Il Concertone del Primo Maggio ha animato Piazza San Giovanni a Roma fino a notte fonda, con oltre 50 esibizioni che hanno coinvolto migliaia di persone. L’evento, condotto da Bigmama, Ermal Meta e Noemi, ha visto anche gli interventi del divulgatore scientifico e influencer Vincenzo Schettini. Sul palco si sono alternati i grandi nomi della musica italiana: da Elodie a Brunori Sas, passando per Giorgia, Ghali, Lucio Corsi e Serena Brancale, tutti pronti a far ballare e riflettere il pubblico. L’evento è stato trasmesso in diretta su Rai 3 e Radio 2. Per l’edizione del 2025, i sindacati hanno scelto lo slogan "Uniti per un lavoro sicuro", sottolineando ancora una volta l’importanza dei diritti e delle tutele per i lavoratori.
Nel primo pomeriggio tanti artisti sul palco: oltre a Leo Gassmann, che ha avuto il compito non semplice di aprire la kermesse, una menzione di merito va a L’Orchestraccia, Mimì, Ele A, Giulia Mei, Anna Castiglia e Patagarri.
Gaia
Ormai Chiamo io, chiami…
Il Concertone del Primo Maggio ha animato Piazza San Giovanni a Roma fino a notte fonda, con oltre 50 esibizioni che hanno coinvolto migliaia di persone. L’evento, condotto da Bigmama, Ermal Meta e Noemi, ha visto anche gli interventi del divulgatore scientifico e influencer Vincenzo Schettini. Sul palco si sono alternati i grandi nomi della musica italiana: da Elodie a Brunori Sas, passando per Giorgia, Ghali, Lucio Corsi e Serena Brancale, tutti pronti a far ballare e riflettere il pubblico. L’evento è stato trasmesso in diretta su Rai 3 e Radio 2. Per l’edizione del 2025, i sindacati hanno scelto lo slogan "Uniti per un lavoro sicuro", sottolineando ancora una volta l’importanza dei diritti e delle tutele per i lavoratori.
Nel primo pomeriggio tanti artisti sul palco: oltre a Leo Gassmann, che ha avuto il compito non semplice di aprire la kermesse, una menzione di merito va a L’Orchestraccia, Mimì, Ele A, Giulia Mei, Anna Castiglia e Patagarri.
Gaia
Ormai Chiamo io, chiami tu è un passpartout buono per tutti i palcoscenici, col fianco assassino e la coreografia virale. Già con Fumo blu l’incanto sembra un po’ impallidire, con i suoni che sembrano stridere con la vocalità. Gaia è padrona del palco: per lei grande presenza, le canzoni devono ancora crescere un po’.
Voto: 6.5
Shablo
Anche il rapper punta sul brano sanremese e parte con La mia parola. Ma l’esibizione è precisa e coinvolgente, quell’hip hop anni Novanta non ha smagliature. L’aiuto di Tormento e Joshua fa il resto. Forse non tutti se ne sono accorti ma in apertura del secondo brano sembra di riconoscere un sample di Stevie Wonder.
Voto: 7.5
I Benvegnù
La band di Paolo Benvegnù, fomidabile cantautore scomparso all’improvviso quattro mesi fa, rende omaggio all'artista milanese con l’aiuto di Brunori Sas e Ermal Meta. Commovente.
s.v.
Noemi, Ermal Meta, BigMama e La Municipal
I tre conduttori omaggiano tre grandi della canzone con l’aiuto di La Municipal: Noemi ricanta Vasco con Albachiara, BigMama riprende Zucchero (con l’intro di Smells like teen spirit dei Nirvana) con Diavolo in me e Meta viaggia fino a Dublino con One degli U2. Quando lui e Noemi intrecciano le voci è impossibile restare indifferenti. Poi BigMama lancia I Kissed a Girl di Katy Perry, aiutata da Noemi. E poi tutti insieme con Human dei Killers. Sotto il palco solo mani alzate per applaudire.Serve altro?
Voto: 8
Carl Brave
Gioca in casa e si vede: l’accoglienza non lascia dubbi. Una dedica a Remo Remotti con Flash, un duetto con Sarah Toscano versione cowgirl in Perfect, e la scacciamalocchio Makumba con un piccolo aiuto da Noemi. La band macina forte, lui fa il suo salendo di livello nel finale tutto a tinte giallorosse.
Voto: 6.5
Alfa
Due brani ad alto ritmo. Semplice, diretto, trascinante. La tromba di Bellissimissima è da manuale del pop. L’energia è quasi Jovanottesca, il pubblico gradisce. Poi gran finale col brano sanremese. Promosso.
