Trenta spettacoli con un focus riservato a Cechov e uno a testi ispirati all'infanzia, con un omaggio a Eduardo De Filippo a trent'anni dalla morte, con investimenti sulla danza fin dal giorno d'apertura, facendo leva su artisti internazionali ma anche su giovani registi napoletani. Il calendario della settima edizione del "Napoli Teatro Festival Italia", firmata per la quarta volta dal direttore artistico Luca De Fusco, si estende dal 6 al 22 giugno, ed è organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival. Inscrivendosi negli spazi teatrali di Napoli, e di nuovo insediandosi nei luoghi del Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa.
Nel comparto della danza figurano due nette scommesse: ad aprire il festival è l'israeliana Vertigo Dance Company con Reshimo coreografato da Noa Wertheim, e la formazione proporrà anche il lavoro storico Mana. Ospite qualificato e da poco ulteriormente cresciuto per prestigio europeo, il nostro Emio Greco ha in serbo il 13-14 Addio alla fine ispirato a un nuovo ordine sociale tratteggiato nel libro di Hans Boutellier "The Improvising Society", una creazione di danza condivisa con Pieter C. Scholten, proprio mentre al binomio Greco-Scholten è stata da poco affidata la direzione del Balletto Nazionale di Marsiglia, restando operante la responsabilità parallela del centro coreografico da loro diretto già da tempo ad Amsterdam.
Il festival si disporrà ad essere un cantiere per il Sindaco del rione Sanità di Eduardo recitato dal genovese Eros Pagni con regia di Marco Sciaccaluga, e per Finale di partita di Beckett con Lluis Pasqual che dirige Lello Arena.
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Il capitolo legato alla cultura di Cechov costituisce il momento monografico più consolidato, con tre spettacoli in russo, due in italiano e uno in spagnolo realizzato da un regista argentino: si va da uno Zio Vanja e da Tre sorelle con regia di Andrei Konchalovsky a uno Zio Vanja firmato dal regista lettone Rimas Tuminas (basato su sport e acrobatica), e a un altro Zio Vanja (titolo Un Vanja) con messinscena dell'argentino Marcelo Savignone, e da Il giardino dei ciliegi allestito da Luca De Fusco a Un gabbiano firmato da Gianluca Merolli.
Il pacchetto delle proposte che considerano le espressioni, i fenomeni, le storie e i linguaggi testimonianti il mondo dei più giovani fa leva su Lebensraum di Jakop Ahlbom dedicato al cinema muto di Buster Keaton, protagonista una bambola; Pinocchio del regista spagnolo Gustavo Tambascio (con magia del circo, e musical); Die Geschichte des Kaspar Hauser con la vicenda ottocentesca di Kaspar Hauser riletta da Alvis Hermanis (con bambini travestiti da vecchi); Making Babies ispirato al libro della scrittrice irlandese Anne Enright, da un inizio di gravidanza al compimento del secondo anno di un bambino; e Arrevuoto 2014 nono movimento Donogoo progetto a cura di Maurizio Braucci e Roberta Carlotto.
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Tra le ospitalità si contano Good People di David Lindsay-Abaire (vincitore nel 2007 del Premio Pulitzer) che vede Roberto Andò dirigere, in una storia di "chi ha" e "chi non ha", Michela Cescon; il testo letterario Le ho mai raccontato del vento del nord di David Glatteur in cui Chiara Caselli è diretta da Paolo Valerio; Amerika di Kafka riallestito da Maurizio Scaparro; Mura di Riccardo Caporossi ispirato al mito della caverna di Platone; Peggy Guggenheim - Donna allo specchio di Lanie Robertson; Vietato ballare dalla storia della giovane regista napoletana Alessia Siniscalchi.
L'orizzonte ufficiale e riconoscibile degli artisti napoletani fa affidamento su Arturo Cirillo con Scende giù per Toledo di Giuseppe Patroni Griffi, su Francesco Saponaro con Dolore sotto chiave che è l'altro spettacolo dedicato a Eduardo (protagonisti Carullo-Minasi), e su Enzo Moscato che presenta Istruzioni per minuta servitù.
In luoghi non teatrali s'annunciano gli spettacoli site-specific Per oggi non si cade di Manlio Santanelli con regia di Fabio Cocifoglia (come una visita museale), e Mettersi nei panni degli altri/vestire gli ignudi realizzato da Davide Iodice con gli ospiti del Dormitorio pubblico di Napoli. Completa il programma Il giorno in cui ci siamo incontrati e non ci siamo riconosciuti, lavoro senza parole di Giuseppe Sollazzo con trenta attori di varie nazionalità.
