Spettacoli

Mick Jagger e i suoi fratelli: inizia con gli Stones l'estate del grande rock

La band torna in Italia il 21 giugno. Poi Kiss, Pearl Jam, Vasco e Jovanotti. Se i Måneskin spopolano, i vecchi leoni non mollano mai

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Tutta colpa dei Måneskin, e di quel selfie con dietro papà Mick Jagger che benedice, tutta colpa di quegli impudenti ragazzi romani che hanno rimesso in circolo nel mondo l’ammuffita linfa del rock. La sfida non potevano non raccoglierla, loro che quel modo di immaginare i concerti l’hanno praticamente inventato. Gli Stones non mollano e del resto non hanno mai mollato, pur decimati, scavati da solchi sempre più profondi, i capelli di Keith Richards inesorabilmente bianchi dopo anni di tinte, niente può tenerli lontano dal palco, nemmeno la scomparsa del caro Charlie Watts, la colonna ritmica della leggenda: tornano in scena a 60 anni esatti dal loro debutto che, con una formazione diversa da quella classica, avvenne il 2 luglio 1962 al Marquee di Londra. 

Lo hanno annunciato a sorpresa, con post intriganti e vagamente maliziosi: anche quest’anno saranno in tour, attraverseranno l’Europa, a partire dal primo giugno a Madrid, e il 21 dello stesso mese saranno allo stadio di San Siro. Abbastanza da lasciare senza parole, un record impressionante, unico nella storia, quasi inverosimile pensando che si parla di rock’n’roll, ovvero di una musica che per definizione e antonomasia sarebbe la quintessenza dell’energia, staremmo per dire giovanile, se non fossimo costantemente smentiti dai fatti. Måneskin a parte, il rock sembra più che altro un affare da signori adulti, e i Rolling Stones sono ormai al di là del giudizio, al di là della logica. Hanno fatto in tempo a chiudere più di un cerchio, con giravolte acrobatiche e ardite, dopo gli anni d’oro hanno fatto in tempo a sembrare bolsi e ripetitivi, poi dei miracolati, poi di nuovo alla moda, quasi esagerati, infine, al momento di festeggiare i cinquant’anni di attività sono apparsi come una leggenda assoluta, una lezione vivente di rock, hanno tappato la bocca a chi li criticava e nel frattempo hanno accumulato altri record da favola, come quando nel 2006 si sono esibiti sulla spiaggia di Copacabana davanti a un milione di spettatori.

Poteva essere abbastanza? Non per loro, pur facendo sostanzialmente lo stesso concerto da decenni, con pochissime varianti, hanno continuato, imperterriti, fieri e monolitici, anche se le immagini che abbiamo visto nelle date americane dell’anno scorso non erano del tutto incoraggianti, con Jagger ancora mobile e voluttuoso, Ron Wood decisamente meno scatenato del solito, e Keith Richards imbiancato e imberrettato come il nonno che ogni appassionato di rock avrebbe voluto avere, un supernonno che a 79 anni sta ancora su un palco a suonare gli accordi di Jumping jack flash e Simpathy for the devil.

Sarà uno dei tour della ripartenza, della tanto agognata riapertura. A San Siro gli Stones saranno preceduti il 4 giugno da un altro artista “maturo” come Elton John, impegnato ormai da qualche anno in un’interminabile addio alle scene. Questo, dice, sarà l’ultimo concerto in Italia, ma su questo terreno nessuno crede più a nessuno. In arrivo anche altre star internazionali come Kiss, Chemical Brothers, Pearl Jam, Imagine Dragons, Ben Harper e tanti altri. Sarà anche l’estate del ritorno dei grandi protagonisti della musica italiana. Vasco parte il 20 maggio da Lignano Sabbiadoro, lo stesso luogo dove il 15 giugno inizierà il tour negli stadi di Cesare Cremonini e il 2 luglio partirà la colossale avventura del Jova Beach Party versione 2022.

Jovanotti partirà il 2 luglio con il Jova Beah Party versione 2022
Jovanotti partirà il 2 luglio con il Jova Beah Party versione 2022 
Anche Gianna Nannini ha confermato uno speciale evento allo stadio di Firenze il 28 maggio, e così tanti altri, in un coro di concerti di tutte le dimensioni in tutte le città italiane. La posta in gioco è alta e per una volta benefica: tornare alla normalità dei conerti, dopo un digiuno troppo prolungato.

Gianna Nannini
Gianna Nannini 

E non mancano le sfide generazionali. I Måneskin sono impegnati in una missione che fino a pochi anni fa sembrava impossibile: dimostrare che il rock può avere senso in un mondo giovanile che da anni parla una lingua totalmente differente. E cercheranno di dimostrarlo ancora una volta attraverso un concerto, il 9 luglio al Circo Massimo di Roma, nello stesso scenario nel quale si esibirono nel 2014 i Rolling Stones. Ci sono solo una cinquantina d’anni di separazione anagrafica, ma che volete che sia? Damiano e Mick hanno scoperto che c’è una lingua comune che oltrepassa le barriere del tempo.