Spettacoli

John Lydon, l'ex Sex Pistols fa pace con la regina: "Rest in peace"

'God save the queen', la copertina del disco del 1977 realizzata da Jamie Reid per i Sex Pistols -
'God save the queen', la copertina del disco del 1977 realizzata da Jamie Reid per i Sex Pistols - (ansa)
'God save the Queen', l'urlo della band punk nel '77 fu bandito dalla Bbc durante il Giubileo d'argento di Elisabetta II. "Sono davvero molto orgoglioso di lei per essere sopravvissuta e aver fatto così bene"
2 minuti di lettura

"Rest in peace queen Elizabeth II". Un breve messaggio di John Lydon è bastato a creare scompiglio tra i fan dei Sex Pistols, e tra quanti ricordano con nostalgia il 27 maggio 1977, quando l'allora Johnny Rotten insieme ad altri tre ragazzi cantava "God save the Queen, the fascist regime". Era il secondo singolo della band simbolo del movimento punk che stava per spazzare via convenzioni musicali e di costume dell'epoca. Lo shock fu forte nel Regno Unito. Ma anche oggi, a 45 anni di distanza, il post dell'ex Pistols ha creato parecchi malumori.

Un inno politico

Ma già nel 2017 in una intervista a The Quietus, l’ex frontman aveva rivelato che avrebbe sentito la mancanza della regina nel momento della sua scomparsa. Invitando, in quel giorno di lutto, a non suonare la sua celebre hit.

Infatti, la canzone fu concepita come un inno politico. "God Save The Queen dei Sex Pistols riguardava una situazione politica, parlava dell’obbedienza a una monarchia in cui io non credevo – disse Lydon – È un essere umano e quando morirà mi mancherà… Non è colpa sua se è nata in una gabbia dorata. Lunga vita alla regina".

Ribellione vera o marketing?

Il gruppo di ventenni inglesi con spille da balia, magliette strappate e giubbotti di pelle sdruciti 'sputava' sul simbolo della monarchia, proprio durante le celebrazioni per il Silver Jubilee, i 25 anni di regno di Elisabetta II. Ribellione vera o una delle astute mosse di marketing del famigerato manager dei Pistols, Malcolm McLaren? Entrambe, forse. Quello che è certo è che il 45 giri - sulla copertina il ritratto della regina con gli occhi coperti dalla scritta 'God save the queen' e sulla bocca il nome del gruppo - raggiunse presto il secondo posto nella classifica di vendita e fu bandito dalla Bbc.

L'inno e il contro-inno

God save the Queen - quella 'originale' - è l'inno nazionale del Regno Unito, il più antico del mondo (la composizione risale agli anni 1736-40). "Dio salvi la nostra gentile regina. Lunga vita alla nostra nobile regina. Dio salvi la regina. La invii vittoriosa, felice e gloriosa a regnare a lungo su di noi", recitava la prima strofa. Quella cantata da Johnny Rotten (che dopo l'esperienza nei Pistols, riprese il suo nome vero, John Lydon) aveva invece frasi come: "Dio salvi la Regina, non è un essere umano... e non c'è nessun futuro per te".

Il concerto sul battello

Proprio per lanciare il singolo McLaren organizzò per il 7 giugno del '77 un concerto a bordo di un un battello sul Tamigi chiamato - manco a dirlo - 'Queen Elizabeth', che avrebbe dovuto dirigersi verso Westminster Palace, teatro di celebrazioni per il Giubileo. La polizia fermò però la barca dopo poche canzoni e arrestò i presenti. Inutile dire che il risalto del blitz spinse in alto le vendite del 45 giri. Leggenda vuole che arrivò al primo posto delle classifiche ma l"establishment', contrario al gruppo, lo declassò al secondo.

La marcia indietro

In anni recenti, come detto, Lydon ha preso le distanze dal sé ventenne che inveiva contro 'the queen': "Voglio dire al mondo questo - aveva dichiarato il cantante ad un talk televisivo - la canzone è anti-monarchici ma non è anti-umana. Tutti presumono che io sia contro la famiglia reale in quanto esseri umani, ma non è così".

"In realtà - aveva poi aggiunto - io sono davvero molto orgoglioso della regina per essere sopravvissuta e aver fatto così bene. Penso solo che se sto pagando le tasse per sostenere questo sistema dovrei avere voce in capitolo su come vengono spesi questi soldi".

No future

Quanto al 'no future', uno degli slogan del punk urlato proprio in questa canzone, il futuro dei Sex Pistols fu molto breve: nel 1979 si sciolsero. Elisabetta, invece, ha regnato per altri 45 anni. Lunga vita alla regina, dunque e, come ha ribadito oggi Lydon "send her victorious".