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Juventus, Ronaldo-Dybala per ora è una staffetta. E CR7 fa la 'punta parallela'

Pirlo e Ronaldo (reuters)
Per il momento Pirlo esclude di giocare con le tre punte. Morata si è guadagnato l'intoccabilità a suon di gol e assist scavalcando nelle gerarchie l'argentino. Contro lo Spezia il portoghese ha fatto l'attaccante puro in un 4-4-2 più prudente rispetto a quello immaginato all'inizio
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Ronaldo-Dybala è una staffetta, al momento nient'altro che una staffetta. Prima è stato male uno, poi s'è infettato l'altro fino a che, nella prima domenica assieme, si sono spartiti il tempo: un'ora (maldestra) Dybala, mezzora (dirimente) Ronaldo.

Pirlo: "Niente tridente, per ora"

Prima o poi i due più Morata giocheranno contemporaneamente, senz'altro. Ma per il momento ancora no. "Non posso schierare adesso tre punte tutte assieme", spiega Pirlo. "Ronaldo è appena stato fuori 20 giorni e Dybala non è ancora fisicamente al top. Vedremo più avanti". Ragionando sulla contingenza, la situazione attuale è questa: Ronaldo è intoccabile per statuto e non vorrà prolungare la quarantena in panchina scontata domenica, Morata s'è guadagnato l'intoccabilità sul campo con i gol, gli assist e l'atteggiamento mentre Dybala sta faticosamente risalendo verso una condizione dignitosa che ancora non ha, ammesso che si tratti solo di quello. "E' solo quello", ribadisce Pirlo. "Nessuno quando entra in campo pensa al contratto, ma solo a giocare".

Le difficoltà di Paulo

Rimane il fatto che spesso Dybala, che è un ragazzo molto sensibile, si è fatto condizionare da fattori esterni: non tanto dalla trattativa per il rinnovo contrattuale, in fase di perenne stallo, quanto dalla mancanza di certezze che evidentemente avverte di avere in seno alla squadra, con Ronaldo che lo oscura e Morata che lo ha scavalcato nelle gerarchie. Lo scorso anno da una situazione simile ne uscì con rabbioso orgoglio: resistette a tutti i tentativi del club di mandarlo via, guadagnò posizioni, convinse Sarri (l'allenatore con cui è andato più d'accordo) e risultò decisivo per lo scudetto della Juventus, fino a venire giudicato il miglior giocatore dell'ultima serie A. Ma la stagione precedente non andò così, con Ronaldo non si miscelò mai (si parla di campo, mentre fuori il rapporto è amichevole) e finì per diventare, per il club, un problema da rimuovere.

C'è spazio solo per due

Ora è tutto più indefinito. Dybala e Ronaldo avrebbero dovuto formare la coppia d'attacco in Juve-Napoli, la partita mai giocata e risolta a tavolino: quella sera, malgrado fosse a disposizione anche Morata, Pirlo avrebbe scelto il duo più atteso. Ma adesso la situazione è diversa, perché la crescita di Alvaro e gli stenti di Paulo hanno modificato la teoria di base. Inoltre, Pirlo sta lavorando a un sistema di gioco, il 4-4-2, un po' più prudente rispetto a quello immaginato all'inizio, in cui gli attaccanti avrebbero anche potuto trovare posto tutti a tre assieme. Oggi c'è spazio per due soli, insieme con due esterni più o meno offensivi (da scegliere tra Chiesa, Kulusevski, Ramsey, Bernardeschi e, come abbiamo visto, anche McKennie) a sostenerli.

Le punte parallele

È interessante vedere come sia stato integrato Ronaldo in questo sistema, domenica: quando ha sostituito Dybala, si è messo in parallelo con Morata, con cui si è spartito il fronte dell'attacco senza per forza partire da sinistra, come d'abitudine. Ha fatto, insomma, la punta pura, l'attaccante di dialogo come s'è visto nel gol del 2-1, segnato con un impeccabile movimento di coppia tra lui (che stava a destra) e Morata. Dybala aveva invece tenuto una posizione molto più arretrata, come suggerisce la sua inclinazione: ha fatto da collegamento tra il centrocampo e l'attacco, ha cercato di dialogare con Morata ma è rimasto lontano dalle zone calde.
Ora si tratta di capire se Ronaldo accetterà di fare ancora la "punta parallela", una mansione che provarono ad affidargli prima Allegri (con Dybala al fianco e Cuadrado e Douglas Costa ai lati) e poi Sarri, inserendo alle loro spalle un trequartista. Entrambi i progetti sono falliti e così si è naturalmente ripristinato l'essenziale 4-3-3 preferito da Cristiano, con lui che parte dalla sinistra, un centravanti a far da perno (prima Mandzukic, poi Higuain e infine l'adattato Dybala) e un esterno destro più tattico come contrappeso. Riuscirà Pirlo a liberarsi da questo giogo, dando alla Juventus una manovra più ariosa e meno condizionata dall'accentratore Ronaldo? Difficile da dire.

A Budapest con Ronaldo-Morata

Mercoledì a Budapest, in casa del modesto Ferencvaros, avremo un primo riscontro. Con ogni probabilità Pirlo punterà fin dall'inizio sulla coppia Morata-Ronaldo, con Kulusevski e Chiesa ai loro fianchi. Cristiano è abituato ad aver vicino non un'ala pura come l'ex viola ma un terzino che parta da più lontano e non gli pesti i piedi, oppure una mezzala che gli copra le spalle (era Matuidi, nell'ultimo biennio), che invece nel 4-4-2 non è prevista. Il test ungherese sarà interessante.
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