Era il 1956 quando Elvis Presley, Jerry Lee Lewis, Carl Perkins e Johnny Cash entravano in studio con il nome Million Dollar Quartet per registrare alcuni brani. Non esisteva ancora l’industria dei contenuti – come la definisce il sociologo Fredric Martel - e i giovani stavano per diventare una categoria sociale.
Per dieci anni non sarebbe accaduto più nulla. Poi un giorno di mezzo secolo fa Eric Clapton, che aveva appena lasciato John Mayall e i Bluesbreakers, incontrò Jack Bruce e Ginger Baker che provenivano dalla Graham Bond Organization. Nacquero i Cream e cominciò ufficialmente la storia dei supergruppi. Una passione mai sopita per il gusto musicale, che ha resistito ai generi e alle mode, coinvolgendo anche il mondo dell’opera lirica: nel 1990 Luciano Pavarotti, Jose Carreras e Placido Domingo hanno dato vita ai Tre Tenori, un fenomeno artistico planetario.
I Mega Nova sono gli ultimi arrivati di una categoria a rischio. Il supergruppo ha almeno due caratteristiche: è formato da musicisti di talento, ego e fama che provengono da altre formazioni; non dura mai a lungo, come faceva notare Time qualche decennio fa. Egoismo e conflitto di personalità sono le principali minacce.
La storia infinita dei supergruppi: ecco i Mega Nova di Santana, Shorter, Hancock e Miller
Mega Nova nasce come tributo al primo disco inciso nel 1969 da Shorter dopo aver lasciato Miles Davis e intitolato Super Nova. All’epoca si trattò di una sfida. Quella odierna resta una scommessa, “un salto nello spazio”.
Si deve sentire un po’ come un astronauta anche Vittorio Cosma. Tastierista e produttore, ha almeno due progetti di supergruppo. Il primo è Deproducers, un ensemble che unisce musica e scienza realizzato con Gianni Maroccolo, Riccardo Sinigallia e Max Casacci. Nella primavera del prossimo anno arriverà nei negozi Botanica, il secondo capitolo dell’avventura musicale, mentre il 17 settembre il progetto verrà presentato in anteprima al Teatro dal Verme di Milano nell'ambito del Festival A seminar la buona pianta. “I super gruppi - dice - sono un’esigenza personale. Se suoni con qualcuno in età matura scegli quelli che ti piacciono. Ho pensato che fosse bello lavorare con persone interessanti che fanno musica diversa dalla mia. Con Riccardo c’era stima reciproca mentre con Gianni avevamo collaborato a distanza, curiosi dell’onestà reciproca. Max è un guastatore, uno che ti inserisce campioni alla Tame Impala. Insieme siamo sintesi e collettivo”.
Da EL&P ai Mega Nova, i supergruppi che hanno fatto la storia
Con l'esordio dei Mega Nova, band formata da Wayne Shorter, Herbie Hancock, Carlos Santana, Marcus Miller e Cindy Blackman Santana, torna ancora una volta alla ribalta la leggenda dei supergruppi, ovvero i progetti di cui sono protogonisti grandi star della musica che uniscono le forze per incidere dischi o per andare in tour. Dal Million Dollar Quartet di Elvis, Johnny Cash, Carl Perkins e Jerry Lee Lewis, fino ai Cream , agli Emerson Lake & Palmer, a Crosby Stills Nash & Young e ai recenti Atom For Peace di Thom Yorke, una carrellata delle superband che hanno animato le scene rock negli ultimi decenni
Il progetto non è mai decollato, a causa dei rispettivi impegni. “Avremmo potuto desistere, invece per dieci anni abbiamo tenuto duro - continua -. L’anno scorso abbiamo cominciato a fare provini nel mio studio e qualche mese fa abbiamo ottenuto un microcontratto. Abbiamo incrociato a Sanremo Adrian Belew. Ha voluto sentire i nastri e dopo ha deciso di venire a registrare. Mancava il bassista: eravamo indecisi tra Tony Levin e Trevor Horn. Abbiamo optato per Mark King dei Level 42 che avevo conosciuto 2 anni fa. Stewart gli ha inviato un tweet di invito e lui ha detto di sì. Per me è stato il coronamento di un sogno, suonare con dei miti”.
