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Juventus, Pirlo: "La sconfitta con il Barcellona ci ha fatto bene"

Andrea Pirlo (afp)
I bianconeri sfidano il Ferencvaros nel terzo turno di Champions. Il tecnico: "Il ko con i blaugrana ci ha fatto capire che in certe partite bisogna avere più determinazione e concentrazione". Torna Ronaldo dal 1', Dybala in panchina
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BUDAPEST - Le ferite che aveva aperto il Barcellona, la Juventus se l'è leccate a Cesena. "Abbiamo preso uno schiaffo, ma ci siamo già ripresi", dice Cuadrado alla vigilia della partita con il Ferencvaros che si giocherà nella monumentale Puskas Arena, inaugurata a fine 2019 e quindi praticamente ancora nuova di zecca, visto che a causa del Covid ha aperto solo quattro volte e che il Ferencvaros le sue partite le gioca abitualmente nella più raccolta Groupama Arena, 28 mila posti. Qui ce ne sono oltre 67 mila, 20 mila dei quali saranno occupati domani sera: è la seconda volta che la Juve, che ormai ha fatto il callo alle porte chiuse, gioca con il pubblico. "Ed è meglio così", dice Pirlo. "Avere i tifosi, benché avversari, ci condiziona in meglio perché i giocatori, grazie al rumore, avvertono meglio le difficoltà, la paura del rischio. La gente che urla fa alzare il livello di attenzione soprattutto nei difensori e sveglia giocatori che magari in quel momento stanno pensando a qualcos'altro".

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Domani è un rischio che nessuno dovrebbe correre, visto che la coppia difensiva sarà composta da Bonucci e Chiellini (Demiral è squalificato), due che non hanno bisogno che qualcuno gli strilli dietro. La Juve deve mettersi il Barcellona alle spalle, non tanto in classifica quando nei ricordi, per il tarlo che può lasciare. Ma Pirlo sostiene che la batosta di mercoledì scorso sia arrivata al momento giusto: "Quella sconfitta ci ha fatto capire che in certe partite bisogna avere più determinazione, più concentrazione: forse incontrare il Barcellona così presto ci ha fatto bene e ci servirà in futuro".

I dubbi dell'attacco sono stati risolti in fretta: giocheranno Morata e Ronaldo mentre Dybala andrà in panchina. Pirlo aveva una scusa pronta ma anche sacrosanta ("Paulo ha bisogno di riposo") e l'ha presa al volo. Il dubbio riguarda i due esterni avanzati: servirà ancora un elemento più aggressivo come McKennie o la squadra può sostenere due punte e due esterni offensivi come Chiesa e Kulusevski? "Il modulo non cambia, ma cambiano le caratteristiche dei giocatori. Con lo Spezia serviva uno che facesse un certo tipo di lavoro e abbiamo scelto McKennie, domani potrebbe servirci qualcosa di diverso". Così potrebbero tornare utili la qualità e l'esperienza di Ramsey, più che la rapidità di Chiesa.

Il Ferencvaros non è al livello della Juventus, ovviamente. È alla sua seconda esperienza in Champions venticinque anni dopo la prima, ma il l'allenatore ucraino Rebrov, a lungo gemello d'attacco di Shevchenko nella Dinamo Kiev e in nazionale, sta facendo un ottimo lavoro: ha messo da parte l'elegante languidezza del calcio danubiano proponendo una squadra verticale e aggressiva che ha sovvertito i canoni del football magiaro. Ha debuttato perdendo 5-1 a Barcellona, ma poi ha rimontato da 0-2 a 2-2 la Dinamo Kiev. "Per noi", dice Rebrov, "questo girone è un onore, ci permette di incontrare campioni come Ronaldo e Messi. E come Pirlo, che ho ammirato tanto da giocatore e che sto seguendo con curiosità anche adesso: ho letto tanto su di lui, vedo che sta proponendo un calcio fresco e nuovo. Ha davanti a sé un futuro bellissimo".

Nel club di Budapest ci sono tre nazionali ungheresi (il portiere Bogdan, il terzino Lovrencsics e il centrocampista Siger, usato per pressare i difensori avversari), qualche ucraino (il lunatico Zubkov è l'elemento chiave) e l'interessante norvegese Nguen, forse l'elemento migliore. Niente a che vedere, in tutti i casi, con la ricchezza di cui dispone Pirlo. "Ma questa è una squadra temibile va rispettata. Anche perché i tre punti valgono esattamente come se giocassimo contro il Barcellona".
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