Neymar è bravo, ma quando c’è: al Psg dal 2017 ha saltato metà delle partite
di Franco VanniIl dribbling geniale, l’abilità nel calciare con entrambi i piedi, gli assist che non vedi da dove partono ma sai già dove arriveranno. Ma anche le partite di poker milionarie dopo le sconfitte in campo, gli eccessi e i troppi infortuni. Per il Psg Neymar è una delizia ma anche - e sempre più – una croce. L’ultima grana di O’Ney è una multa da 3,3 milioni, presa per avere deviato il corso di un canale, in modo da riempire il laghetto artificiale che ha fatto scavare nel giardino della sua villa di Mangaratiba, paradiso a 130 chilometri dal centro di Rio De Janeiro. Risultato: è tornato a Parigi per iniziare il ritiro dopo il lunghissimo stop seguito a un’operazione a una caviglia, ma non prima di aver prolungato la permanenza in Brasile, perso fra avvocati, ricorsi e pratiche edilizie.
Il dribbling geniale, l’abilità nel calciare con entrambi i piedi, gli assist che non vedi da dove partono ma sai già dove arriveranno. Ma anche le partite di poker milionarie dopo le sconfitte in campo, gli eccessi e i troppi infortuni. Per il Psg Neymar è una delizia ma anche - e sempre più – una croce. L’ultima grana di O’Ney è una multa da 3,3 milioni, presa per avere deviato il corso di un canale, in modo da riempire il laghetto artificiale che ha fatto scavare nel giardino della sua villa di Mangaratiba, paradiso a 130 chilometri dal centro di Rio De Janeiro. Risultato: è tornato a Parigi per iniziare il ritiro dopo il lunghissimo stop seguito a un’operazione a una caviglia, ma non prima di aver prolungato la permanenza in Brasile, perso fra avvocati, ricorsi e pratiche edilizie.
Un infortunio dietro l’altro
La fragilità non è mai una colpa, nello sport soprattutto. Ma a conti fatti, pagare a Neymar 37 milioni netti a stagione, per il qatarino Al-Khelaifi non si può dire sia un affare. Da quando è arrivato dal Barcellona nel 2017, il funambolo dello Stato di San Paolo ha giocato appena 172 delle 318 gare ufficiali a cui ha preso parte il Psg. Il 54 per cento, poco più di metà. Sedici partite le ha perse fra febbraio e maggio 2018, per una frattura a un metatarso. Una nuova frattura, dello stesso tipo, lo ha tenuto lontano dal campo per altre 18 gare nel 2019, da gennaio a fine aprile. Dodici incontri li ha saltati per un infortunio alla caviglia, a cavallo fra fine 2021 e inizio 2022. Poi lo stop più lungo, per l’operazione, dallo scorso febbraio a oggi. Nessuno gli imputa la propensione a farsi male. Ma dall’inizio della carriera di Neymar si dice che non mette abbastanza impegno nel recuperare, fra alimentazione sballata e trovate poco furbe nei momenti delicati.
Il tridente più forte del mondo
A Parigi Neymar, oggi trentunenne, reincontra Luis Enrique, con cui a 23 anni vinse la Champions League. Il 6 giugno 2015 fu lui a segnare, al settimo minuto di recupero, il gol che chiuse la partita: Juventus 1, Barcellona 3. Erano ancora i tempi in cui un po’ tutti lo paragonavano a Pelé, a partire dallo stesso Pelé, che vedendolo giocare da ragazzino sentenziò: “Può diventare anche più forte di me”. Con Messi e Suarez, Neymar formava il trio delle meraviglie, che sembrava insuperabile e che infatti non è poi stato superato. Traslocando dalla Catalogna alla capitale francese, e sostituendo il Pistolero uruguaiano con Mbappé, la magia si persa. Sono arrivate le vittorie in Ligue 1, quelle sì, ma la Champions no. Ed è forse per questo – soprattutto per questo – che i tre si sono separati.
Tutte le strade portano via da Parigi
Leo probabilmente giocherà la sua prima partita con l’Inter Miami, suo nuovo club, il prossimo 22 luglio in Leagues Cup. Mbappé, che freme per andare al Real Madrid, non vuole rinnovare col Psg e si prepara ad un periodo da separato in casa. Quanto a Neymar, la vulgata a Parigi fino a pochi giorni fa era: per Luis Enrique sarà il ritorno del suo pupillo. Invece, alla prima uscita pubblica da allenatore del Psg, Lucho ha tagliato corto: “Io e lui non ci siamo ancora sentiti”. Questo non significa ovviamente che il campione brasiliano non sarà al centro del firmamento del nuovo Psg, e magari finalmente come stella più luminosa. Di sicuro però non è partito con il piede giusto: mentre i fisioterapisti e i preparatori atletici lo aspettavano al centro sportivo di Camp De Loges, lui era a novemila chilometri in linea d’aria a occuparsi di laghetti artificiali abusivi. Tutto per una multa da poco più di tre milioni, giusto un mese di stipendio, capirai che tragedia.