Con "Awaken, My love!", il suo terzo album, Donald Glover, attore, rapper e ora autore di un soul psichedelico, sembra indicare una nuova strada alla musica dell'anima
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Childish Gambino, Awaken, My Love! (Glassnote Records)
Il personaggio. “È l’unico Donald di cui abbiamo bisogno” ha scritto un suo fan segnando con una sola frase la potenza della sua musica e la distanza con la politica di Trump. Dopo aver debuttato nel 2006 in una sitcom alla Nbc, Donald Glover nel 2008 scopre l’alias Childish Gambino utilizzando il generatore di nomi Wu Tang e si getta nel rap e nel soul; il 2009 è l’anno del suo debutto al cinema con Mystery Team che arriva fino al Sundance film Festival, poi passa alla stand up comedy; nel 2011 è in tour con il rapper Danny Brown, è anche l’anno in cui debutta con l’album Camp, seguito nel 2013 da Because the Internet; nel 2014 recita nell’ultimo episodio nei panni del suo personaggio Troy Barnes nella sitcom Community; nel 2016 produce, scrive e recita nella serie Atlanta e pubblica questo album Awaken, My Love! che segna un ulteriore salto di qualità nella sua musica: un addio al rap e un abbraccio del soul più avanguardistico.
Soul psichedelico. C’è l’esempio di Sly and the Family Stone e dei Temptations, dei Chambers Brothers e ovviamente tutta la lezione del funk spaziale mandata a memoria, a cominciare dai Parliament-Funkadelic. Ci sono i Gnarls Barkley, Janelle Monáe, un’altra musicista-attrice, e ci sono André 3000 e Kanye West. George Clinton riecheggia fortemente in Boogieman, la psichedelia raggiunge una vetta in Riot, c’è il falsetto alla Prince in Baby Boy e in Redbone, il divertimento del calypso in California che svolta pericolosamente nelle atmosfere angoscianti di Terrified. Ma l’episodio più bello dell’album è senz’altro l’apertura affidata agli oltre sei minuti di Me and your mama, vera sintesi di tutti i colori del soul.
Il rap è un mezzo. Con Awaken, My Love! Childish Gambino si svincola dal rap (in realtà era già accaduto nell’ep precedente, Kauai) e realizza il suo album più bello. Destino dei rapper più grandi, come Lauryn Hill, tra l’altro citata in Terrified per quel la la la che ricorda l’Oh la la la dei Fugees. L’album è ricco di citazioni: Baby Boy che ricorda There's a riot goin' on di Sly and the family stone, la chitarra di The night me and your mama met che ricorda le atmosfere dei Funkadelic. Un disco che è un omaggio ma che forse ci sta anche indicando una nuova strada.