L’esordio di Gizmo è previsto per la primavera del 2017. Sarà un progetto effimero? Cosma promette: “È una cosa bella, siamo liberi da qualsiasi committenza. Voglio andare in tour con la nostra carovana-concerto. Avremo anche ospiti italiani e ci saranno un po’ di sorprese. Dentro questa ‘follia’ siamo tutti motivati dalla passione. Nessuno ha chiesto un euro di compenso per registrare. Abbiamo le basi di 12 pezzi. Il resto arriverà”.
Il progetto del tastierista sembra diverso da quello che ha accomunato le decine di supergruppi che si sono avvicendati dal 1966 a oggi. Ogni avventura racconta una storia diversa. Clapton dopo i Cream si imbattè in Steve Winwood che proveniva dai Traffic e Ric Grech dei Family. I Blind Faith furono una meteora: un album e poi tutti a casa.
Diverso destino per David Crosby, Stephen Stills e Graham Nash. Provenivano da Byrds, Buffalo Springfield e Hollies. Insieme con Neil Young hanno formato CSN&Y, una delle formazioni seminali dell’era del flower power. Litigi e riappacificazioni ne hanno segnato la carriera.
Ogni decennio è stato distinto da almeno un supergruppo. Gli anni Settanta si sono aperti con la nascita di Emerson, Lake and Palmer, il triumvirato del progressive rock. Il primo proveniva dai Nice, gli altri due da King Crimson e Atomic Rooster. Hanno dominato almeno per metà decennio le classifiche, Nel segno del prog anche gli UK, gruppo nato dallo scioglimento dei King Crimson con John Wetton e Bill Bruford, raggiunti da Allan Holdsworth dei Soft Machine ed Eddie Jobson, proveniente dai Roxy Music.
Gli anni Ottanta sono cominciati con gli Asia, sintesi di Yes, King Crimson ed ELP, formati da John Wetton, Steve Howe, Carl Palmer e Geoff Downes. Nello stesso decennio come non citare i Power Station con due Duran Duran, Robert Palmer e Nile Rodgers degli Chic? E i Traveling Wilburys, curiosa e talentuosa combinazione di Bob Dylan, Roy Orbison, George Harrison, Jeff Lynne e Tom Petty?
A passare alla storia sono stati però due progetti, Band Aid, capitanato da Bob Geldof, e Usa For Africa, il mega progetto con la supervisione del produttore Quincy Jones. A metà degli anni Ottanta le due formazioni hanno riunito praticamente tutti gli artisti di successo statunitensi e britannici, gettando le basi per quello che sarebbe stato l’evento Live Aid. Negli anni Novanta un supergruppo atipico sono stati i Foo Fighters, nati dalle ceneri dei Nirvana. Sembravano una meteora, ma Dave Grohl e Pat Smear sono riusciti a resistere dal 1995 fino a oggi.
Il nuovo millennio ha visto sorgere i Dead Weather di Jack White, i Last Shadow Puppets, gli Oysterhead (Stewart Copeland, Les Claypool dei Primus e Trey Anastasio dei Phish), gli Audioslave (i Rage Against the Machine con Chris Cornell dei Soundgarden), i Velvet Revolver (con Scott Weiland degli Stone Temple Pilots, Slash, Matt Sorum e Duff McKagan dei Guns’N’Roses e Dave Kushner) e i Chickenfoot (l’unione di Joe Satriani, Sammy Hagar e Michael Antony dei Van Halen e Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers), tra gli altri.
In questo decennio hanno raccolto interesse e curiosità gli Atom For Peace, progetto parallelo di Thom Yorke dei Radiohead, gli Hollywood Vampires di Alice Cooper e Johnny Deep, i Superheavy con Dave Stewart e Mick Jagger. L’Edm (electronic dance music) ha prodotto Jack Ü, unione tra i dj e produttori Skrillex e Diplo, mentre due generazioni differenti, quelle dei Franz Ferdinand e degli Sparks, hanno dato vita al progetto FFS.
Si nasce e si muore con un obiettivo: quello dei Prophets of Rage (i penultimi arrivati nella grande famiglia) è pesare sulle elezioni presidenziali negli Stati Uniti del 2016. I Rage Against the Machine senza il cantante Zach De La Rocha, ma con Chuck D dei Public Enemy e B-Real dei Cypress Hill, provano a lasciare il segno. Vivono la stessa sindrome di ogni supergruppo, l’impossibilità di essere normali.