La nostalgia, certo, ma anche ritrovare un’Italia che credeva nei sogni, che sperava. Cinzia Th Torrini con Champagne, il film tv che ricostruisce la vita e la carriera di Peppino di Capri, ha centrato il target, come un cecchino.
Quattro milioni 242mila di spettatori, (col 25.1% di share) e te li immagini tutti sul divano a fare il karaoke “Champagne, per brindare a un incontrooo”, a tifare per il piccolo pianista Peppino (il fenomenale Alessandro Gervasi) che si esibisce per i soldati americani. Poi cresce, scopre il beat, con Saint Tropez twist fa ballare gli italiani, li fa innamorare con Roberta, Nun è peccato, Luna caprese.
E noi, dove eravamo? Il gioco sta tutto lì. L’Italia cambia con la sua musica, c’è la fatica del dopoguerra, il boom, la contestazione. Al centro c’è lui, con i suoi occhiali, una vita privata da rotocalco, l’ambizione e la gentilezza. Il film si ferma al 1973, quando vince il Festival di Sanremo con Un grande amore e niente più. Peppino di Capri (interpretato da Francesco Del Gaudio) è il protagonista di un romanzo di formazione italiano, immerso nel racconto di un Paese che cambia e chi non ha più trent’anni si ritrova in quel passato lontanissimo, che è un pezzo della propria vita.
Torrini aveva già diretto un biopic bellissimo, Sei nell’anima, la storia di Gianna Nannini, una vita rock. Qui ha preso per mano gli spettatori che applaudivano Peppino con le sue giacche colorate e lo ha fatto scoprire ai giovani. La cosa a cui l’artista, da sempre, tiene di più: il legame con le nuove generazioni.