Previsto un ciclo di letture, Caffè Némirosky, dedicato a Irène Némirosky.
Nel comparto della danza figurano due nette scommesse: ad aprire il festival è l'israeliana Vertigo Dance Company con Reshimo coreografato da Noa Wertheim, e la formazione proporrà anche il lavoro storico Mana. Ospite qualificato e da poco ulteriormente cresciuto per prestigio europeo, il nostro Emio Greco ha in serbo il 13-14 Addio alla fine ispirato a un nuovo ordine sociale tratteggiato nel libro di Hans Boutellier "The Improvising Society", una creazione di danza condivisa con Pieter C. Scholten, proprio mentre al binomio Greco-Scholten è stata da poco affidata la direzione del Balletto Nazionale di Marsiglia, restando operante la responsabilità parallela del centro coreografico da loro diretto già da tempo ad Amsterdam.
Il festival si disporrà ad essere un cantiere per il Sindaco del rione Sanità di Eduardo recitato dal genovese Eros Pagni con regia di Marco Sciaccaluga, e per Finale di partita di Beckett con Lluis Pasqual che dirige Lello Arena.
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Il capitolo legato alla cultura di Cechov costituisce il momento monografico più consolidato, con tre spettacoli in russo, due in italiano e uno in spagnolo realizzato da un regista argentino: si va da uno Zio Vanja e da Tre sorelle con regia di Andrei Konchalovsky a uno Zio Vanja firmato dal regista lettone Rimas Tuminas (basato su sport e acrobatica), e a un altro Zio Vanja (titolo Un Vanja) con messinscena dell'argentino Marcelo Savignone, e da Il giardino dei ciliegi allestito da Luca De Fusco a Un gabbiano firmato da Gianluca Merolli.
Il pacchetto delle proposte che considerano le espressioni, i fenomeni, le storie e i linguaggi testimonianti il mondo dei più giovani fa leva su Lebensraum di Jakop Ahlbom dedicato al cinema muto di Buster Keaton, protagonista una bambola; Pinocchio del regista spagnolo Gustavo Tambascio (con magia del circo, e musical); Die Geschichte des Kaspar Hauser con la vicenda ottocentesca di Kaspar Hauser riletta da Alvis Hermanis (con bambini travestiti da vecchi); Making Babies ispirato al libro della scrittrice irlandese Anne Enright, da un inizio di gravidanza al compimento del secondo anno di un bambino; e Arrevuoto 2014 nono movimento Donogoo progetto a cura di Maurizio Braucci e Roberta Carlotto.
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Tra le ospitalità si contano Good People di David Lindsay-Abaire (vincitore nel 2007 del Premio Pulitzer) che vede Roberto Andò dirigere, in una storia di "chi ha" e "chi non ha", Michela Cescon; il testo letterario Le ho mai raccontato del vento del nord di David Glatteur in cui Chiara Caselli è diretta da Paolo Valerio; Amerika di Kafka riallestito da Maurizio Scaparro; Mura di Riccardo Caporossi ispirato al mito della caverna di Platone; Peggy Guggenheim - Donna allo specchio di Lanie Robertson; Vietato ballare dalla storia della giovane regista napoletana Alessia Siniscalchi.
L'orizzonte ufficiale e riconoscibile degli artisti napoletani fa affidamento su Arturo Cirillo con Scende giù per Toledo di Giuseppe Patroni Griffi, su Francesco Saponaro con Dolore sotto chiave che è l'altro spettacolo dedicato a Eduardo (protagonisti Carullo-Minasi), e su Enzo Moscato che presenta Istruzioni per minuta servitù.
In luoghi non teatrali s'annunciano gli spettacoli site-specific Per oggi non si cade di Manlio Santanelli con regia di Fabio Cocifoglia (come una visita museale), e Mettersi nei panni degli altri/vestire gli ignudi realizzato da Davide Iodice con gli ospiti del Dormitorio pubblico di Napoli. Completa il programma Il giorno in cui ci siamo incontrati e non ci siamo riconosciuti, lavoro senza parole di Giuseppe Sollazzo con trenta attori di varie nazionalità.
Previsto un ciclo di letture, Caffè Némirosky, dedicato a Irène Némirosky.