PARIGI - Il fischio finale di Psg-Valencia è una liberazione per Carlo Ancelotti e tutti i suoi uomini che sciolgono la tensione con una serie di abbracci in campo. L'1-1 finale al Parco dei Principi contro gli spagnoli, in vantaggio con Jonas al 55' e poi ripresi da Lavezzi undici minuti dopo, spalanca la porta dei quarti di finale per i transalpini, traguardo che mancava da 18 anni. Merito del 2-1 ottenuto al Mestalla, un biglietto da visita che aveva semplificato di molto il ritorno a Parigi. Eppure complice il momento poco felice, con l'imprevista sconfitta in campionato contro il Reims e l'assenza del totem Ibra, la serata di Champions ha riservato più insidie del previsto alla capolista della Ligue 1.
SQUADRE POCO BRILLANTI - Con lo svedese squalificato, le stelle Lucas, Lavezzi e Pastore hanno mostrato sin dall'inizio poche idee, male assecondati da una squadra poco dinamica. Anche il Valencia che non è sceso certo in campo con il coltello tra i denti, ci ha messo un po' per capire che osare era possibile. Al 16' il primo tentativo serio con una bella combinazione tra Jonas e Soldado, che impegnava Sirigu con un diagonale rasoterra. Un campanello d'allarme non isolato nei primi 45', vinti ai punti dall'undici di Valverde.
LA FIRMA DEL POCHO - Nella ripresa stesso copione. Spagnoli più propositivi, anche se con ritmi blandi e Psg in attesa degli eventi. La svolta al 10', su un errore in disimpegno dei transalpini recuperato da Tino Costa. Palla a Jonas che si prepara bene per la conclusione dal limite e piazza la sfera dove Sirigu non può arrivare. Con un altro gol il Psg rischierebbe la clamorosa eliminazione. Ancelotti cambia Thiago Motta con Gameiro. Ma è soprattutto la paura a smuovere i padroni di casa. La risposta al 21' porta la firma del Pocho Lavezzi, bravo e fortunato nel trasformare in gol (il quinto in Champions), con una ginocchiata ravvicinata una respinta di Guaita. E' la rete che fa tirare un sospiro di sollievo al Parco dei Principi, anche se un altro gol degli spagnoli vorrebbe ancora dire supplementari. Ma l'impressione è che la squadra di Valverde abbia già fatto il massimo. L'ultima chance al 48' è su un calcio d'angolo che chiama in area anche il portiere degli iberici. Non succede più nulla e il Psg può festeggiare, non senza fatica, il ritorno ai quarti di Champions.
SQUADRE POCO BRILLANTI - Con lo svedese squalificato, le stelle Lucas, Lavezzi e Pastore hanno mostrato sin dall'inizio poche idee, male assecondati da una squadra poco dinamica. Anche il Valencia che non è sceso certo in campo con il coltello tra i denti, ci ha messo un po' per capire che osare era possibile. Al 16' il primo tentativo serio con una bella combinazione tra Jonas e Soldado, che impegnava Sirigu con un diagonale rasoterra. Un campanello d'allarme non isolato nei primi 45', vinti ai punti dall'undici di Valverde.
LA FIRMA DEL POCHO - Nella ripresa stesso copione. Spagnoli più propositivi, anche se con ritmi blandi e Psg in attesa degli eventi. La svolta al 10', su un errore in disimpegno dei transalpini recuperato da Tino Costa. Palla a Jonas che si prepara bene per la conclusione dal limite e piazza la sfera dove Sirigu non può arrivare. Con un altro gol il Psg rischierebbe la clamorosa eliminazione. Ancelotti cambia Thiago Motta con Gameiro. Ma è soprattutto la paura a smuovere i padroni di casa. La risposta al 21' porta la firma del Pocho Lavezzi, bravo e fortunato nel trasformare in gol (il quinto in Champions), con una ginocchiata ravvicinata una respinta di Guaita. E' la rete che fa tirare un sospiro di sollievo al Parco dei Principi, anche se un altro gol degli spagnoli vorrebbe ancora dire supplementari. Ma l'impressione è che la squadra di Valverde abbia già fatto il massimo. L'ultima chance al 48' è su un calcio d'angolo che chiama in area anche il portiere degli iberici. Non succede più nulla e il Psg può festeggiare, non senza fatica, il ritorno ai quarti di Champions.