Chamorro è con lei anche adesso che Andrea Motis sta girando l’Europa per promuovere il suo album di debutto, Emotional Dance, pubblicato dalla Impulse! Record (l’etichetta di John Coltrane, per capirci). È solo un po’ più spostato, in seconda fila con il resto dell’ensemble. La accompagna con il contrabbasso ma è Andrea ora a schioccare le dita per scandire il tempo alla band ed è pure lei a scegliere l’ordine dei pezzi da eseguire. Sempre, però, dopo aver cercato l’approvazione di tutti: “possiamo farlo?”.
Andrea Motis, la rivelazione jazz: "Ricanto Billie Holiday perché me la sento addosso"
Non si può fare a meno di notare quanto sia giovane rispetto ai suoi colleghi ma se le si chiede se esista un qualche tipo di problema tra gli adolescenti e la musica jazz, risponde sorridendo: “assolutamente no, sono abituata a suonare con ragazzi della mia età, l’ho fatto per dieci anni nella Sant Andreu”. Per registrare Emotional Dance la Impulse! ha schierato musicisti come Warren Wolf al vibrafono, Scott Robinson al sax baritono, Joel Frahm al sax tenore, Café Da Silva alle percussioni e il veterano arrangiatore Gil Goldstein alla fisarmonica:“Suonare con loro è un onore e non mi hanno mai fatto sentire a disagio, concentrarsi sulla musica è venuto naturale”.
No, sul palco Andrea è decisamente sicura di sé, lo dimostra interpretando il pezzo che ha scelto come apertura del suo album: "I got a man crazy for me", ho un uomo che è pazzo di me, è il ritornello del brano enorme di Billie Holiday, He’s Funny That Way, che rischiava di sembrare gigantesco addosso a lei, ma che, con raffinatezza, Andrea riesce a fare suo. “Ho sempre amato quella canzone, mi ha colpito dal primo momento che l’ho ascoltata. Ma è più una questione di musica che di testo: parte tutto dalla tromba”.
L''Emotional dance' di Andrea Motis, enfant prodige del jazz
Andrea Motis suona la tromba da quando ha sette anni e ora, che di anni ne ha ventuno, fa il suo debutto discografico con la Impulse! Record, l’etichetta che ha distribuito, tra gli altri, Charles Mingus e John Coltrane. Per anni sotto la guida del contrabbassista Joan Chamorro, prima nella Sant Andreu Jazz Band, poi per sette dei suoi album, Andrea Motis è ora protagonista di un album, 'Emotional Dance', che l’ha impegnata come autrice di tre dei tredici brani, voce (canta in inglese, catalano e portoghese) e tromba, naturalmente. Insieme con Chamorro, il pianista Ignasi Terraza, il batterista Esteve Pi e il chitarrista Josep Traver, sta girando l’Europa per promuovere il disco e c’è già chi la paragona a Chet Baker
Tra gli omaggi a Cole Porter con You’d Be So Nice To Come Home To o a Franck Loesser con Never Will I Marry, l’album di Andrea scivola su una base forte, ma è quando arrivano i suoi tre inediti, i pezzi che Andrea ha scritto per l’album, e il pubblico continua a battere i piedi seguendo il ritmo, che la prova è evidentemente superata: “ho sempre voluto cimentarmi nella scrittura ed è stato grazie agli incoraggiamenti del mio gruppo se sono riuscita a farlo già nel primo album. Non è stato difficile, mi sono lasciata ispirare dalla musica che ascoltavo e ogni volta che avevo un’idea la buttavo giù”.
In Emotional Dance, Andrea canta in inglese, in catalano e in portoghese, dice di non avere ansia prima dei concerti e gli anni passati a studiare, uscendo molto meno dei suoi coetanei, non li definisce affatto dei sacrifici: “avevo capito che se volevo divertirmi a fare musica dovevo organizzarmi con la band, la scuola e gli amici...e se una sera restavo a casa, non era certo la fine del mondo!”. No, Andrea non è un alieno. In ogni racconto legato alla sua esperienza da musicista mette dentro, più volte, le parole “divertimento”, “felicità” o “soddisfazione”. Dice che finora ha fatto “tutto quello che voleva fare” e comunque, nella libertà più assoluta, esauriti gli omaggi dovuti, gli inediti, quando si tratta semplicemente di elogiare la musica, dal palco Andrea sceglie Amy Winehouse, ma non Love Is A Losing Game, quella l’ha fatta l’ultima volta. Stasera tocca a Valerie.