Spettacoli

IN SALA

Güeros, Messico 1999 storia di formazione per un talento annunciato

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

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Il ragazzino Tomas, che ascolta la vecchia cassetta di una rockstar messicana di trent’anni prima che ha dilapidato talento e vita – e che, narra la leggenda, “una volta ha fatto piangere Bob Dylan” – viene spedito dalla madre a stare per un po’ con il fratello maggiore Federico che nella capitale fa finta di studiare e segue distrattamente il movimento studentesco solo perché innamorato della leader. Siamo nel 1999, anno di una storica occupazione universitaria, e il film cita autoironizzando: la generazione dei padri, quelli del famoso e cruento ’68 messicano; i pittori muralisti; il velleitario cinema contemporaneo messicano dei figli di papà che “filmano qualche poveraccio in bianco e nero e credono di fare cinema d’autore”. Carne al fuoco tanta in questo premiato debutto in artistico bianco e nero, giovanile storia d’amore “sulla strada” dichiarante una folla di amori e debiti estetici, frammentario assemblaggio di istanze poetiche, sociali e di cinema verità. Senz’altro il biglietto da visita di un talento.

GÜEROS
Regia di Alonso Ruizpalacios
Con Tenoch Huerta, Sebastián Aguirre, Ilse Salas, Raúl Briones
OOOO