Voto: 7.5
Arisa
La versione impegnata di Arisa si snoda in due brani come Democrazia e Canta ancora, scritta per il film Il ragazzo con i pantaloni rosa. Anche su un palco tecnicamente complesso come quello di San Giovanni la voce resta impeccabile.
Voto: 7
Gazzelle
“Daje Roma”, grida ai tanti fan sistemati sotto il palco. Le sue ballate sentimentali regalano abbracci alla folla già provata dalle tante ore trascorse in piazza. Una carezza senza pugni prima del gran finale con i telefonini accesi. Romanticismo alla carbonara.
Voto: 7
Lucio Corsi
Ci sono poche certezze nella musica italiana di oggi. Corsi cambia occhiali, si toglie la giacca, passa dalla chitarra al piano ma si conferma artista vero. La gente fa i cori, le chitarre sul palco non mentono sulle intenzioni di una cantautore che forse non ha inventato niente, o forse sì. Però in tanti lo adorano e si capisce perché.
Voto: 8
Elodie
La prima volta sul palco “che è la casa dei diritti” coincide con una performance in perfetto stile Elodie: suoni urban, coreografie, voci intonate e qualche mano galeotta tra le ballerine. Il repertorio divide, ma la performance è in linea con la sua idea di show all’americana. Non porta la canzone sanremese e già questo è un segno di distinzione.
Voto: 7
Brunori Sas
Uno dei pochi che ci mette ironia: le sue canzoni sono serissime, ma il suo racconto strappa sorrisi. La verità è uno dei brani più spietati scritti negli ultimi anni, da riascoltare sempre anche quando intorno si cerca di fare festa.
Voto: 7.5
Giorgia
Un’altra che non stona nemmeno sotto pesanti minacce. Piace a tutti, anche quando canta brani un po’ più deboli: la sua band impeccabile fa il resto. La sua voce è come l’amore secondo certi scrittori: vince su tutto. Quando arriva La cura per me canta pure la basilica.
Voto: 8
Ghali
Ha un talento pari alla sua coolness. Carismatico, modernissimo, quando canta Casa mia proietta la piazza avanti di qualche anno. Canta con le basi e in sede di giudizio va considerato.
Voto: 6.5
Fulminacci
La (finta) spensieratezza di un altro figlio di Roma che continua a crescere a ogni performance. Il suo pop è contagioso anche quando canta di un amore finito male. E ognuno di noi, ovunque viva, ha la sua Santa Marinella dove rifugiarsi.
Voto: 7+
Achille Lauro
Una falsa partenza, poi arriva il romanzo d’amore accompagnato da violini, archi e dal coro di una folla adorante. Non può piacere a tutti ma la sua narrazione ha spaccato l’anima di almeno metà di una generazione. Anche l’intonazione regge. Il presente è suo.
Voto: 8
Joan Thiele
Il suo Sanremo meritava più attenzione, perché la sua canzone è tra le originali ascoltate negli ultimi anni. Quel suo stile un pò tarantiano non è di lettura immediata, anche se quando parte Eco la folla risponde eccome. Per il grande botto manca davvero poco.
Voto: 7+
Franco 126
Una delle penne più brillanti dell’ultima generazione. Altro romano in casa, ascoltato con attenzione da una piazza ancora piena. In Nottetempo arriva pure Giorgio Poi, che alla fine è salvifico perché qualche problema con l’intonazione si è sentito. Ma la narrazione resta brillante.
Voto: 6+
Serena Brancale
La formula etno dance – testi in dialetto funziona anche grazie a una vocalità senza incertezze. Anche lei non rinuncia al ripasso sanremese: con Anema e core sceglie la strada più facile. Ma funziona.
Voto: 7+
Luchè
Il rap di Luchè può andare a tutta velocità oppure carezzare la melodia. La performance è precisa, divertente e senza squilibri. Il meglio arriva con Non abbiamo età. Una garanzia.
Voto: 7
Rocco Hunt
Rapper vero, trascinatore, spara rime senza incertezze. Anche lui finisce in quota Sanremo, ma la platea lo segue passo passo. con lui è sempre Nu juorno buono. Il Sud è per tutti, e non solo stanotte.
Voto: 7.5
The Kolors
Che siano una fabbrica di hit dance è fuori discussione. Anche dal vivo i loro brani non perdono la loro capacità di appiccicarsi in testa. Potremmo chiederci se questo è il palco più adatto per loro, ma il discorso potrebbe scivolare all’infinito. E coinvolgere anche altri protagonisti di questa maratona.
Voto: 7
Gabry Ponte
Come sopra. Ma se proprio San Giovanni, dopo una certa ora, deve diventare una discoteca, non c’è niente di meglio di Tutta l’Italia per finire ballando. O forse sì, ma tant’è.
Voto: 7