MADRID - Il Real Madrid di Zidane parte dal vantaggio di 3 a 0 nella partita di ritorno della semifinale di Champions contro i cugini dell'Atletico che vale la conquista della finale di Cardiff, ma il tecnico francese, ormai vicinissimo a un nuovo risultato storico della sua breve carriera di allenatore, getta acqua sul fuoco. "Dobbiamo scendere in campo senza pensare al risultato di settimana scorsa, - avverte Zizou, - Scendere in campo cercando la vittoria come facciamo sempre, concentrati fin dal primo minuto. Pensare al vantaggio che abbiamo sarebbe un grosso errore da parte nostra".
LA BESTIA NERA - Che negli ultimi anni il Real, in Champions, sia la bestia nera dei colchoneros è un fatto appurato, due finali vinte e una eliminazione ai quarti in tre anni sono lì a comprovarlo, eppure, anche se ormai Zidane sembra aver preso le misure ai "cugini" la prima volta che il tecnico transalpino ha affrontato l'Atletico di Simeone le cose erano andate diversamente, prima sconfitta casalinga in Liga. "Mi ricordo di quella partita così come mi ricordo delle successive - ammette Zidane - Da allora sono cambiate molte cose, però come ho già detto più volte non possiamo guardare al passato. Aver vinto due finali di Champions contro l'Atletico non ci garantisce di arrivare a una nuova finale domani. Nel calcio ci sono cose che non si possono controllare, sicuramente l'Atletico farà di tutto per impedirci di sviluppare il nostro gioco, ma noi dobbiamo restare tranquilli e giocare come sappiamo, senza dimenticare che quella di domani è solo una partita di football, niente di più".
NUOVI RECORD - Una partita che potrebbe significare un nuovo record per il Real di Zidane, ormai a segno consecutivamente da 60 partite, tra Liga e Champions. Se i Blancos dovessero segnare anche al Calderon raggiungerebbero il record storico del Bayern Monaco, e senza dubbio metterebbero una seria ipoteca sul passaggio del turno visto che gli uomini di Simeone a quel punto dovrebbero segnare 5 gol per sperare di vincere la semifinale. "Un gol da parte nostra sarebbe senza dubbio importante, - spiega Sergio Ramos, che con un suo gol all'Atletico nella finale di Lisbona 2014 ha aperto le porte alla conquista della decima Coppa dei Campioni del Real, - Però dipende in che momento arriverà e soprattutto se arriverà".
DOBLETE ATTESO 60 ANNI - Staccare il biglietto per Cardiff e, con buona pace dell'altra squadra finalista, vincere nuovamente la Champions, significherebbe conquistare il massimo trofeo europeo due volte di seguito, cosa che nessuna squadra è riuscita a fare da quando la Coppa dei Campioni ha cambiato nome, ma anche fare il primo passo verso quel "doblete" - Liga e Champions, - che a Madrid aspettano da quasi 60 anni. "Sappiamo che fare parte di questo Club significa anche confrontarsi con la sua storia - spiega Zidane - Non soffriamo di vertigini o di particolari pressioni, sappiamo che dobbiamo continuare a fare bene come abbiamo fatto finora, ma anche che nel calcio moderno ogni tre giorni dobbiamo dimostrare di essere all'altezza di questa squadra. Non saprei dire se conquistare un'altra finale o vincere la Liga che manca al Real da cinque anni significa che sto facendo un buon lavoro, in realtà la cosa non m'interessa. Io penso sempre a fare bene quel che faccio come allenatore e questa è la cosa più importante, ho a disposizione un gruppo di fantastici professionisti che devo ringraziare, poi arrivare a una nuova finale, vincere la Liga o conquistare il doblete è il meno".
