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Luis Enrique o Zidane, la Liga in novanta minuti

Sabato il nome della squadra campione: i catalani, che hanno un punto di vantaggio, giocano a Granada, i Blancos a la Coruna con il Depor. Dopo ci saranno le finale di coppa: quella del Re per i blaugrana, la Champions per i madrileni

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MADRID - Le ultime due partite di Real Madrid e Barcellona vengono definite da entrambi i tecnici come due finali. La seconda perché lo è davvero, in Champions per il Real in Coppa del Re per il Barcellona, la prima perché darà la vittoria in Liga a una delle due squadre. Forse nemmeno Zidane ci avrebbe creduto se a gennaio, quando prese in mano le redini di un Real Madrid che sembrava aver perso al rotta, gli avessero detto che a due partite dalla fine della stagione sarebbe stato in lizza per vincere Liga e Champions League. In campionato, a fine febbraio i punti di distacco dal Barcellona erano addirittura 12, ora con una sola lunghezza di distacco Zidane sabato a La Coruña potrebbe compiere l'impresa. "Abbiamo fiducia nel poter vincere la Liga, - confessa il tecnico francese, - Abbiamo vinto le ultime undici partite di campionato e continueremo a credere nel successo fino all'ultimo minuto. Non saprei dire quante possibilità abbiamo, prima dobbiamo vincere con il Deportivo, poi vedremo come andrà". Grande fiducia anche da parte di Luis Enrique, che ammette che il Barcellona ha recuperato il livello che sembrava perso. "Ho avuto buone sensazioni per tutta la stagione, - dice l'ex-allenatore di Roma e Celta, - È vero che in alcune occasioni abbiamo giocato peggio di quel che ci si poteva aspettare, però sono cose che capitano durante l'anno. Giocheremo l'ultima gara in una posizione di privilegio che ci siamo guadagnati, e sono settimane che la squadra ha recuperato il suo livello di gioco. Alla pressione i miei giocatori sono abituati, c'è fiducia e voglia di giocare e vincere, certo ci sarà da soffrire per quel che c'è in palio e per il fatto che giocheremo fuori casa".

PANCHINA CONFERMATA? - Dopo un intero girone di ritorno alla guida del Real, Zidane ha debuttato sulla panchina dei Blancos vincendo in casa per 5 a 0 proprio contro il Deportivo, e la conquista della finale di Milano, l'ex tecnico del Real Castilla, nonostante i due anni di contratto, non ha ancora la certezza di essere l'allenatore de Los Merengues anche per la prossima stagione". Non so dire se mi sono guadagnato il diritto di essere l'allenatore del Real anche il prossimo hanno, - ammette Zizou, - So che su di me c'erano molti dubbi all'inizio, dubbi comprensibili. Io sono contento del lavoro fatto fin qui, ma non ho ancora vinto nulla. Abbiamo di fronte due finali, dobbiamo vincerle e poi vedremo cosa succederà." Zidane è comunque soddisfatto del suo bilancio da primo allenatore finora: "Sono contento di questi cinque mesi da tecnico del Real, - spiega, - Da anni ho vissuto in questo Club sia da giocatore sia da allenatore e so che la pressione qui è sempre alta, io cerco sempre di dare il meglio per poter vincere le partite. Ammetto che ho imparato molto in questi mesi, allenare la prima squadra non è come allenare la primavera". Il problema della conferma non sussiste per Luis Enrique, che scherzando con i giornalisti ammette di essere già al lavoro per pianificare la prossima stagione. "Non vederci per un po' farà bene a me e a voi, - sorride l'asturiano, - Però è chiaro, al di là della possibile vittoria in Liga e in Coppa, per me disconnettere è quasi impossibile, è la professione dell'allenatore di oggi, si pensa sempre a come rinforzare la squadra per gli impegni dell'anno che viene".

SARÀ FATAL GRANADA? - Perché Zidane possa vincere il primo titolo della sua giovanissima carriera di allenatore, però, non basterà vincere contro il Depor, molto dipenderà anche dall'impegno che l'avversario del Barcellona, il Granada, che domenica scorso ha conquistato con un eclatante 1-4 al Siviglia la permanenza in prima serie, metterà in campo. Zidane non cade nella trappola dei giornailisti spagnoli: "Non voglio entrare in certi discorsi, - risponde tranquillamente  l'ex-giocatore della Juve, - Quel che dobbiamo fare è pensare solo a noi stessi e alla partita che dobbiamo giocare. Entrare in campo concentrati fin dal primo minuto e, pur sapendo che ci sarà da soffrire, lottare fino alla fine per portare a casa i tre punti. Quel che farà il Barça lo saprò alla fine della nostra partita." Sulla stessa falsariga Luis Enrique che parte dal vantaggio dovuto al fatto che vincendo, il Barcellona, sarebbe campione senza indipendentemente dal risultato del Real. "Non dovremo pensare a quel che accade negli altri campi né a fine primo tempo né al 90esimo, - spiega il tecnico blaugrana, - solo a noi stessi e alla partita che staremo giocando. Se poi alla fine non saremo capaci di vincere allora dovremo guardare gli altri risultati per sapere chi ha vinto la Liga." E sull'impegno delle squadre avversarie delle due candidate al titolo è lapidario: "Metto la mano sul fuoco che Deportivo e Granada non regaleranno niente a nessuno".

MILANO CAPITALE - Al di là di come terminerà la Liga, il 28 maggio Zidane ha un secondo appuntamento importantissimo. Milano diventerà per un giorno la capitale di Spagna e il Real dovrà vedersala contro un Atletico in cerca di rivincita in un match i cui giocatori di Simeone hanno già definito come "la partita della vita". Zidane, ancora una volta, insiste sull'importanza dell'impegno di sabato: "La nostra partita della vita in questo momento è quella di La Coruña, - spiega, - Poi cominceremo a pensare alla seconda finale che dovremo giocare in questo fine di stagione. Un incontro importante quello contro l'Atletico, io penso che le possibilità di vincere la Champions sono al 50% per entrambi." Per il Barcellona di Luis Enrique l'appuntamento con il Siviglia e la finale di Coppa del Re è prevista per sabato prossimo, una finale che potrebbe significare il "doblete", ma che un'eventuale vittoria del Real in Champions potrebbe offuscare. Il tecnico asturiano è chiaro: "Io penso a ciò che possiamo vincere noi, di quel che vincono gli altri, sinceramente, m'interessa poco".
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