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Nella musica c'è bisogno di più donne, ma le cose cambieranno. Come ci raccontano le artiste del Festival

I musicisti, i direttori d'orchestra, i produttori, i discografici come i manager sono in stragrande maggioranza uomini. Ma le cose cambiano e cambieranno ancora e questo cambiamento, alla fine, anche se senza premi
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Un podio di soli uomini è il segno di qualcosa? Forse no. Ha probabilmente ragione Amadeus, che in conferenza stampa ha sottolineato che il voto popolare è diretto alle canzoni, quelle che piacciono vincono, quelle che non piacciono no, al di la dei generi. Ma forse si, perché i cinque posti occupati da uomini nella 'battaglia' finale per la vittoria del Festival, comunque ci ricordano quella che è una realtà, ovvero che il mondo della musica è un mondo di uomini. Donne ce ne sono, dive e cantanti, autrici e star, musiciste e coriste, sono tante, sono brave e, per fortuna, sono cresciute numericamente moltissimo negli ultimi venti anni. Ma, ed è un dato di fondo, resta vero che il mondo della musica è un mondo di uomini.

(fotogramma)

(ansa)

I mus…

Un podio di soli uomini è il segno di qualcosa? Forse no. Ha probabilmente ragione Amadeus, che in conferenza stampa ha sottolineato che il voto popolare è diretto alle canzoni, quelle che piacciono vincono, quelle che non piacciono no, al di la dei generi. Ma forse si, perché i cinque posti occupati da uomini nella 'battaglia' finale per la vittoria del Festival, comunque ci ricordano quella che è una realtà, ovvero che il mondo della musica è un mondo di uomini. Donne ce ne sono, dive e cantanti, autrici e star, musiciste e coriste, sono tante, sono brave e, per fortuna, sono cresciute numericamente moltissimo negli ultimi venti anni. Ma, ed è un dato di fondo, resta vero che il mondo della musica è un mondo di uomini.

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(ansa)

I musicisti delle band pop sono in stragrande maggioranza uomini, l'universo del rap e della trap, tanto per parlare di contemporaneità, è dominato dagli uomini, i cantautori sono molti, incommensurabilmente di più delle cantautrici, gli autori sono uomini. E così anche i direttori d'orchestra, i produttori, i discografici e i manager, tutti mestieri che vengono pochissimo declinati al femminile. In parte è un dato culturale antico, perché, ed è vero, l'universo femminile si racconta spesso con altri linguaggi e meno con la musica. Ma, ed è così, ed è molto più grave, soprattutto nella parte 'industriale' dell'universo musicale. 'L'assenzà è soprattutto dovuta al fatto che le donne hanno dovuto faticare sempre molto di più dei colleghi maschi per affermarsi, hanno dovuto combattere pregiudizi e consuetudini che sono ancora, enormemente, presenti, e la conquista del territorio musicale, quando lo hanno raramente conquistato, non è mai stata facile. E Sanremo non fa differenza.

Ma le cose cambiano e cambieranno ancora e questo cambiamento, alla fine, anche se senza premi, ce lo hanno raccontato proprio le donne che sono salite sul palco del Festival, Levante e Elodie, Madame e Ariete, Shari e Mara Sattei, Giorgia e Anna Oxa, California e Paola e Chiara: nessuna di loro risponde a un 'modello', ognuna è sé stessa con la propria melodia, la propria personalità e la propria voce, ognuna a suo modo indica ad altre donne la possibilità di fare altrettanto, mostrando a tutti che la musica, per le giovani generazioni in particolare, non è più, non deve essere più, un affare di soli uomini. L'arte non ha bisogno di quote, ma di certo il mondo della musica tutto ha bisogno di più donne.

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