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Juventus, Pirlo: "In corsa su tutto, e in Champions non siamo secondi a nessuno"

Andrea Pirlo
  (agf)
Il tecnico alla vigilia dell'andata degli ottavi con il Porto: "Bisogna fare attenzione, sono compatti e come stile ricordano l'Atletico Madrid"
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PORTO - Andrea Pirlo parla alla vigilia del suo debutto come allenatore in una fase a eliminazione diretta di Champions. Mercoledì sera affronterà il Porto di Sergio Conceicao: la Juve è favorita, ma i portoghesi sono una squadra rognosa.

Che partita si aspetta, Pirlo?
"Complicata, perché loro difendono bene e difatti hanno mantenuto cinque volte la porta inviolata in Champions. Sono compatti e come stile ricordano l'Atletico Madrid, perché sono bravi a stringersi con le due linee da quattro. Quindi dovremo avere pazienza e non forzare perché nelle ripartenze hanno giocatori di gamba".
La Juve può essere considerata nel gruppo delle favorite?
"La Champions è una competizione particolare, l'ho fatta per tanti anni e te ne accorgi della differenza. Ci sono tante squadre che giocano per vincere, ma dipende dal momento in cui le affronti. Arriviamo da un momento con tante partite impegnative ed è importante scendere in campo con la testa libera. Siamo a livello delle altre, magari qualcuna è più avvantaggiata ma quando giochi gli ottavi di finale tutti hanno il sogno di arrivare in fondo".

È la Champions l'obiettivo principale della stagione, visto che in campionato siete indietro?
"Noi cerchiamo di centrare tutti gli obiettivi. Abbiamo vinto la Supercoppa, siamo in finale di Coppa Italia, negli ottavi di Champions e ben messi anche in campionato. Non si pensa a un solo obiettivo ma a tutti, siamo a metà stagione e siamo in corsa questa è la cosa più importante. Sabato è mancato solo il risultato, non siamo preoccupati per le prossime partite".
La Champions  è un obiettivo o un sogno?
"Tutti sognano a inizio stagione ma non tutti i sogni si avverano. L'importante è crederci e fare in modo che si avveri".
Il Porto ha concezioni di gioco simili a quelle della sua Juventus?
"No, è  diverso. Cambia attaggiamento tra campionato e Champions, in Portogallo è più offensivo mentre in Europa punta più alla fase difensiva, sembra l'Atletico. Noi cerchiamo di giocare in un altro modo, ma non sempre puoi avere il possesso della palla. A tutti piace attaccare ma non hai sempre la palla tra i piedi".

Come stanno gli acciaccati?
"Bonucci non è disponibile, Ramsey sì. Dybala viaggerà con noi, ma non è pronto. Sono venuti tutti a Porto perché hanno voglia di stare con la squadra".
Avete solo il sesto attacco della serie A. Come si migliora la finalizzazione?
"Sono mancati i gol di Dybala, quando tornerà ce ne dovrà dare un po'. Speriamo possa essere un nuovo acquisto di gennaio e ci possa far fare il salto di qualità".

Quanto vi può dare Ronaldo?
"Ronaldo torna a casa, in Portogallo, e avrà ancora di più quell'adrenalina che lo porta a fare prestazioni importanti nelle partite a eliminazione diretta. Vorrà fare vedere chi è ancora CR7".
Come mai Morata segna di più in Europa?
"Non è nel periodo migliore, ma lo sapevamo già, in stagione ha di questi momenti in cui non sta benissimo fisicamente. Ha bisogno del gol perché è un ragazzo sensibile e ci tiene tanto a far bene. Quando ha questi momenti in cui tende a buttarsi giù ma crediamo in lui, è un grande  giocatore".
Giocherà lui o Kulusveski?
"Stanno bene entrambi, Morata ha fatto una buona partita e anche Kulusevski ha giocato bene in coppa Italia. Valuteremo domani".
È diverso vivere la  Champions dalla panchina? Nei ragazzi meno esperti ha risvegliato qualcosa?
"La Champions ha sempre un sapore particolare. C'è chi non l'ha mai giocata, ma negli ottavi l'adrenalina ti porta a fare un salto di qualità. Purtroppo sono in panchina, vorrei giocare, ma i ragazzi sono bravi. Questo è il momento di alzare la qualità, domani non è decisiva ma bisogna giocare con lucidità".
Le partite da dentro/fuori condizionano l'aspetto mentale della squadra?
"Abbiamo appena fatta una la settimana scorsa contro una grande squadra come l'Inter e ci ha abituato a quello che ci aspetta. È bene per i giocatori, hanno capito cosa voglia dire giocare due partite a eliminazione diretta".

Si ricorda di una partita particolare di Sergio Conceicaio?
"Ricordi particolari non ne ho, ne ho giocate tante contro di lui all'Inter, Lazio, Parma. Era un grande giocatore, di grande tecnica e forza. Una classica ala portoghese come Figo, Simao, bravi nell'uno contro uno. E' rimasto nel cuore dei portoghesi perché ha fatto bene da giocatore e allenatore. Ha fatto il suo percorso partendo dal Belgio e vincendo poi due campionati in Portogallo"
Come valuta la difesa del Porto?
"Sappiamo che si difende bene, prende pochi gol e riparte. Ha giocatori di esperienza come Pepe ma anche giovani: servirà calma per non farli giocare sui nostri errori"
C'è qualche giocatore in particolare che la preoccupa?
"Il Porto ha uomini importanti sia in fase difensiva che offensiva, li abbiamo studiati bene. Hanno tante soluzioni e possono cambiare modulo giocando con due punte o con il trequartista oltre che difendere a 4 o a 5. Non c'è un giocatore in particolare, loro giocano di squadra".

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