Manchester City-Bayern, per Guardiola un altro giorno della verità: tra le trappole di Tuchel e gli ex al veleno
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Manchester City-Bayern Monaco forse è la vera finale di questa Champions, e peccato bruciarsela ai quarti. Almeno però vedremo queste due squadre titaniche sfidarsi per ben due volte, la prima stasera in Inghilterra.
Per gli inglesi, ma soprattutto per Pep Guardiola, è un po’ il giorno della marmotta. Anche stavolta la sua fenomenale squadra, nella fattispecie il City, topperà il trofeo più importante? È il tallone d’Achille dell’allenatore catalano, che non vince la coppa dalle grandi orecchie dal 2011 con il Barcellona a Roma contro lo United. Negli ultimi anni i citizens hanno fallito più volte contro squadre abbordabili (Mon…
LONDRA - Manchester City-Bayern Monaco forse è la vera finale di questa Champions, e peccato bruciarsela ai quarti. Almeno però vedremo queste due squadre titaniche sfidarsi per ben due volte, la prima stasera in Inghilterra.
Per gli inglesi, ma soprattutto per Pep Guardiola, è un po’ il giorno della marmotta. Anche stavolta la sua fenomenale squadra, nella fattispecie il City, topperà il trofeo più importante? È il tallone d’Achille dell’allenatore catalano, che non vince la coppa dalle grandi orecchie dal 2011 con il Barcellona a Roma contro lo United. Negli ultimi anni i citizens hanno fallito più volte contro squadre abbordabili (Monaco, Lione, lo stesso Tottenham) e Pep è arrivato in finale solo due anni fa, a Porto. Quando il Manchester capitolò a sorpresa all’ultimo miglio contro il Chelsea. Allenato, guardacaso, proprio da Thomas Tuchel, appena sbarcato in Baviera dopo il clamoroso esonero di Nagelsmann.
Quella coppa sfumata al Bayern
È un altro incrocio fatale di questo armageddon tra colossi, di una lunga serie. Si potrebbe iniziare con le grandi prestazioni dello spettacolare Bayern di Guardiola e che forse quella Champions del 2016 sarebbe stata sua e dei tedeschi se a Griezmann dell’Atletico non fosse stato concesso un gol in fuorigioco in semifinale. Ma certo lo scontro tra Pep e Tuchel è quello più entusiasmante, dopo i trascorsi in Premier League. Ieri il tedesco ha detto di “non dormire la notte” a causa di questo match.
Le frecce della Baviera
Del resto, il City spaventa. Agli ottavi ha distrutto il Lipsia, con un 7-0 al ritorno e 5 gol di Haaland, che per l’occasione stasera sfoggerà trecce da vichingo. Guardiola ieri in conferenza stampa ha analizzato i fallimenti precedenti in Champions: “In tutte quelle sconfitte, abbiamo concesso troppo, subito troppi gol. Ma ora sappiamo difendere molto meglio”. Certo, non potrebbe arrivare test più difficile contro frecce come Sané, Mané, Gnabry, Coman, Musiala e il terzino Alfonso Davies dalle retrovie.
Sané e Cancelo, due ex al veleno
A proposito di Sané. L’ala tedesca ha ancora il dente avvelenato con il suo ex allenatore catalano per lo scarso utilizzo dopo il grave infortunio qualche anno fa al City. Tanto che dovette fare le valigie e trasferirsi in Baviera. E proprio al Bayern, quest’anno, è arrivato improvvisamente anche Cancelo. Il terzino portoghese nell’ultimo anno e mezzo è stato un titolare fisso di Guardiola, ha inanellato prestazioni di altissimo livello anche in fase difensiva, fino a una esplosiva lite a dicembre con il tecnico che ha innescato la sua fulminea cessione ai tedeschi nel mercato invernale.
Nello sport le sconfitte superano le vittorie
Anche per questo Guardiola ha messo le mani avanti, rivendicando i successi con il City sinora, club che tra le altre cose non ha mai vinto una Champions nella sua storia: “Sapete quanti master di golf ha vinto Jack Nicklaus in 30-40 anni di carriera, su 164? Diciotto. Oppure Michael Jordan: ha vinto 6 titoli Nba in 15 anni. Perché nello sport si perde molto più spesso di quanto si vince, anche se sei un fenomeno. L’importante è fare del nostro meglio. Nulla di più”.