Secondo solo, per longevità, al Festival Shakespeariano di Stratford on Avon, il "nostro" Festival Shakespeariano, che dal 1948 è avvenimento di culto dell'Estate Teatrale Veronese, vanta quest'anno al Teatro Romano la sua 65ma edizione, e ha un calendario che dal 3 al 27 luglio comprende quattro spettacoli, con regie, nell'ordine, di Valerio Binasco, di Giancarlo Sepe, di Massimo Ranieri, e, per gli inglesi della compagnia Propeller, di Edward Hall. Congiunzione astrale e artistica molto felice, il riconoscimento del 56mo "Premio Renato Simoni per la fedeltà al teatro di prosa" attribuito stavolta a Carlo Cecchi, verrà consegnato il 3 luglio, con breve cerimonia nello stesso Teatro Romano prima del debutto del lavoro inaugurale, Il Mercante di Venezia, dal regista dello spettacolo, Valerio Binasco, e la coincidenza è straordinaria perché Binasco è stato a lungo allievo e compagno d'arte in più imprese teatrali di Cecchi.
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L'allestimento d'apertura. Questo Mercante di Venezia, produce a sua volta clamore per più aspetti e novità consociative. Ne è protagonista, nei panni dell'ebreo Shylock, Silvio Orlando, che ha voluto tenacemente fare ingresso nei ranghi della compagnia PSK (Popular Shakespeare Kompany) guidata da Valerio Binasco, formazione indipendente, progettuale e plurisponsorizzata nata nel 2011 con affiatati giovani attori alle prese inizialmente con Romeo e Giulietta (in cui figurava anche Riccardo Scamarcio) e poi nel 2012 con La tempesta. "Il Mercante parla soprattutto di denaro" dichiara il regista "e se c'è un problema non riguarda la fede (cristiana o ebrea) ma il conformismo". Oltre al sostegno essenziale del Festival, la produzione è della Oblomov Films e del Teatro Stabile di Torino. Dal 3 al 6 luglio.
L'amore. La seconda proposta, dal 10 al 13, è Molto rumore per nulla di cui saranno protagonisti Francesca Inaudi e Daniele Liotti, diretti da Giancarlo Sepe. Una messinscena fra sorpresa e divertimento. "Tutti gli amori, dopo mari in tempesta e venti furiosi, finiscono in... molto rumore per nulla". Produttrice l'Isola trovata.
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Massimo Ranieri. Il terzo spettacolo, dal 17 al 20 luglio, è Riccardo III con Massimo Ranieri nel ruolo del titolo, e anche coinvolto come regista, con traduzione e adattamento di Masolino d'Amico, musiche originali di Ennio Morricone. Nel cast figurano anche Paolo Lorimer, Carla Cassola, Margherita Di Rauso, Federica Vincenti e Giulio Forges Davanzati. Pare che aleggi mondanità e glamour nero, in questa capolavoro di cui è capo un personaggio autoritario, deforme e irresistibile. "Anche scherzoso, popolaresco. Uno che, quando è ancora Duca di Gloucester, dice l'attore "Ora faccio il cattivo per mio tornaconto", ricorda Ranieri, che iniziò la sua carriera a teatro lavorando con Giuseppe Patroni Griffi per poi interpretare il buffone Feste, 35 anni fa, in un altro Shakespeare, La dodicesima notte, con regia di Giorgio De Lullo. Il sostegno, oggi, è di Ghione Produzioni.
Soli uomini. L'ultimo titolo in cartellone è, dal 25 al 27 luglio, la Bisbetica domata cui la compagnia britannica Propeller condotta da Edward Hall darà bizzarra compattezza impegnando un organico tutto al maschile, come ai tempi del Bardo. Loro recitano, cantano, suonano strumenti e scendono in platea. Un motore di rappresentazione che non lascia nulla di intentato.
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L'allestimento d'apertura. Questo Mercante di Venezia, produce a sua volta clamore per più aspetti e novità consociative. Ne è protagonista, nei panni dell'ebreo Shylock, Silvio Orlando, che ha voluto tenacemente fare ingresso nei ranghi della compagnia PSK (Popular Shakespeare Kompany) guidata da Valerio Binasco, formazione indipendente, progettuale e plurisponsorizzata nata nel 2011 con affiatati giovani attori alle prese inizialmente con Romeo e Giulietta (in cui figurava anche Riccardo Scamarcio) e poi nel 2012 con La tempesta. "Il Mercante parla soprattutto di denaro" dichiara il regista "e se c'è un problema non riguarda la fede (cristiana o ebrea) ma il conformismo". Oltre al sostegno essenziale del Festival, la produzione è della Oblomov Films e del Teatro Stabile di Torino. Dal 3 al 6 luglio.
L'amore. La seconda proposta, dal 10 al 13, è Molto rumore per nulla di cui saranno protagonisti Francesca Inaudi e Daniele Liotti, diretti da Giancarlo Sepe. Una messinscena fra sorpresa e divertimento. "Tutti gli amori, dopo mari in tempesta e venti furiosi, finiscono in... molto rumore per nulla". Produttrice l'Isola trovata.
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Massimo Ranieri. Il terzo spettacolo, dal 17 al 20 luglio, è Riccardo III con Massimo Ranieri nel ruolo del titolo, e anche coinvolto come regista, con traduzione e adattamento di Masolino d'Amico, musiche originali di Ennio Morricone. Nel cast figurano anche Paolo Lorimer, Carla Cassola, Margherita Di Rauso, Federica Vincenti e Giulio Forges Davanzati. Pare che aleggi mondanità e glamour nero, in questa capolavoro di cui è capo un personaggio autoritario, deforme e irresistibile. "Anche scherzoso, popolaresco. Uno che, quando è ancora Duca di Gloucester, dice l'attore "Ora faccio il cattivo per mio tornaconto", ricorda Ranieri, che iniziò la sua carriera a teatro lavorando con Giuseppe Patroni Griffi per poi interpretare il buffone Feste, 35 anni fa, in un altro Shakespeare, La dodicesima notte, con regia di Giorgio De Lullo. Il sostegno, oggi, è di Ghione Produzioni.
Soli uomini. L'ultimo titolo in cartellone è, dal 25 al 27 luglio, la Bisbetica domata cui la compagnia britannica Propeller condotta da Edward Hall darà bizzarra compattezza impegnando un organico tutto al maschile, come ai tempi del Bardo. Loro recitano, cantano, suonano strumenti e scendono in platea. Un motore di rappresentazione che non lascia nulla di intentato.