I presentatori "Non smentisco, perché con tutti e quattro ho intrattenuto rapporti e sono interessati a una possibile presenza" dice Baglioni confermando i contatti in corso con Claudio Bisio, Vanessa Incontrada, Gianni Morandi e Virginia Raffaele, indicati tra i conduttori al prossimo festival di Sanremo. "Non sono neanche sicuro di me stesso - aggiunge, - tra le mie facoltà c'è anche quella di decidere se ingombrare il palco o no. Sono quattro nomi fantastici, magari ci potrebbero essere anche tutti". Sicuramente ci sarà la coppia Baudo-Rovazzi, che ha ben funzionato durante Sanremo Giovani. "Però dobbiamo cominciare a contare - scherza - altrimenti dovremo fare le selezioni pure per i presentatori perché saranno più di 24".
Festival di Sanremo 2019, ecco i Big che vedremo all'Ariston
Ci sono anche Loredana Bertè, Motta, Patty Pravo, The Zen Circus, Negrita, Paola Turci, Simone Cristicchi fra i Big in gara al Festival di Sanremo 2019, in programma dal 5 al 9 febbraio. L'annuncio dei nomi nel corso delle due serate di Sanremo Giovani, il mini-festival voluto da Claudio Baglioni da cui sono usciti i due talenti emergenti che hanno guadagnato un posto all'Ariston: Einar e Mahmood
I big in gara "Da dittatore artistico ora divento dirottatore: vorrei prendere la barca del festival e portarla non dove pensiamo che debba andare, ma portarla da un'altra parte" dichiara Baglioni commentando i 24 artisti in gara che rappresentano una varietà di generi e generazioni inedita, con molti nomi finora distanti dal festival, come Motta, Achille Lauro, Ghemon, Zen Circus, Ex Otago, Boomdabash. "È una fotografia musicale di quello che c'è - aggiunge, - considerando anche che il pop è l'unica musica in movimento e in evoluzione". Il festival, ribadisce, sarà una celebrazione della musica italiana, "tra concorso e artisti che verranno a presentare i propri progetti".
Le canzoni A fare un excursus sui brani in gara è lo stesso Baglioni, che li ha ascoltati e scelti. "Ci sono molte canzoni dedicate all'idea dell'essere figli, padri, nonni. L'esigenza comune è quella di rivolgersi al proprio passato e futuro. Forse perché ci sono vaghezza del presente, disagio e confusione. Lo si riscontra in molti pezzi. Nek e Renga, per esempio, portano la sensazione di una generazione incerta su ciò che è. Così come Achille Lauro. I giovani nel loro tempo ancora non ci sono entrati". Ma poi, aggiunge, ci sono "proposte estremamente sofisticate", la "grande vitalità" di Ex Otago e Negrita, la "tradizione" di Anna Tatangelo e una "nuova Arisa, molto curiosa ed eccentrica". E, ovviamente, tanto altro ancora. "La 69esima edizione, nel numero - precisa Claudio - dà l'idea del ribaltamento. Mi piace pensare di potere, alla fine, considerare questo viaggio interessante".
Sanremo giovani, ecco tutti i protagonisti in gara
Ecco i 24 ragazzi che si sfideranno a Sanremo Giovani, in onda il 20 e il 21 dicembre su Rai1, che permetterà a due di loro (uno per sera) di accedere direttamente nella gara del festival di febbraio, dove non ci saranno più distinzioni tra Big e Nuove Proposte. Tra le novità annunciate dal direttore artistico Claudio Baglioni, un premio della Critica assegnato dai giornalisti e un tour all'estero per i primi tre classificati di ognuna delle due serate. La giuria è composta da Fiorella Mannoia, Annalisa e Luca & Paolo e capitana da Luca Barbarossa
I vincitori di Sanremo Giovani La sezione Giovani del Festival è stata vinta da due ragazzi di origini straniere: Einar nato a Cuba ma in Italia con la madre dall'età di 9 anni, e Mahmood figlio di una mamma sarda e un papà egiziano. È il segno di una società multiculturale in parte poco rappresentata dalla politica nel Paese, sottolinea Baglioni: "Ogni cosa che non è regolare porta problematiche come il lavoro nero, lo sfruttamento, morti in mare. È un bubbone scoppiato per la completa deficienza e mancanza di tutte le classi politiche che si sono succedute. Non si risolve, non lo risolve nessuno. E abbiamo già perso almeno 25-30 anni. La musica però non ha questo rancore dentro, ma è finalizzata al raggiungimento della bellezza e dell'armonia. Basta avere cuore e buona volontà".
Ospiti internazionali Il direttore artistico conferma la linea sugli ospiti stranieri: "Preferisco un festival popolar nazionale. Se gli artisti stranieri vogliono fare una capatina, devono pensare che lì si rispetta il luogo in cui si è e il popolo che ti ascolta. È un segno di carineria e amicizia. Non escludo ospiti stranieri ma mi piace marcare il territorio ed evitare i francobolli promozionali".