Il Volo, dopo sette anni il ritorno (come ospiti) a Eurovision 2022. Ma l'esibizione è in forse causa Covid...

Il trio dovrebbe cantare 'Grande amore', il brano con cui vinsero il Festival di Sanremo nel 2015 e con cui si piazzarono terzi all'Esc ma risultando primi nel televoto del pubblico. Dopo il tampone risultato positivo di Gianluca Ginoble, l'esibizione è in forse

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Da più di dieci anni portano in giro per il mondo il "bel canto", "patrimonio musicale ma anche culturale del nostro Paese". E una manifestazione come l'Eurovision Song Contest 2022 che ha come "claim" della manifestazione The sound of beauty, non può non avere sul palco Il Volo, ovvero: Gianluca Ginoble, Piero Barone e Ignazio Boschetto. Ma Ginoble è risultato positivo al Covid e l'esibizione, prevista per stasera, giovedì 12 maggio, in occasione della seconda semifinale, è in forse. "Troveremo una soluzione per tenere in ogni caso la performance", ha spiegato il vice direttore di Rai1, Claudio Fasulo, che non vorrebbe ovviamente perdere l'occasione di avere anche loro al PalaOlimpico di Torino con Grande amore, il brano con cui vinsero il Festival di Sanremo nel 2015 e con cui, nello stesso anno, si piazzarono terzi alla manifestazione europea (ma risultando primi nel televoto del pubblico).

"Fu una grande soddisfazione esserci. Il risultato finale non significò granché. Non ci interessano le scelte politiche o i ragionamenti, l'obiettivo finale è arrivare al pubblico. E di quello siamo stati molto orgogliosi. In fondo, è come laurearti con 110 e lode: se devi entrare nel mondo del lavoro, ci entri anche con 90", raccontano i tre ragazzi, che dal 2015 hanno continuato con successo a portare la loro musica in Europa, America, Asia sulla scia di grandi cantanti che li hanno preceduti come Luciano Pavarotti e Andrea Bocelli.

La vittoria al Festival e il successo all'Eurovision segnarono anche un passaggio importante per la loro crescita. "Non è stato facile distaccarsi dal concetto di bambini prodigio - raccontano - abbiamo dovuto vincere Sanremo per avere un'immagine più matura artisticamente parlando. Ma anche da grandi abbiamo cercato di mantenere uno sguardo infantile: stupirsi è il segreto di ogni artista. Non abbiamo scelto questo lavoro, è lui che ha scelto noi e abbiamo vissuto la vita che volevamo vivere, non possiamo lamentarci di nulla".

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Dall'Eurovision ha preso il via anche la carriera luminosa dei Maneskin (che saranno ospiti sabato 14 nella serata finale della manifestazione), esponenti del rock più vero. "Il 'bel canto' è il nostro genere, ma riconosciamo e siamo felici del successo altrui. Loro hanno un grande talento e come noi stanno portando l'Italia in giro per il mondo".

Come riconoscono anche la bravura di Mahmood e Blanco, in gara con Brividi. "Essere all'Eurovision vuol dire rappresentare il proprio Paese ed è un onore. Un po' mi rivedo in Blanco - dice Gianluca - abbiamo vinto Sanremo più o meno alla stessa età, a 20 anni. Vivere quelle emozioni e quella botta di vitalità in un periodo così delicato della propria crescita: bisogna stare attenti".

A Torino ci sarà anche Achille Lauro, in rappresentanza di San Marino. "Il fine giustifica i mezzi, ha fatto bene ad andare: avrà una platea di 200 milioni di persone. Una scelta che fa capire quanto possa essere ambizioso un artista. Magari avremmo fatto la stessa cosa...".

A Torino non si potrà dimenticare ciò che sta succedendo in Ucraina. "Queste manifestazioni sono la voce del pubblico, che implora la pace. Ed è giusto e doveroso che personaggi noti si facciano portavoce. Noi lo stiamo facendo". Loro in Russia e Ucraina ci sono stati con i loro concerti "ed è straziante vedere ora quelle immagini di devastazione: conosci quei posti, conosci quelle persone, hai avuto rapporti con loro, hai cantato per loro".

Difficile ora pensare se tornare o meno in quei Paesi: "Valuteremo quando la situazione sarà più chiara: adesso ogni scelta sarebbe irrazionale e istintiva. Abbiamo fan in Ucraina come in Russia, non tutti i russi sono colpevoli. Siamo vicini a tutti quelli che soffrono, a prescindere dalla nazionalità".

Intanto è disponibile su tutte le piattaforme digitali You are my everything (Grande amore), il nuovo brano del trio. Cantato alternando inglese e italiano, è un rifacimento rock sinfonico, a opera del maestro Enrico Melozzi, della loro hit Grande amore. Nel nuovo arrangiamento i violini sono stati sostituiti con le chitarre elettriche dando nuova vita a un brano che ha segnato la carriera dei tre ragazzi.

E il 15 maggio Il Volo riprende il tour mondiale partendo da Barcellona. Il Volo sings Morricone and more, in cui Piero Barone, Gianluca Ginoble e Ignazio Boschetto sono accompagnati dall'orchestra sinfonica, partirà dalle principali città europee per poi approdare negli Stati Uniti.

In Italia, invece, le prime date del tour Il Volo live in concert saranno il 3 e 4 giugno all'Arena di Verona. Un tour che unirà i classici del trio, raccolti nell'album 10 Years, e nuovi brani estratti dall'ultimo disco Il Volo sings Morricone, dedicato al maestro, un viaggio travolgente dentro l'arte di uno dei più grandi compositori del Novecento. "Abbiamo sofferto tanto la lontananza del palco in questi due anni. Un concerto non può mai essere sullo stesso piano di apparizione tv o produzione di un album. Vivi delle emozioni - concludono i tre cantanti - Come ha detto recentemente Ligabue, quel palco ce lo meritiamo".