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Le pagelle della seconda semifinale di Eurovision 2024. Aiko 4, fuoco e fiamme, Angelina Mango riempie gli occhi: 7

Le pagelle della seconda semifinale di Eurovision 2024. Aiko 4, fuoco e fiamme, Angelina Mango riempie gli occhi: 7
(afp)

Nuovo appuntamento con il festival in corso a Malmo, sul palco 19 Paesi, sedici in gara e tre dei “Big Five”

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MALMO – Al via la seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest 2024 dalla Malmö Arena, in Svezia. Salgono sul palco 19 Paesi: sedici in gara e tre dei “Big Five” ovvero l’Italia, la Francia e la Spagna. Serata segnata dal debutto di Angelina Mango, già proiettata in finale, e dalle contestazioni all’artista israeliana Eden Golan, con fischi e buu dalle tribune dell’Arena.

Angelina Mango durante la sua esibizione
Angelina Mango durante la sua esibizione (reuters)

Quanto a Angelina Mango con La noia, parte cantando distesa, c’è il trono sullo sfondo, ci salirà due volte, stivali a zatterone dorati con suola bianca, scenografia molto efficace che riempie gli occhi ma a Sanremo ballava da sola e teneva la scena anche di più. Per noi merita un 7.

Le pagelle degli artisti in gara

Malta, Sarah Bonnici, Loop. Voto: 5

Sara Bonnici (Malta)
Sara Bonnici (Malta) 

Più ballerina che cantante, più balletto che canzone, che a mala pena c'è. E anche nei momenti in cui c’è, ricorda Survivor delle Destiny’s Child: il resto sono colpi, esplosioni, passaggi ritmici, e anche molte fiamme. E anche il body argentato si surriscalda un po’.


Albania, Besa, Titan. Voto: 7

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Hip hop urban soul che sul finale diventa trip hop. Non male, però, per il ritornello arrivano due coriste. Velo sulla testa, un vestito turchese ricamato, tutto molto gradevole.


Grecia, Marina Satti, Zari. Voto: 7

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Tradizione e modernità come richiesto per Eurovision. Etnicità e Mediterraneo per un brano ritmatissimo che, dopo un inizio tradizionale con tanto di passi di danza sirtaki, ruba il tempo a una canzone araba. Lei, padre sudanese e madre greca, cresciuta a Creta, veste una gonna argentata e un top bianco, gli stivali di pelle nascondono il fazzoletto bianco che poi sventola insieme ai quattro ballerini. Una fiche lanciata verso il podio.


Svizzera, Nemo, The code. Voto: 6

Nemo, il cantante svizzero, arriva indossando una gonna e una pelliccia sintetica con scarpette da ginnastica e lacci rosa di pizzo in tinta con il resto. Si arrampica su una specie di antenna parabolica rotante e quando la canzone diventa vagamente il tema di un film della saga 007, stupisce per il modo in cui riesce a tenersi in piedi. Anche da Nemo una fiche lanciata sui tre gradini del podio.


Repubblica Ceca, Aiko, Pedestal. Voto: 4

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Un pezzo rock ma la band suona in playback e solo dagli schermi. Infatti il rock si diluisce presto in un pop annacquato. Inutili poi il fuoco e le fiamme. Si notano i body color carne che fanno solo immaginare un generoso decolléte, per le quattro ballerine. Lei l'aveva in prova, poi le devono aver consigliato prudenza ed è comparso un corpetto bra rosso glitterato.


Austria, Kaleen, We will rave. Voto: 5

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Buttato via il pesante cappotto, perché a queste latitudini non si può mai escludere del tutto, Kaleen scopre gli stivali alla coscia e un body argentato: coreografie audaci con passaggi acrobatici per un rave decisamente commerciale. Applausi per l'impegno e il coraggio.


Danimarca, Saba, Sand. Voto 6

Le incertezze della prova generale sono scomparse, quella di Saba è una grande voce nera. Torna l’effetto nuvole già visto per l’ospite Slimane. Pantaloni con strascico e body bianco, su un piedistallo, anche per la voce.


Armenia, Ladaniva, Jako. Voto 6

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Pezzo tradizionale, etnico, con band chiaramente in playback con batteria, basso, due fiati e flauto e balalaika. Lei in minigonna ma con taglio tradizionale, come estetica di Eurovision comanda.


Lettonia, Dons, Hollow. Voto 6

Un pezzo lirico, finisce che Dons si commuove quasi fino alle lacrime. Per scenografia un anello, come l’israeliana Eden Golan che si vedrà più avanti. Per la regia la scheda video che presenta i prossimi spagnoli Nebulossa è strategica, l'anello è leggero ma ci si impiega un po’ a dividerlo dall’incastro.


San Marino, Megara, 11:11. Voto 7

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L’alternative metal spagnolo che gareggia per San Marino e ha già battuto anche Loredana Bertè. I Megara sono forse l'unica vera band di queste due semifinali, il pezzo ha una sua coerenza rock. Scenografia tra fumetti e coreograffie di due ballerine vestite come scheletri. Quando la cantante si toglie la pelliccia scopre sulla schiena una corazza cornuta come quella di un’iguana. Bella resa e il pezzo c’è.


Georgia, Nutza Buzaladze, Firefighter. Voto 5

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Fasciata in un vestitino dorato come un cioccolatino, Nutza propone un balletto tra fuoco e fiamme che riscaldano gli spalti fino alle ultime file. Ancora il tema dell'anello anche se in questo caso solo grafico sullo sfondo. Un cerchio di fuoco e fiamme per il pompiere del titolo. Alla fine si alza una pedana senza un vero perché, ma la canzone dov’è?


Belgio, Mustii, Before the party’s over. Voto 4

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Mustii vestito di bianco con un pastrano con lo strascico ha evidentemente molto da dire, vista la pedana circondata da microfoni. La seconda parte del brano è il titolo ripetuto a catena: prima che la festa finisca, prima che la festa finisca, prima che la festa finisca… per 12 volte, a petto nudo e controvento.


Estonia, 5Miinust & Puuluup, (nendest) narkootikumidest ei tea me (küll) midagi. Voto 5

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La traduzione del titolo è “We (really) don’t know anything about (these) drugs”, non sappiamo nulla di queste droghe. Pezzo dunque vagamente antiproibizionista. L’hanno definita la canzone sulla droga ma forse si tratta solo di sostanze ricreazionali. C’è il pericolo che la coreografia minimale faccia proseliti.


Israele, Eden Golan, Hurricane. Voto 8

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Di nuovo l’anello, di nuovo le nuvole, il pezzo c’è e lei lo interpreta molto bene. Oltre a dare prova di una bellissima voce.


Norway, Gåte, Ulveham. Voto: 5

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Altra band altro scoglio, si parla di fratricidio, di una matrigna, suoni cupi per una storia drammatica, il pezzo però, nonostante i continui crescendo, non ha mai un’apertura coinvolgente.


Olanda, Joost Klein, Europapa. Voto: 6

Pezzo che trascina, comunque lo si voglia vedere. Joost, spalline rinforzate tipo Jeeg Robot, altro che anni Ottanta, si presenta con un musicista vestito da gallina ma con il cerchio di stelle simbolo dell’Europa sul petto… in qualche modo l’aveva promesso da bambino al padre. Avrebbe creduto nell’Europa unita e anche nel fatto che siamo tutti uguali, e che viviamo un mondo senza confini. Fosse vero...

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