Eurovision, un fiume di bandiere europee: a Liverpool va in scena la nostalgia Ue

Atmosfera gioiosa e surreale prima della finale: dopo la Brexit, in Inghilterra raramente si sono viste simili dimostrazioni di appartenenza all"Ue, tra euforia e pentimento

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Liverpool - Simili scene "europeiste" non si vedevano da anni in questo Paese e ora fa un certo effetto. Certo, sino a qualche tempo fa ancora c'erano grosse manifestazioni per chiedere un secondo referendum sulla Brexit, dopo la vittoria degli euroscettici del 23 giugno 2016. Ma quelle sono state sfilate politiche, come le richieste alla loro base. Qui a Liverpool, invece, a poche ore dalla finale di Eurovision 2023, si sta vedendo e percependo un genuino sentimento di affettuosa e spontanea appartenenza all'Europa, nonostante la Brexit. "Ci mancavano momenti del genere dopo il nostro addio alla Ue, questo è un po' un revival": Jenny, Meghan e altri ragazzi e famiglie inglesi sfoggiano Union Jack ma anche tantissimi vessilli blu e stellati della Ue. 

(foto di Antonello Guerrera)
(foto di Antonello Guerrera) 


Certo, le bandierine sono diffuse da organizzatori e attivisti. Ma i fan e gli spettatori, già in coda dalla mattina alla Liverpool Arena per la serata finale, le accettano, le sventolano e le sfoggiano sotto un sole inaspettatamente caldo e la ruota panoramica del Liverpool Eye. Come in un rito nostalgico, o un romantico amarcord contro quello che qualcuno definisce "un folle isolazionismo". Questa elettrizzata città, dopo la Brexit, da tempo non accoglieva tante lingue e culture europee tutte insieme. Anche se niente potrà cambiare lo status quo. Persino il Labour, grande favorito alle prossime elezioni del 2024, ha detto che la Brexit non si tocca e nemmeno si torna al mercato unico europeo.

(foto di Antonello Guerrera)
(foto di Antonello Guerrera) 

È vero, siamo a Liverpool dove il 58% votò per restare nella Ue nel 2016 e queste folle in fila per la finale di Eurovision sono in gran parte giovani che, a livello nazionale secondo un ultimo sondaggio ItvYouthTracker, sono per l'86% favorevoli a tornare nella Ue. Ma il sentimento nei confronti della Brexit sembra essersi notevolmente raffreddato in questi ultimi tempi, in tutte le fasce d'età e della società. Anzi, in molti pare sfociato in un "Bregret", neologismo che indica il rimorso o il pentimento per aver votato Brexit.

(foto di Antonello Guerrera)
(foto di Antonello Guerrera) 

 
Ha fatto scalpore uno studio lo scorso febbraio da parte della rivista Unherd, per cui il "Bregret" non è mai stato così diffuso: nelle 650 circoscrizioni elettorali in Gran Bretagna, ben 647 ci sono più cittadini che considerano Brexit un errore rispetto a coloro che ancora credono nei benefici della dipartita dall'Ue. E secondo una recente rilevazione di World Values Survey, i britannici hanno (molta) più fiducia nella Ue che nel Parlamento di Westminster. Questi ultimi sono crollati dal 30% al 23% dal 2018 a oggi, mentre il gradimento per l'Ue è invece salito: dal 30% a circa il 40%.