Una camminata (anzi, una passeggiata), un concertone, una docufiction e una rivista speciale – e che rivista, Re Nudo, che riprende le pubblicazioni. A trent’anni dalla morte, proprio oggi, Milano ricorda e si ricorda di Gianni Sassi, uno a cui si farebbe un torto a definirlo intellettuale, per l’aria di grigiore e pensosità che la parola si porta dietro. Si potrebbe aggiungere la parola pop, che però a sua volta si porta dietro un retrogusto negativo, di fatuo e svagato. Ecco invece un piccolo, non breve, riassunto della figura di Sassi.
Pubblicitario (le piste di automobiline tra le quali spiccava Paola Pitagora), grafico, produttore discografico con l’etichetta Cramps per cui incisero Area, Battiato, John Cage, Finardi, editore e giornalista, con la creazione della rivista culturale Alfabeta e di quella gastronomica La gola, antesignana di Slow Food. Uno originale per nascita, non per scelta, il cui patrimonio di idee, azioni, trovate, che non è stato certo disperso in questi trent’anni, ma intanto il mondo è cambiato e di Sassi si è parlato poco. Fino a stamattina, almeno, con l’inaugurazione del sentiero all’interno del parco Citylife, preceduta da una conferenza stampa che ha delineato tutte le iniziative per questo anniversario. La prima in realtà è stata già a gennaio, la pubblicazione del libro Gianni Sassi & altri racconti, di Giordano Casiraghi, edito da Arcana. Mentre è di adesso il numero speciale di Re Nudo, storica rivista di cultura alternativa che riprende le pubblicazioni in questi giorni. Ma accanto al numero 1, già in libreria, è stato fatto un Numero Zero dedicato integralmente a Sassi ricco di ricordi di protagonisti d’epoca come Eugenio Finardi. E ancora la docufiction (in attesa di una distribuzione televisiva) di Roberto Manfredi e Stefano Piantini, Gianni Sassi - l'occhio, l'orecchio, la gola che ripercorre la figura di Sassi con testimonianze di artisti, poeti, attori, filosofi, operatori culturali, discografici.
Ma soprattutto il 6 aprile al teatro Lirico Giorgio Gaber va in scena tutto quel che resta dell’etichetta Cramps Records. Ed è così tanto che sarà una serata di ricordi, non di nostalgie. L’assenza di retorica sarà per esempio assicurata dagli ultimi protagonisti annunciati, gli Skiantos, storica band rock demenziale (ma tutto era tranne che demente). La serata, presentata da Jo Squillo, lei stessa artista Cramps ai tempi, prevede due set del Patrizio Fariselli Area Open Project. Lo storico pianista degli Area proporrà in quintetto prima l'album di esordio della band, Arbeit macht frei, che nel 1973 mescolò free jazz, elettronica e rock, come non si era mai sentito prima, poi - in chiusura della serata - canzoni ancora degli Area e di Franco Battiato. Eugenio Finardi eseguirà un omaggio a Gianni Sassi e uno, insieme a Carlo Boccadoro, dedicato a John Cage (musicista che proprio Sassi fece esibire a Milano negli anni Settanta), Lucio Fabbri & Friends omaggeranno Demetrio Stratos, il cantante degli Area, e proporranno La radio e Musica ribelle proprio di Finardi. Quindi Boccadoro si unirà a Fariselli per ricordare ancora John Cage e Andrea Tich presenterà alcuni brani tratti dall'album che incise per la Cramps, Masturbati.