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Lo United, il Barça, la Roma e ora il Liverpool: quando il calcio fa rima con impresa

La storia del pallone è piena di grandi rimonte. Il Manchester di Ferguson vinse la Champions contro il Bayern segnando due reti nel recupero, i catalani ne fecero 6 al Psg dopo aver perso 4-0 a Parigi. E poi l'impresa dei giallorossi e per ultima quella dei Reds

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ROMA - Quando l'ostacolo sembra troppo alto e la rimonta impossibile, c'è lo sport. Con le sue storie di pronostici ribaltati, di rotte per la vittoria invertite. Non solo in Champions, non solo in Roma-Barcellona. La remuntada del Liverpool - finalista di Champions, nonostante il 3-0 incassato sul campo del Barcellona, grazie al 4-0 di Anfield - è una sorta di prototipo. Lo scorso anno il Barcellona affrontò la Roma nei quarti di Champions: vinse l'andata 4-1, al ritorno all'Olimpico i giallorossi di Di Francesco ribaltarono tutto vincendo 3-0. Pallotta festeggiò con un tuffo nella fontana di Piazza del Popolo.

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Prima di subirne due in fila, il Barcellona era stato protagonista - marzo 2017 - di quella che è stata considerata la più grande rimonta nella storia della Champions. Ottavi di finale, i blaugrana sfidano il Psg, all'andata a Parigi finisce con un cappotto mai visto: 4-0. Il match di ritorno sembra una formalità per i francesi, il Barcellona però vuole provarci, al 5' della ripresa Messi segna il 3-0. Manca un gol per portare la sfida ai supplementare. Cavani però al 62' gela il Camp Nou con la rete che sembra chiudere i giochi. Ma in 7', tra l'88' e il 95', succede l'incredibile: Neymar fa 4-1 e su rigore al 91' segna la quinta rete blaugrana. Ne manca ancora uno per l'impresa: sull'ultimo pallone spunta Sergi Roberto, è il 95' e il Barcellona di Luis Enrique è nella storia.

Prima dell'ex allenatore della Roma, un altro spagnolo, Rafa Benitez con il Liverpool, deteneva la palma della rimonta meno pronosticabile. Finale 2005 a Istanbul contro il Milan di Carlo Ancelotti, rossoneri avanti di tre reti all'intervello e partita che sembra in archivio. Nella ripresa cambia tutto, tre gol dei Reds in sette minuti, il resto è storia: Dudek che stoppa il Milan ai rigori, coppa che finisce a Anfield.

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Un anno prima, toccava ancora ai milanisti, campioni in carica in Champions League, che passeggiavano in casa - andata dei quarti di finale del torneo - contro il Deportivo La Coruna della generazione d'oro, Valeron, Pandiani, Luque, Fran. Quattro a uno, il ritorno in Galizia da vidimare in seconda marcia, una formalità. Invece al Riazor 90 minuti infernali, il Depor asfaltava il sogno del bis del Diavolo, tre reti nel primo tempo, il timbro di Fran a un quarto d'ora dal termine. Quattro a zero. La Coruna avanti e prima parte dell'incubo per i tifosi rossoneri, l'aperitivo della notte di Istanbul.

Nello stesso stadio dell'impresa del Barça con il Psg, il Camp Nou, nella stessa porta, 20 anni fa il Manchester United vinceva la finale di Champions League contro il Bayern di Monaco all'ultimo respiro, con due gol nel recupero: Sheringham e Solskjaer ribaltavano lo svantaggio iniziale (a segno Basler per i tedeschi) regalando la coppa a Sir Alex Ferguson. 

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Ed è iscritto nel registro delle rimonte impossibili del calcio il Real Madrid, che nella semifinale Coppa Uefa 1985/86 si vedeva sventolata la manita dal Borussia Moenchengladbach: 5-1 in Germania. I blancos nella gara di ritorno - senza Hugo Sanchez, Grodillo, Chendo, Sanchis - al ritorno partivano forte, 2-0 in 18 minuti, doppietta di Valdano. Poi, nulla di fatto sino agli ultimi 14 minuti, doppietta di Santillana, 4-0, Real avanti sino al successo in finale contro il Colonia, una delle serate più belle nella storia dei Galacticos.
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