Ha detto basta, non gioco più, me ne vado. Come Mina. O come un bambino deluso ai giardinetti. Lionel Messi ha deciso che non ci fa più amici, e forse si porta pure via il pallone. Peccato, perché lui è il più grande del mondo. Forse. O forse no.
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Errore decisivo nei calci di rigore e quarta finale persa con la maglia dell'Argentina: Lionel Messi travolto dalla delusione annuncia che lascia la nazionale ad appena 29 anni. Sui social network i tifosi si infuriano. Ma c'è anche chi lo difende
Perché per essere i più grandi del mondo, bisogna portare quelli che non lo sono a esserlo. Bisogna trascinare. Bisogna saper cambiare ogni destino, non solo quelli già rivolti alla miglior sorte. Per essere i migliori bisogna far diventare Petit un campione del mondo: ci riuscì Zidane. Bisogna portare Zaccardo a toccare la coppa tutta d'oro: ci riuscirono Buffon e Del Piero. Il più forte del mondo arriva a Napoli e porta Napoli davanti a tutti, a tutto. Il più forte del mondo debutta nel Brasile a sedici anni e gioca già come un dio. Il più forte del mondo fa gol nell'ultimo minuto di un mondiale per la Spagna. Il più forte del mondo cambia per sempre il mondo con la maglia dell'Olanda senza vincere il mondiale.
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Il più forte del mondo non piagnucola, non vomita durante le partite: prende la palla e va. Il più forte del mondo non aspetta gli altri e non ha paura che gli altri aspettino solo lui: del resto, è il più forte del mondo. Se Maradona avesse detto non gioco più dopo una sconfitta, sarebbe rimasto solo un grandioso giocoliere. Invece lui si caricava la squadra in spalla, qualunque squadra fosse, e insieme andavano a prendersi qualunque cosa.
Solo i bamboccioni dicono non gioco più. Immaginate una frase del genere in bocca a Gattuso, a De Rossi, a Bonucci, a Beppe Furino: ci riuscite? No, perché è impossibile. Non gioco più lo disse un paio di volte Ibrahimovic alla Svezia, infatti nemmeno lui è il più forte del mondo. Un altro che ogni tanto frigna è Cristiano Ronaldo, però agli Europei non ha mollato ed eccolo lì, anche tra qualche crisetta isterica è rimasto a battersi e il suo sgangherato Portogallo ancora respira.
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Bastano quattro finali perse con una grande squadra come l'Argentina a farsi passare la voglia di riprovarci? Se sì, allora è sicuro che non sei il più forte del mondo. Ma questo già lo si sospettava. Vedrete che gli sponsor sapranno convincere il bambino capriccioso che non è ancora tempo di smettere, e che il pallone può pure riportarlo ai giardinetti. Quel giorno, forse, finalmente vincerà un mondiale da solo, facendo sentire meno soli tutti gli altri. Altrimenti, Leo Messi resterà quello che è: grande. Ma non il più grande di tutti. In quella classifica non è neppure il secondo, neppure il terzo. Chi piange, a casa. Non lo facciamo più amico.