'Zona d'ombra', Will Smith neuropatologo boicottato dal football
di PAOLO D'AGOSTINI
Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
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OOOOOO indimenticabile
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Non nuovo all’intensa e patetica rappresentazione del dolore, Will Smith offre la propria fama all’interpretazione di Bennet Omalu. Un vero un neuropatologo nigeriano tenacemente determinato a diventare la perfetta incarnazione del cittadino americano. Totalmente concentrato nel miglioramento di sé, protetto da un superiore che ha creduto in lui ma osteggiato dai colleghi, Bennet vive nel cupo laboratorio dove esegue autopsie secondo uno stile del tutto personale. Dialoga con i “suoi” morti. E non si ferma davanti ai pressanti inviti a tirare via e spendere meno fondi. È così che s’imbatte nel cadavere di un ex campione di football che ha finito i suoi giorni dopo una terribile discesa all’inferno. Questo e altri casi convincono Bennet di aver scoperto una patologia: la encefalopatia traumatica cronica, provocata dalla violenza di quello sport. Il potentissimo ambiente del football, sostenuto dalla popolarità del gioco, fa di tutto per screditare Bennet, assistito nella sua battaglia da un medico sportivo (Alec Baldwin) pentito dopo anni di complicità. Il tema è potente, l’esecuzione è onesta e senza fronzoli.
ZONA D'OMBRA
Regia di Peter Landesman
Con Will Smith, Alec Baldwin, Gugu Mbatha Raw
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