Elle Fanning aveva tre anni quando è apparsa per la prima volta sul grande schermo. Il film era Mi chiamo Sam e lei interpretava la versione più giovane del personaggio di sua sorella Dakota, di quattro anni più grande.
Oggi che di anni ne ha ventotto e ha girato una settantina di titoli tra film e serie tv, ha ottenuto una nomination all’Oscar (per il norvegese Sentimental value) e candidature agli Emmy e ai Golden Globe per la serie su Caterina di Russia The great, l’attrice è pronta a prendere in mano il suo futuro.
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Cinque anni fa con l’inseparabile sorella ha fondato la sua casa di produzione e ora presenta la serie Margo ha problemi di soldi, dal 15 aprile su Apple tv. Tratta da un romanzo di successo di Rufi Thorpe, la serie racconta di un’aspirante scrittrice che non ha molta fiducia nel suo talento, quando il suo professore di letteratura le dice che avrebbe potuto frequentare Harvard lei cade vittima del suo fascino e inizia una relazione con lui. Quando rimane incinta e il prof, sposato con figli, non ha intenzione di aiutarla, è costretta a lasciare il college.
Margo ha problemi di soldi - La serie con Elle Fanning, trailer
Dopo aver perso il suo lavoro da cameriera in pizzeria ed essersi ritrovata con due coinquiline in meno con cui dividere l’affitto con le spese tra pannolini e tutine per il piccolo Bodhi che continuano a crescere, Margo capisce che deve trovare un modo veloce e pratico per fare soldi: apre così un profilo su Onlyfans. La serie è firmata da David E. Kelley, nel cast c’è Michelle Pfeiffer nei panni della mamma di Margo, Nick Offerman in quelli del padre ex wrestler con problemi di dipendenze e Nicole Kidman nel ruolo di un’ex lottatrice di wrestling oggi avvocata battagliera.
Elle, cosa sapeva di OnlyFans prima di girare la serie e cosa ha scoperto?
"Direi che sapevo un po’ quello che sanno tutti, perché avevo letto qualche articolo online ma non era certo qualcosa che avevo esplorato a fondo. Leggendo il romanzo di Rufi mi si è aperto un mondo, ho imparato moltissimo a partire dal fatto che sotto l’ombrello di Onlyfans ci sono contenuti diversissimi. Con sottogruppi e nicchie di interesse che esprimono personaggi incredibili e uno spazio per i creatori che è molto più grande di quanto pensassi. Rufi ha fatto molta ricerca per il libro, ha parlato con donne che hanno un profilo su Onlyfans. Poi nel momento dell’adattamento, quando abbiamo lavorato con David (E. Kelley) ed Eva (Anderson) sulla sceneggiatura, Rufi ci ha indicato quali creatrici seguire e tra di loro ce ne era una che si vestiva come la mamma dei Griffin ma in modo sexy per dire… lì ho capito che sulla piattaforma potevi veramente trovare di tutto”.
Per costruire Margo quindi a cosa si è ispirata?
"Abbiamo fatto riferimento a quella parte nascosta della sua creatività, quella sua capacità di scrittura che lei pensava perduta per sempre, quella scintilla autoriale che è diventata una catarsi. Creando questo personaggio alieno del fantasma affamato (il suo nickname è hungry ghost) Margo si connette in modo diverso con il suo corpo dopo la maternità e attraverso Onlyfans è come se sviluppasse una sua nuova identità. La piattaforma per lei diventa anche una comunità dove incontrare altre donne con le quali inizia a collaborare".
Elle, il ruolo di Margo presenta molte sfide: recitare con un neonato, molta nudità, costumi assurdi. Qual è stata la più grande per lei?
"Beh una bella sfida è stata la prostetica, stare per ore sulla sedia del trucco per farmi installare un seno finto, mettere una parrucca o farmi dipingere il corpo di blu. Ore e ore la mattina presto per essere pronta per girare. Però il set è stato una tale gioia, mi sono divertita come mai prima nella vita che era solo un piacere arrivare sul set e lavorare con i miei colleghi. Sul set mi sono sentita un po’ come Margo che deve affrontare diverse sfide ma lo fa con entusiasmo, l’entusiasmo di sperimentare qualcosa di diverso… Certo lavorare con i neonati è tosta, hai sempre la sensazione che il tempo non basti mai, devi stare sempre all’erta ma anche molto tranquilla perché con dei bimbi sul set non vuoi essere tu quella che rovina la scena. I nostri bambini sono stati praticamente perfetti ma certo c’erano giorni in cui anche loro erano irritabili".
Uno dei momenti più divertenti della serie (e ce ne sono diversi) sono i duetti tra Margo e la mamma, interpretata da Michelle Pfeiffer. Li avete preparati?
"In realtà no, non abbiamo fatto molte prove insieme. La scena in cui Margo e Shyanne cantano insieme in macchina la abbiamo decisa la sera prima di girarla. E poi il mattino dopo eravamo quasi pentite di aver avuto questa idea ma ci siamo dette ‘dai buttiamoci’”.
La serie racconta una storia di identità, di compromessi, di scelte che non sono mai veramente libere. Elle, nella sua carriera di attrice, si è mai sentita intrappolata in scelte che non erano sue?
"Quello che vissuto è che le persone cercano di incasellarti soprattutto all’inizio… pensano ok questo è il tipo di film, il genere che dovresti fare. E ti convincono che non devi fare niente di diverso. Però oggi come oggi mi ritrovo molto libera perché consapevolmente ho preso delle decisioni, come quella di creare una mia casa di produzione insieme a mia sorella, e grazie a questo sono nella condizione di poter sorprendere il pubblico con qualcosa di nuovo. Il fatto di avere una nostra casa di produzione ci permette di scegliere i progetti, le storie su cui vogliamo lavorare. E questo indiscutibilmente mi dà molto più potere nell’industria cinematografica. Però ricordo molto bene l’inizio della mia carriera quando andavo a fare un provino c’erano solo due opzioni: o ottenevo la parte o non la ottenevo. Non è che hai un margine decisionale, c’è solo qualcuno che ti dice: l’hai vinto oppure no quel ruolo. Non hai per nulla controllo sulle tue scelte, per cui è molto bello ora averne un po’ di più”.