“Piacere” esordisce in italiano Emma Thompson quando si affaccia alla finestra virtuale della nostra intervista da Londra. Al festival di Locarno – dove è stata premiata con il Leopard Club Award - questa estate aveva detto “Sono una studente di italiano, preposizioni: un incubo”. Per parlare della nuova serie Down cemetery road, dal 29 ottobre su Apple tv+, dai romanzi di Mick Herron, l’autore di Slow horses, (che riceverà il Raymond Chandler Award al Noir in Festival) l’attrice britannica si limita al saluto iniziale e poi torna all’inglese.
Per attivare l'iscrizione alla newsletter The dreamers, dedicata al cinema e alle serie tv, clicca qui
L’attrice a 66 anni vanta una carriera da brividi che spazia dal cinema in costume, commedie cult come Love actually e l’incursione nella saga di Harry Potter nei panni della professoressa di divinazione Sibilla Cooman. Inoltre, Emma Thompson è l’unica persona al mondo ad aver vinto un Oscar come attrice nel 1993 per Casa Howard di James Ivory e un altro come sceneggiatrice nel 1996 per Ragione e sentimento, diretto da Ang Lee.
Ora inizia una nuova avventura come Zöe Boehm, investigatrice sui generis. Che sembra una sorella alla lontana della spia negletta di Gary Oldman. Spietata, tagliente e molto spiritosa, Zoë Boehm è un'investigatrice privata che opera ai margini. L’agenzia Oxford Investigations che gestisce con il marito, un idealista che non ha mai fatto soldi, è poco più che una stanzetta gelida senza neppure una segretaria ma – come la definisce la sua protagonista – “Zoë è cinica ma compassionevole, premurosa e sfacciata, senza paura di essere scortese quando la situazione lo richiede e a volte anche quando non lo richiede, super intelligente e completamente insondabile".
Quando la sua strada incontra quella di Sarah Tucker (Ruth Wilson), una restauratrice sposata a un gestore di hedge fund, si trova ad indagare su un caso molto spinoso. Una casa è esplosa in un tranquillo sobborgo di Oxford e una bambina è scomparsa dopo che è stata portata in ospedale, Sarah è la vicina di casa di quella bambina e non si capacita che né le autorità sanitarie né la polizia sappiano niente di lei. Con Zoë comincia a indagare, le due si ritrovano coinvolte in una complessa cospirazione che rivela che persone a lungo credute morte sono ancora tra i vivi, mentre i vivi si stanno rapidamente unendo ai morti.
Emma Thompson: "L'attrice creata con l'intelligenza artificiale un incubo, solo per fare soldi"
Sarah e Zoë sono donne molto diverse, ma unite da questa causa. Che tipo di nuova coppia cinematografica sono?
Ruth Wilson: "Personalmente non ricordo due donne così sullo schermo, soprattutto all’interno del genere. Vengono da mondi molto diversi per sconfiggere un nemico comune. Sono entrambe spiritose, spericolate, sorprendenti e credono profondamente nella giustizia. Sono una coppia veramente unica e c’è stato parecchio spazio per intervenire nello show. Mick ha creato questa coppia meravigliosa ma poi noi l’abbiamo riscoperta come attrici".
Emma Thompson: “Quello che Ruth e io abbiamo scoperto nella scrittura era che ogni scena era così ricca e ben scritta che poteva essere recitata in modi diversi. Questo è l’indizio di un’ottima scrittura, Mick non ha quell’approccio autoriale supponente che dice: ‘ecco quello che significa’. La sua scrittura è tale per cui noi interpreti possiamo prendere questi personaggi e farne quasi tutto quello che vogliamo. Possiamo interpretarle con rabbia, con tristezza, parlando veloce o lentamente e quando questo è possibile vuole dire che la scrittura è una grande scrittura. E noi ci siamo divertite tanto: abbiamo fatto prove, abbiamo girato, abbiamo cambiato molte cose di queste due. Che non sarebbero state amiche nella vita, se si fossero incontrate in una situazione normale. Zoë di Sarah direbbe: “Oh no, mio Dio” e Sarah di Zoë : “È così cattiva”. Invece stando insieme finiscono per comprendersi e rispettarsi e persino piacersi… nelle loro diversità. Sarah diventa dipendente da Zoë, mentre Zoë è chiaramente nello spettro autistico. Lei fa veramente fatica a creare connessioni con gli esseri umani”.
Emma, lei è l'unica persona ad aver ricevuto un Oscar sia per la recitazione che per la sceneggiatura. Quanto è ancora importante la scrittura nella sua vita e cosa ha apportato al personaggio creato da Mick Herron più di 20 anni fa?
"Sto scrivendo in questo momento, io scrivo sempre (la sceneggiatura del film Friends forever, ndr). Questa serie è stata adattata da Morwenna Banks che è una mia cara amica con cui scrivevo sketch comedy quando avevamo vent’anni. Noi due siamo sempre alla ricerca dell’umorismo nelle cose, ci chiediamo sempre dove è possibile metterne un po’. L’ironia per me è un buon condimento, come una salsa da aggiungere a un piatto, come un buon pesto. Ci tira su. Siamo stati fortunati perché abbiamo avuto tre registi che ci hanno fatto delle proposte: ‘perché non terminate su una nota divertente?’ ci chiedevano sul set o invece ‘questa volta mettiamoci un tono dark’. Nessuno ha fatto il prezioso rispetto alle sue idee, ho apprezzato molto questo. E prima di ogni altro lo ha fatto Mick anche perché la mia Zoë è piuttosto diversa da quella del romanzo a parte il fatto che io ho vent’anni di più”.
Qual è stata la vostra reazione a Tilly Norwood, la cosiddetta attrice di Ai, lanciata poche settimane fa e di cui si è parlato molto a Hollywood?
Emma Thompson: “Oh mio Dio che incubo. Letteralmente un incubo. Per me è qualcosa di orribile, un inutile esercizio per fare soldi. È una rapina”.
Ruth Wilson: “Viviamo tempi burrascosi nella nostra industria. Non riguarda solo noi attori, ma anche gli sceneggiatori, i registi, i montatori e ogni figura professionale che ha a che fare con il cinema. Se ottieni lo stesso con l’intelligenza artificiale quanto dureranno i nostri lavori? Sono tempi difficili. Io l’ho guardata questa attrice, non è profonda, è qualcosa di superficiale e ovviamente qualsiasi essere umano può essere più dettagliato, più unico, Magari poi migliorerà ma al momento mi pare un sistema assolutamente superficiale. In futuro magari sarà un’attrice migliore e noi perderemo il lavoro. Ma credo che si debba tornare alla vita, ci sono luoghi come il teatro dove la gente vuole ancora vedere vere performance”.
Emma Thompson: “Io mi chiedo perché, perché prima di tutto?”
Ruth Wilson: “Non si tratta di progresso. È tutta una questione per fare soldi”.