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Mourinho speciale per davvero. Il bis al Chelsea vale la storia

Mai nella premier un allenatore era riuscito a rivincere il titolo con lo stesso club che aveva già portato al trionfo. Il portoghese ci è riuscito ed è diventato anche il tecnico con la miglior percentuale di vittorie. Meglio anche di Ferguson

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LONDRA - C'è chi lo considera fortunato, chi sminuisce i suoi successi dandone il merito alle grandi squadre che allena, ovvero ai proprietari che gli comprano i giocatori migliori, e chi lo detesta perché lo ritiene sbruffone, provocatore e antipatico. Poi ci sono quelli che sostengono che vince ma non convince: cioè vince con un anti-gioco del calcio, facendo il catenaccio, rinunciando all'azione, senza fare spettacolo o divertire. In fondo è per quest'ultima ragione che Roman Abramovich lo licenziò la prima volta, nonostante gli avesse fatto vincere due titoli di Premier League, una Coppa d'Inghilterra e una Coppa di Lega: il petroliere russo voleva che il suo Chelsea giocasse come il Barcellona, facesse sognare, invece giocava un football utilitaristico, cinico, noioso.
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Abramovich ci ha ripensato, ha richiamato Josè Mourinho alla sua corte, ha pazientato un anno - un raro anno in cui il tecnico portoghese non ha vinto nulla - ed è stato premiato con la riconquista della Premier (l'ultima gliel'aveva data Carlo Ancelotti cinque anni fa) e pure la Coppa di Lega. I critici di Mou, tuttavia, non sembrano pronti a cambiare idea: non lo amavano prima e non lo ameranno neanche ora. Ma le statistiche indicano che "The Special One", Lo Speciale, come lui stesso si autodefinì nella prima conferenza stampa a Londra appena assunto dal Chelsea una decina d'anni or sono, è speciale davvero.
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"Al mio paese c'è un detto, non tornare nel posto dove sei già stato felice", ha detto Mourinho domenica sera dopo avere battuto 1-0 il Crystal Palace e preso i 3 punti necessari alla certezza matematica di avere rivinto la Premier. Tornare al Chelsea, ha aggiunto, era rischioso per lui, sia perché quello inglese è "il campionato più difficile del mondo", parole sue, condivise da molti, sia perché con i Blues aveva già vinto molto nel suo primo "tour of duty" londinese e fare meglio della prima volta era difficile. Ebbene, l'impresa realizzata da Mou è stata non solo difficile o rara ma unica, senza precedenti: 52 allenatori in tutto hanno vinto il campionato nella storia del calcio inglese, ma soltanto uno, il portoghese, lo ha vinto con la stessa squadra tornando ad allenarla dopo un intervallo. La smentita del proverbio "nemo propheta in patria", in un certo senso.
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Altra statistica, a proposito di quell'"intervallo" che Mourinho si è preso tra il suo primo regno al Chelsea e il secondo. Negli ultimi dodici anni, Josè ha vinto otto volte il titolo nazionale in quattro paesi diversi: due volte con il Porto, tre con il Chelsea (due nel primo "tour", una nel secondo), due con l'Inter, una con il Real Madrid. E infine un dato per chi dice che fa un gioco troppo difensivo: in Inghilterra ha vinto 135 partite su 193 e nell'intera storia della Premier League nessun allenatore ha una percentuale di vittorie superiore alla sua (70 per cento). Chi c'è al secondo posto in questa particolare graduatoria? Alex Ferguson, una leggenda. Etichetta che i suoi detrattori, sia pure con il mal di pancia, dovranno cominciare ad applicare anche a Josè Mourinho. Il quale ha avuto un momento di commozione dopo la vittoria sul Palace, andando ad abbracciare la moglie e i figli in tribuna. Forse la sua emozione non dipendeva solo dalla partita: subito dopo è andato in un ospedale di Londra a trovare suo padre, che aveva subito un intervento chirurgico per un'emorragia cerebrale.
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