“Il Raggio di Creazione è come un'Ottava. Dopo il re, rappresentato dalla luna, l'Ottava ha il suo do che è anche l'Assoluto. Quindi ci sono due Assoluti: uno inizia il Raggio, l’altro lo termina. “Un Assoluto è Tutto, l’altro è Nulla” scriveva P.D. Ouspensky in La quarta via citando un insegnamento di Gurdjeff: a questo si è ispirato Franco Battiato nel dare un nome alla società editrice da lui fondata nel 1985 che detiene i diritti di molti suoi progetti e canzoni. Un nome che era già un programma. Sugar Music Publishing ne ha recentemente acquisito il catalogo musicale diventando così co-editore di opere dal calibro de La cura, E ti vengo a cercare e Povera patria .
Ma nel mondo di Battiato niente avviene per caso. Il legame, come racconta Filippo Sugar, Ceo del gruppo Sugar, è di lunga data: “C'è stata una lunga amicizia tra Franco e mia madre (Caterina Caselli, ndr). Una volta da bambino mi portò nella sua casa milanese, vicino a Corso Italia, me lo ricordo ancora perché mi aveva colpito molto: era così particolare con tutti quei tappeti… E poi un'altra volta andammo insieme a pranzo in un ottimo ristorante siciliano che oggi non c'è più. Quindi sì, il rapporto è nato con mia mamma. Diciamo che ci sono alcuni artisti e autori con cui non siamo riusciti a lavorare insieme quanto avremmo voluto durante la loro carriera, ma alla fine con perseveranza, in un modo o nell'altro ci siamo arrivati e Franco è uno di questi. Con lui c'è sempre stata non solo stima professionale ma anche umana. È stata proprio una grande amicizia insomma”.
La prima apparizione televisiva di Battiato è stata nel 1967 in Diamoci del tu, una trasmissione televisiva condotta proprio da Caterina Caselli e Giorgio Gaber che aveva, tra l'altro una sigla bellissima disegnata da Guido Crepax. “Esatto e c'è la famosa storia per cui siccome nella stessa puntata c'era anche un’altra giovane scoperta, un certo Francesco Guccini, Battiato venne chiamato ‘Franco’ e non Francesco per non fare confusione. E da allora così rimase. Credo che da allora con mia mamma si siano sempre tenuti in contatto. Anche perché Giuni Russo, che era la voce preferita di Franco, per cui lui ha scritto testi e prodotto dischi, ha poi lavorato con mia mamma. Insomma, nel corso degli anni c'è sempre stato un dialogo, uno scambio di consigli reciproco e per un periodo anche un interesse per la meditazione e qualche forma di ricerca spirituale”.
“E poi oggi questo legame continua attraverso Cristina Battiato, la nipote di Franco: ecco perché oggi possiamo dare questo importante annuncio e cioè che siamo riusciti con Sugar Publishing ad acquisire L'Ottava, la sua casa di edizioni che contiene un repertorio che ci consente di lavorare su una buona parte della sua produzione: dall'album Giubbe rosse in poi lui infatti era riuscito ad avere una parte delle edizioni delle sue opere. Non è un catalogo vastissimo ma è molto significativo: tra le canzoni ci sono La cura, E ti vengo a cercare, Povera patria, L’ombra della luce, L’oceano di silenzio e uno dei suoi duetti più belli, Tutto l'universo obbedisce all'amore con Carmen Consoli".
Tutto questo questo porterà a una rivalutazione di molte opere. “Sì, ci stiamo apprestando a fare una serie di operazioni per valorizzare anche la parte magari meno conosciuta delle opere di Franco”, conferma. Sugar ha già una grande tradizione a questo riguardo perché la sua etichetta SZ ha pubblicato i maestri della musica contemporanea da Luigi Nono, Luciano Berio e Bruno Maderna a Igor Stravinsky e Krzysztof Penderecki.
“Questa è una cosa che mi rende molto felice, orgoglioso perché con l'arrivo di Anna Leonardi, Head di SZ Sugar, finalmente abbiamo trovato una persona giovane che ha tutte le qualità per guidare e per far rivivere SZ Sugar, che deve essere quell'area dell'azienda che fa ricerca in sintonia con altre parti per ottenere i migliori risultati”.