Sergio Ramos è sulla stessa lunghezza d'onda del suo tecnico, con cui nel Real è stato anche compagno di squadra: "Se Zizou ha conquistato i titoli che ha conquistato in così poco tempo, vorrà dire che qualcosa di buono avrà fatto- scherza il difensore dei Blancos e della Nazionale spagnola, - A questo punto della stagione dipendiamo solo da noi stessi, e questo è sempre una cosa positiva. Possiamo vincere tutto quel che c'è da vincere oppure perdere tutto, dipenda da noi. Però io firmerei per trovarmi ogni anno in questa situazione".
LA BESTIA NERA - Che negli ultimi anni il Real, in Champions, sia la bestia nera dei colchoneros è un fatto appurato, due finali vinte e una eliminazione ai quarti in tre anni sono lì a comprovarlo, eppure, anche se ormai Zidane sembra aver preso le misure ai "cugini" la prima volta che il tecnico transalpino ha affrontato l'Atletico di Simeone le cose erano andate diversamente, prima sconfitta casalinga in Liga. "Mi ricordo di quella partita così come mi ricordo delle successive - ammette Zidane - Da allora sono cambiate molte cose, però come ho già detto più volte non possiamo guardare al passato. Aver vinto due finali di Champions contro l'Atletico non ci garantisce di arrivare a una nuova finale domani. Nel calcio ci sono cose che non si possono controllare, sicuramente l'Atletico farà di tutto per impedirci di sviluppare il nostro gioco, ma noi dobbiamo restare tranquilli e giocare come sappiamo, senza dimenticare che quella di domani è solo una partita di football, niente di più".
NUOVI RECORD - Una partita che potrebbe significare un nuovo record per il Real di Zidane, ormai a segno consecutivamente da 60 partite, tra Liga e Champions. Se i Blancos dovessero segnare anche al Calderon raggiungerebbero il record storico del Bayern Monaco, e senza dubbio metterebbero una seria ipoteca sul passaggio del turno visto che gli uomini di Simeone a quel punto dovrebbero segnare 5 gol per sperare di vincere la semifinale. "Un gol da parte nostra sarebbe senza dubbio importante, - spiega Sergio Ramos, che con un suo gol all'Atletico nella finale di Lisbona 2014 ha aperto le porte alla conquista della decima Coppa dei Campioni del Real, - Però dipende in che momento arriverà e soprattutto se arriverà".
DOBLETE ATTESO 60 ANNI - Staccare il biglietto per Cardiff e, con buona pace dell'altra squadra finalista, vincere nuovamente la Champions, significherebbe conquistare il massimo trofeo europeo due volte di seguito, cosa che nessuna squadra è riuscita a fare da quando la Coppa dei Campioni ha cambiato nome, ma anche fare il primo passo verso quel "doblete" - Liga e Champions, - che a Madrid aspettano da quasi 60 anni. "Sappiamo che fare parte di questo Club significa anche confrontarsi con la sua storia - spiega Zidane - Non soffriamo di vertigini o di particolari pressioni, sappiamo che dobbiamo continuare a fare bene come abbiamo fatto finora, ma anche che nel calcio moderno ogni tre giorni dobbiamo dimostrare di essere all'altezza di questa squadra. Non saprei dire se conquistare un'altra finale o vincere la Liga che manca al Real da cinque anni significa che sto facendo un buon lavoro, in realtà la cosa non m'interessa. Io penso sempre a fare bene quel che faccio come allenatore e questa è la cosa più importante, ho a disposizione un gruppo di fantastici professionisti che devo ringraziare, poi arrivare a una nuova finale, vincere la Liga o conquistare il doblete è il meno".
Sergio Ramos è sulla stessa lunghezza d'onda del suo tecnico, con cui nel Real è stato anche compagno di squadra: "Se Zizou ha conquistato i titoli che ha conquistato in così poco tempo, vorrà dire che qualcosa di buono avrà fatto- scherza il difensore dei Blancos e della Nazionale spagnola, - A questo punto della stagione dipendiamo solo da noi stessi, e questo è sempre una cosa positiva. Possiamo vincere tutto quel che c'è da vincere oppure perdere tutto, dipenda da noi. Però io firmerei per trovarmi ogni anno in questa situazione".