Yakin: "La Svizzera può battere il Brasile, conosciamo i loro punti deboli"

Il ct degli elvetici: "Mia mamma è tifosa della Seleçao, mio fratello maggiore era soprannominato il Pelé bianco. Io ho tenuto una conferenza su O Rey". Allarme per Okafor
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DOHA - "La Svizzera può battere il Brasile. Sostengo che è possibile: in questo torneo ci sono già state delle sorprese e noi conosciamo i loro punti deboli". Il ct Murat Yakin non si sente battuto in partenza, anche se ammette la superiorità tecnica dell'avversario, malgrado l'assenza di Neymar: "Non mi rallegro certo per il fatto che non ci sia: fa male al cuore di chi è appassionato di calcio, quando manca un campione di questo livello. Ma non cambia: il Brasile ha così tanti giocatori forti che potrebbe schierare tre squadre. Il nostro compito non è assolutamente più facile perché non c'è Neymar. Oltretutto, data la qualità della Serbia, penso che batterà il Camerun".

La qualificazione, dunque, si deciderà secondo il ct nell'ultima sfida coi serbi. Ma c'è un precedente molto fresco, come spiega Shaqiri, a incoraggiare gli svizzeri: "Al Mondiale 2018 abbiamo pareggiato 1-1 col Brasile e quel risultato ci ha dato fiducia. Da allora abbiamo fatto ulteriori progressi, facendo punti contro le grandi squadre". L'allusione all'Italia, eliminata dolorosamente proprio dalla Svizzera, è evidente.

Nei mesi scorsi Yakin, che ha il dubbio sulla posizione di Xhaka e soprattutto sulle condizioni fisiche del talentuoso attaccante del Salisburgo Okafor (non si è allenato), aveva rivelato a Blick alcuni curiosi aneddoti sul legame della sua famiglia col Brasile: "Mia madre è una tifosa del Brasile, soprattutto di Pelè. Mio fratello maggiore Bülent, che compirà 70 anni l'anno prossimo, veniva soprannominato il Pelé bianco. E io ho tenuto una conferenza a scuola su O Rey : giocando contro la Seleçao, realizzo il sogno che avevo da bambino".

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