E’ un titolo vintage, uno di quei programmi che hanno il sapore della nostalgia, padre di tutti i talent: La corrida è tornata in tv sul Nove, condotta da Amadeus. Lo show in cui fornai, postini, mattacchioni del paese, zie aspiranti soprani, cercavano il loro momento di gloria e venivano giudicati a furor di popolo - armato di trombette e campanacci - rivive dopo quattro anni di assenza (l’ultima edizione su Rai 1 con Carlo Conti, un successo). Il programma debutta prima alla radio nel 1968, poi dal 1986 in tv. Corrado (col fratello Riccardo Mantoni), con un’intuizione formidabile, trasforma i dilettanti allo sbaraglio in protagonisti.
Amadeus, anno 2024, lascia tutto uguale per non tradire lo spirito. La novità è un giudice (si potrà fare un programma senza?) che ripesca un concorrente e può portarlo alla finale, ribattezzato “capopopolo”, il primo è Nino Frassica. Otto puntate in cui Warner bros Discovery e Amadeus si giocano il tutto per tutto. Il conduttore dei record di ascolti (con il Festival di Sanremo e Affari tuoi), ha iniziato la nuova avventura, dopo aver lasciato la Rai, senza raggiungere i risultati sperati. Chissà chi è, il preserale, non è mai decollato (share che oscilla dal 2,5% al 3 e qualcosa); lo show Suzuki music party non ha trovato il pubblico. Eccolo al debutto, nell’arena per La corrida e, ironia della sorte, si fa da traino da solo visto che prima c’è Chissà chi è.
Stessa musica, stesso squillo di tromba, l’orchestra è diretta dal maestro Leonardo De Amicis, Amadeus saluta il pubblico con un sorriso così: smoking d’ordinanza con i revers ricamati, si dice “emozionato di condurre un programma storico, portato in tv da un grande, Corrado”. Frassica fa giurare i concorrenti e il pubblico di giudicare “con sobrietà”. La prima concorrente è Rosa da Altamura, in provincia da Bari, armata di piumino fucsia per spolverare, stracci e secchi. Si presenta come casalinga, sembra un’attrice che parla in pugliese, si scatena, balla, fa la ruota. Si rimette le ciabatte. “L’importante è partecipare” dice salutando. “Per fare la coreografia è stata qualche mese in Corea” dice Frassica, “io la salvo”.
Poi è il turno di Marco da Rimini, con la parrucca bianca in testa: “Mi diletto con la musica. Faccio un brano in modo particolare, sarò aiutato da un attrezzo”. Il valletto Alfonso porta in scena un attrezzo da ginnastica, una pedana vibrante. Il dilettante allo sbaraglio Marco fa il cantante lirico e canta Nessun dorma, aumenta l’intensità delle vibrazioni sulla pedana e cambia. Mah.
“Non ho bisogno dello psicologo, ho solo bisogno di andare a Avellino”, c’è scritto sulla maglietta di Giuseppe, che imita gli animali. La pecora urla perché ha fame, il caprone l’ha modificato, il gatto strilla. “Perché sono tutti arrabbiati i suoi animali?” chiede Amadeus. E il cavallo? “Non lo so fare”, e Giuseppe fa l’asino. Poi il cane.
Elisa, invece, da San Giovanni in Persiceto (Bologna), arriva con il suo cane, Sly, che la accompagna quando canta. “Lui è il mio corista” dice la concorrente, che si esibisce sulle note di Roar di Katy Perry. Poi viene voglia di cambiare canale, e forse qualcuno lo ha fatto, felice di planare tra i misteri degli scomparsi di Federica Sciarelli, i ragazzini concorrenti di Io canto generation, le indagini dell’irresistibile Stucky, l’ispettore interpretato da Giuseppe Battiston.
Con il dovuto rispetto, La corrida oggi sembra fuori tempo massimo, non c’è più curiosità: basta andare su TikTok e vedere milioni di casalinghe, studenti, pensionati, madri e figli, cani e gatti che fanno qualunque cosa. Dilettanti allo sbaraglio che cantano e ballano senza soluzione di continuità. A casa propria, lontano da uno studio televisivo.