“Il progetto Arcipelago Battiato, due serate dal vivo in cui sono state reinterpretate alcune opere di Battiato con nuovi arrangiamenti e reinterpretate da Malika Ayane, che si è tenuto alla Biennale di Venezia è proprio l'esempio di come, grazie a essenzialità e competenza, anche i compositori come Michele Tadini (anche diversi suoi lavoro sono usciti su SZ, ndr) possono aiutare a promuovere e a riportare alla luce i repertori più nascosti, di grandi artisti molto popolari facendo da ponte tra la musica popolare e la loro esperienza più sperimentale. Io sto lavorando con Anna proprio a questo con l'idea di far viaggiare musica più popolare in territori non consueti e viceversa. Battiato è un esempio clamoroso di questo ma possiamo fare molti altri nomi, il primo che mi viene in mente per esempio è Morricone. E ci sono molte altre cose nel catalogo che possiamo riportare alla luce”.
Un esempio? “C'è anche un balletto che ai tempi venne commissionato a Franco dal Maggio musicale fiorentino che vorremmo far rinascere in chiave diversa; si intitola Campi magnetici. E poi oltre che riproporre i brani negli eventi abbiamo il copyright per la riproduzione audiovisiva che è un modo ulteriore per dargli vita”. Basti pensare a Stranger Things che ha riportato al primo posto in classifica Running up that hill di Kate Bush. A proposito, i referenti per voi sono anche i giovani? “Sicuramente, anzi direi che c'è un fermento così grande che è quasi una necessità fare questo tipo di lavoro”.
Il perfetto punto d'incontro tra l'Ottava di Battiato e Sugar è Juri Camisasca, un musicista che, non a caso ha pubblicato per entrambe: l'album Te Deum per L'Ottava e Spirituality per Sugar: “È un'operazione che mi rende estremamente felice. A parte il fatto che io sono sempre stato un estimatore di Caterina Caselli, e che Franco è stato un suo caro amico, questa cosa mi entusiasma. Credo che sia anche un passo molto importante per la stessa etichetta, perché Sugar dimostra di avere una visione del mondo musicale un po' più ampia di quella delle solite major che ormai seguono in maniera adeguata soltanto chi ha successo. Certi progetti hanno bisogno di tempo per venire accolti: magari resteranno di nicchia però un pubblico lo troveranno se sono validi. Sono contento che le cose più sperimentali di Franco vengano preservate, custodite e abbiano persino la possibilità di avere una nuova vita".
Anche il primo album di Juri Camisasca, a partire dal titolo, La finestra dentro, era molto sperimentale: chi ha influenzato chi? “Quello con Franco è stato un momento un po' particolare nella nostra esistenza, perché si sono incontrate due persone che la pensavano un po' alla stessa maniera, perlomeno per quanto riguarda certe cose anche se poi ognuno ha seguito la sua strada. La mia radice è legata alla mistica cristiana, la sua è sempre stata aperta verso il mondo arabo e orientale. Ma non è tanto la meta la cosa importante quanto il cammino. Abbiamo camminato insieme per molti anni. Come lui ha influenzato me, credo anch’io, nel mio piccolo, di aver dato qualcosa anche a lui. Una cosa è certa: la sua luce non ha mai smesso di brillare: pensa che qualche settimana fa è venuta una troupe della Rai qui a Milo per girare delle scene di un film che dovrebbe intitolarsi Franco Battiato il lungo viaggio che racconta anche il primo periodo a Milano, quando ci siamo incontrati: mi hanno detto che c'è anche un attore che interpreta la mia parte. Non l’ho conosciuto di persona ma mi hanno fatto vedere delle foto: è un bel ragazzo (ride). Quando però ho visto l'attore che interpreta Franco sono rimasto di sasso: mi sembrava proprio di vedere lui da giovane! Ma non so se queste cose si possono ancora dire o è ancora presto: io vivo nel mio mondo, sono lontano un po’ da tutto…”. E aggiunge: “Io dico che Franco è ancora presente nella mia vita perché mi basta un pensiero per collegarmi. Lui c'è: è semplicemente su un altro piano”.