La concentrazione, la convinzione di giocare una buona partita e di tenere aperto il discorso qualificazione fino all'ultima giornata, ma anche la consapevolezza che troppa euforia per il momento potrebbe essere il più grande problema da affrontare per la Juventus. Allegri ha il viso tirato e il tono della voce grave a 24 ore dal calcio d'inizio della sfida del Da Luz contro il Benfica. Non una semplice partita, ma un vero e proprio spareggio esclusivamente per la Juventus: anche in caso di vittoria, l'unico risultato utile per prolungare la corsa agli ottavi, il Benfica avrebbe il match point nel prossimo turno ad Haifa, quando contro il Maccabi gli "basterà" vincere senza guardare i risultati altrui. "Abbiamo solo un risultato e al momento non siamo né eliminati dalla Champions né dentro l'Europa League", è la prima considerazione di Allegri, che nella sua carriera in panchina non è mai stato eliminato nella fase a gironi di Champions League, con il Milan o con la Juventus: "Se non ci qualificassimo sarei dispiaciuto ma non pensiamo a questo. Abbiamo la possibilità di tenere aperta la porta, perché se il Benfica vincesse l'ultima andremmo in Europa League. Ma facciamo un passo alla volta, la squadra sta bene fisicamente e mentalmente, l'importante è fare una partita di grande compattezza".
Ripetere la prova del'andata contro una squadra imbattuta
Ad oggi il Benfica non ha ancora perso una partita. Un dato che da un lato spaventa non poco i bianconeri, ma dall'altro regala fiducia, visto che prima o poi una sconfitta è fisiologico che arrivi: "Il Benfica è padrone del suo destino, è una delle quattro squadre in Europa insieme a Napoli, Psg e Real che non ha ancora perso". La risposta che si attende il tecnico è riproporre l'intensità mostrata nei primi venti minuti della partita d'andata, allungando naturalmente il minutaggio: "Hanno qualità e quando giocano in casa hanno una spinta diversa. Dovremo essere bravi a stare in partita per 100 minuti, senza avere fretta". Per l'occasione Allegri riproporrà il sistema con tre centrali, linea difensiva composta da Danilo, Bonucci e Alex Sandro, scelta fatta per sfruttare le caratteristiche dei calciatori a disposizione in questo momento. Mancheranno infatti quasi tutti i nuovi arrivi del mercato estivo, ad esclusione di Kostic e di Gatti: da Pogba e Di Maria a Bremer, senza dimenticare Chiesa, che potrebbe tentare di tornare a disposizione contro il Psg anche se nulla è certo sui tempi di recupero. Indipendentemente da chi scenderà in campo, l'obiettivo è uno solo, vincere "magari con due gol di scarto", che permetterebbe alla Juventus di portarsi in vantaggio nello scontro diretto con i portoghesi.
Allegri: "Difese immunitarie devono essere alte"
La nemica numero uno per la Juventus, in questo momento, è l'euforia. Allegri lo ripete e il suo tono diventa duro, quasi un monito ai suoi calciatori, rappresentati al suo fianco da Alex Sandro nella conferenza di presentazione. Guai a farsi prendere dall'euforia, ad "abbassare le difese immunitarie" rischiando di rovinare tutto dopo le due vittorie nel derby e con l'Empoli che hanno ridato un accenno di sorriso al gruppo e al tecnico: "L'unico rischio è che, viste le ultime due partite finite con due vittorie, ci sia troppa euforia. Che porterebbe ad essere troppo postivi e ad abbassare le difese immunitarie. Non deve succedere perché il nostro percorso è avere sempre la squadra compatta. Quando dimostriamo forza nella fase difensiva in tutte le zone del campo è più facile attaccare. L'importante è avere l'atteggiamento giusto, con la massima attenzione che abbiamo avuto nelle ultime due partite ma che è stata altalenante nelle partite precedenti". Tiene alta la concentrazione Allegri, ma è convinto che nonostante l'ottimo momento del Benfica e il peso della partita, la Juventus ancora una volta farà la partita giusta: "Non dobbiamo fermare il nostro momento magico, ma soprattutto dobbiamo fare una grande prestazione. Il calcio è fatto di episodi, ma io credo che domani la partita andrà bene, bisogna essere fiduciosi e abbiamo le qualità per fare bene. Una volta finita penseremo al campionato".