IL SUMMER Stadium Tour dei Muse, partito il 22 maggio da Coventryil - e transitato all'Emirates Stadium di Londra sabato scorso, davanti a una folla galvanizzata di 60.000 persone - arriverà in Italia per tre date, il 28 e 29 giugno allo Stadio Olimpico di Torino e il 6 luglio allo Stadio Olimpico di Roma. Con più di 130.000 biglietti già venduti (e prevendite tuttora vivaci), si candida come il tour internazionale di maggior successo dell'estate 2013. D'altronde l'ultimo album della band The 2nd Law, pubblicato nell'ottobre scorso, ha confermato che il trio di Teignmouth, Devon, può vantare ormai un pubblico di fedeli degno della Corona inglese. È salito sulla sommità delle classifiche mondiali toccando il vertice assoluto in 24 paesi - inclusa l'Italia: da noi è stato al top per tre settimane consecutive - e ha venduto ad oggi più di un milione e mezzo di copie.
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E mica si ferma qui. The 2nd Law continua a fare proseliti. Tant'è, domani arriva nelle radio l'ultimo estratto, il nuovo singolo Panic Station, e intanto la Paramount Pictures ha reclutato Matthew Bellamy e compagni per la colonna sonora di World War Z - il film con Brad Pitt, nelle sale dal 27 giugno - con alcuni brani di The 2nd Law (in particolare Isolated System e Follow Me, che scivola sui titoli di coda). Domenica 2 giugno, poi, i Muse sono attesi dal vivo dall'Horse Guards Parade Ground, in St. James Park, per la premiere mondiale londinese del film, in Leicester Square.
Ma l'attesa dei fan italiani è naturalmente concentrata sul tour in arrivo. Qualche numero significativo: alla produzione del Summer Stadium Tour 2013 contribuiscono 200 persone stabilmente on the road e 45 camion in movimento che trasportano 1000 tonnellate di equipaggiamenti. Per settare lo show in uno stadio vuoto occorrono circa 4 giorni, con 12 ore di lavoro giornaliere, ma per permettere di ospitare più concerti nella stessa settimana in città differenti stanno viaggiando per l'Europa tre sistemi di palco simultaneamente.
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La scaletta del concerto londinese ha offerto, nell'ordine: Supremacy, Supermassive Black Hole, Panic Station, Bliss, Resistance,
Animals, Knights of Cydonia, Dracula Mountains Jam, United States of Eurasia, Dead Star, Feeling Good, Liquid State, Madness, House of Rising Sun (cover di un vecchio brano folk scritto da Georgia Turner e Bert Martin che fece boom nella versione di Eric Burdon and the Animals, nel 1964), Time is Running Out, New Born, Unintended, Blackout, Guiding Light, Unidisclosed Desire, Unsustainable, Plug in Babe, Survival, The 2nd Law Isolated System, The Resistance e infine Starlight. Chissà se in Italia lo ripeteranno in fotocopia, perfezionisti come sono. Le scommesse sono aperte.
E comunque, non sarà questo tour, né il loro disco più recente - The 2nd Law è il sesto di studio del trio in 14 anni, dal debutto fulminante di Showbiz del 1999 - a far cambiare idea a chi adora i Muse e a chi, al contrario, odia la loro musica additandola al pubblico ludibrio come fatua, vuota, profondamente enfatica. I Muse badano soprattutto alla concretezza e non si fanno troppi scrupoli a cavalcare idealmente il dono dell'ubiquità stilistica. Di sicuro, in quest'ultimo disco (e dal vivo, di rimando) riescono a conciliare pop romantico, rock fratturato, musica classica, operistica, elettronica, soul, funk, persino ricami di flamenco (Animals), noise e dubstep. Ammesso che i Muse siano gente furba, resta una considerazione: mescolare tutti questi ingredienti senza farli impazzire è impresa da chef d'alta cucina sonora. E i Muse certamente lo sono, al di là dei sedici milioni di dischi che hanno venduto sino a qui, nella loro storia.
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E mica si ferma qui. The 2nd Law continua a fare proseliti. Tant'è, domani arriva nelle radio l'ultimo estratto, il nuovo singolo Panic Station, e intanto la Paramount Pictures ha reclutato Matthew Bellamy e compagni per la colonna sonora di World War Z - il film con Brad Pitt, nelle sale dal 27 giugno - con alcuni brani di The 2nd Law (in particolare Isolated System e Follow Me, che scivola sui titoli di coda). Domenica 2 giugno, poi, i Muse sono attesi dal vivo dall'Horse Guards Parade Ground, in St. James Park, per la premiere mondiale londinese del film, in Leicester Square.
Ma l'attesa dei fan italiani è naturalmente concentrata sul tour in arrivo. Qualche numero significativo: alla produzione del Summer Stadium Tour 2013 contribuiscono 200 persone stabilmente on the road e 45 camion in movimento che trasportano 1000 tonnellate di equipaggiamenti. Per settare lo show in uno stadio vuoto occorrono circa 4 giorni, con 12 ore di lavoro giornaliere, ma per permettere di ospitare più concerti nella stessa settimana in città differenti stanno viaggiando per l'Europa tre sistemi di palco simultaneamente.
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La scaletta del concerto londinese ha offerto, nell'ordine: Supremacy, Supermassive Black Hole, Panic Station, Bliss, Resistance,
Animals, Knights of Cydonia, Dracula Mountains Jam, United States of Eurasia, Dead Star, Feeling Good, Liquid State, Madness, House of Rising Sun (cover di un vecchio brano folk scritto da Georgia Turner e Bert Martin che fece boom nella versione di Eric Burdon and the Animals, nel 1964), Time is Running Out, New Born, Unintended, Blackout, Guiding Light, Unidisclosed Desire, Unsustainable, Plug in Babe, Survival, The 2nd Law Isolated System, The Resistance e infine Starlight. Chissà se in Italia lo ripeteranno in fotocopia, perfezionisti come sono. Le scommesse sono aperte.
E comunque, non sarà questo tour, né il loro disco più recente - The 2nd Law è il sesto di studio del trio in 14 anni, dal debutto fulminante di Showbiz del 1999 - a far cambiare idea a chi adora i Muse e a chi, al contrario, odia la loro musica additandola al pubblico ludibrio come fatua, vuota, profondamente enfatica. I Muse badano soprattutto alla concretezza e non si fanno troppi scrupoli a cavalcare idealmente il dono dell'ubiquità stilistica. Di sicuro, in quest'ultimo disco (e dal vivo, di rimando) riescono a conciliare pop romantico, rock fratturato, musica classica, operistica, elettronica, soul, funk, persino ricami di flamenco (Animals), noise e dubstep. Ammesso che i Muse siano gente furba, resta una considerazione: mescolare tutti questi ingredienti senza farli impazzire è impresa da chef d'alta cucina sonora. E i Muse certamente lo sono, al di là dei sedici milioni di dischi che hanno venduto sino a qui, nella loro storia.