✕

Koulibaly e gli insulti a Maignan: “Basta parole, questa battaglia è la priorità”

Dal ritiro del Senegal solidarietà al portiere del Milan. “Siamo di nuovo qui a scandalizzarci, ma alle massime istituzioni non solo sportive dico che è l’ora dei fatti”
1 minuti di lettura

RIAD — Il destino gli ha impedito di fare gli onori di casa e soprattutto il tifo per il suo Napoli contro l’Inter, a causa della concomitanza tra la Coppa d’Africa e la finale della Supercoppa Italiana a Riad, dove Kalidou Koulibaly si è trasferito nello scorso mese di giugno per giocare con la maglia dell’Al-Hilal. «Sono musulmano ed è il paese in cui sono felice di far vivere la mia famiglia. I soldi che guadagno mi serviranno per finanziare la mia fondazione in Senegal e costruire un ospedale pediatrico». Ma il difensore africano ha conservato un legame molto forte con i suoi compagni e continua a seguire anche da lontano le vicende della Serie A: il campionato in cui s’è affermato ad alti livelli ed è stato protagonista per otto stagioni consecutive. Per questo l’ex campione azzurro s’è voluto subito informare sulla malanotte di Udine e ha accettato di commentare pure dal ritiro della sua nazionale in Costa d’Avorio la bruttissima vicenda in cui è rimasto coinvolto Mike Maignan. …

RIAD — Il destino gli ha impedito di fare gli onori di casa e soprattutto il tifo per il suo Napoli contro l’Inter, a causa della concomitanza tra la Coppa d’Africa e la finale della Supercoppa Italiana a Riad, dove Kalidou Koulibaly si è trasferito nello scorso mese di giugno per giocare con la maglia dell’Al-Hilal. «Sono musulmano ed è il paese in cui sono felice di far vivere la mia famiglia. I soldi che guadagno mi serviranno per finanziare la mia fondazione in Senegal e costruire un ospedale pediatrico». Ma il difensore africano ha conservato un legame molto forte con i suoi compagni e continua a seguire anche da lontano le vicende della Serie A: il campionato in cui s’è affermato ad alti livelli ed è stato protagonista per otto stagioni consecutive. Per questo l’ex campione azzurro s’è voluto subito informare sulla malanotte di Udine e ha accettato di commentare pure dal ritiro della sua nazionale in Costa d’Avorio la bruttissima vicenda in cui è rimasto coinvolto Mike Maignan. «Purtroppo siamo di nuovo qui, per l’ennesima volta, a scandalizzarci per un episodio di razzismo. Non è più il tempo delle parole, però: arrivati a questo punto ci vogliono i fatti. Altrimenti negli stadi continueremo a vivere vergogne del genere».

Koulibaly in Italia le ha conosciute sulla sua pelle in almeno due gravi circostanze, quindi non parla per sentito dire e sa bene quello ha provato Maignan allo stadio Friuli. Il 6 febbraio del 2016 all’Olimpico lo offesero ripetutamente i tifosi della Lazio e l’arbitro Irrati nel secondo tempo fu costretto a sospendere per qualche minuto la partita, esattamente come è successo sabato sera a Udine. Il momento peggiore il difensore senegalese lo visse tuttavia a San Siro il 26 dicembre del 2018, quando reagì agli insulti dei sostenitori dell’Inter e venne paradossalmente espulso da Mazzoleni per un applauso ironico. «Mi dispiace per la sconfitta e per aver lasciato i miei fratelli azzurri in campo. Ma sono molto orgoglioso del colore della mia pelle, di essere francese, africano, napoletano: uomo», commentò KK all’epoca con un accorato post sui sociale.

Udinese-Milan, Maignan abbandona il campo per i cori razzisti: il video

Nulla però è cambiato e secondo il campione del Senegal nulla cambierà, in mancanza di reazioni più drastiche. «Fino a quando le massime istituzioni (sportive e non) e i club di calcio non daranno la assoluta priorità a questa battaglia, purtroppo, sono convinto che il razzismo continuerà a entrare negli stadi». In Italia il problema è più grave e in Premier League — dove ha giocato per una stagione con il Chelsea — Kalidou non si è mai sentito nel mirino. A Maignan, per quello che serve, ha fatto arrivare la sua solidarietà.

Leggi i commenti