James Ponsoldt. Con Jason Segel, Jesse Eisenberg
OOOO e 1/2