TRONDHEIM - L'impatto col calcio europeo non poteva essere più doloroso, per Jorge Sampaoli. La Supercoppa che accerezza per venti minuti gli sfugge di mano quando ormai la sentiva sua. Come ci si sente potrà chiederlo al collega e connazionale Simeone, morto della stessa morte nella finale Champions di due anni fa a Lisbona: Ramos gliela sfila di mano, Carvajal, il terzino che non piace al presidente Florentino Perez, la trascina a Madrid a 2' dalla fine dei supplementari, per la seconda volta in tre anni. Finisce 3-2. Facendo dimenticare a tutti che le star dei bianchi, Ronaldo e Bale, erano rimaste a guardare.
MALEDIZIONE RAMOS - Aveva la coppa in tasca, Sampaoli, ma non aveva fatto i conti con quel ragazzo spagnolo a cui piace metter la testa (e a volte anche il piede) nelle finali. Sergio Ramos è così, specialista in gol che spezzano i sogni. Prima della rete nell'ultima finale di Champions, a maggio, aveva già tolto la coppa dalle mani dell'Atletico due anni prima, nel 2014. Al 93' ha fatto lo stesso con il Siviglia, sempre di testa e sempre al 3' di recupero. Quando ormai tutti, compreso il tecnico argentino degli andalusi, parevano convinti fosse finita. Ramos ha regalato l'ennesima appendice supplementare a finali che non vogliono finire mai: come all'Europeo, come negli ultimi 3 mondiali, come in due delle ultime Champions, pure la Supercoppa Europea è scivolata all'overtime.
BOTTA E RISPOSTA - Come sarebbe finita però era chiaro già in quel momento, prima ancora di giocarli, i supplementari. Che sarebbe stata una serata spettacolare invece l'aveva promesso dopo 21 minuti soltanto Marco Asensio, gioiellino che il Real aveva preso un anno fa, lasciandolo sbocciare poi all'Espanyol. Nel Real "B" schierato da Zidane, senza il portiere Navas, senza Modric, Kroos e soprattutto senza la mitica BBC - le punte di diamante Bale, Benzema, Cristiano Ronaldo - era servito un bolide all'incrocio dei pali da 25 metri del 20enne di Palma de Maiorca per inaugurare la terza Supercoppa tutta spagnola. Un'illusione infranta prima dell'intervallo da una recentissima conoscenza della nostra serie A: il Siviglia aveva chiamato a luglio Franco Vazquez dal Palermo per affidargli il dopo-Banega, lui ha ripagato il club con il primo gol ufficiale dell'estate andalusa. Volée mancina e palla all'angolo su un pallone schizzato fuori da una serpentina di Vitolo.
L'ILLUSIONE - Nella ripresa, l'episodio che incide a fuoco la parola "illusione" nel destino di Jorge Sampaoli: Ramos sfiora Vitolo in area, all'arbitro serbo Mazic però il blanco Real non impressiona. Rigore. Konoplyanka imita Zaza nella rincorsa, non nel risultato: è gol e il Siviglia, dopo la beffa dell'anno scorso, ci crede davvero. In fondo mancano solo 18 minuti al 90'. Ma non ha fatto i conti con Ramos. Terzo minuto di recupepo, il Real attacca, la palla arriva a un altro Vazquez, Lucas, forse in fuorigioco, forse no. Quello inaspettatamente solo la lancia in mezzo, sapendo che lì troverà qualcuno. E chi se non Sergio Ramos. Gol. Addio sogni, Jorge.
LA COPPA BLANCA - I supplementari sono segnati prima ancora di iniziare, la conferma la mette nero su bianco l'impronunciabile Kolodziejczak, terzino poco lucido del Siviglia, che dopo 3 minuti soltanto si fa buttare fuori colpendo già ammonito Modric (entrato per la disperazione di Zidane). Inizia l'assedio, ma il Real non tira (quasi) mai e di certo non segna. Fino al 118', quando Carvajal (1 gol negli ultimi due anni) racimola ciò che resta delle sue forze, parte palla al piede neanche fosse Ronaldo mentre gli avversari lo stanno a gurdare. E tira d'esterno, chissà con quali forze. Gol. Adieu Siviglia, ko nella Supercoppa per il terzo anno consecutivo (due col Real, una col Barça), mercì Zidane. Ma ora non chiedete a Sampaoli quanto è duro il calcio europeo.
MALEDIZIONE RAMOS - Aveva la coppa in tasca, Sampaoli, ma non aveva fatto i conti con quel ragazzo spagnolo a cui piace metter la testa (e a volte anche il piede) nelle finali. Sergio Ramos è così, specialista in gol che spezzano i sogni. Prima della rete nell'ultima finale di Champions, a maggio, aveva già tolto la coppa dalle mani dell'Atletico due anni prima, nel 2014. Al 93' ha fatto lo stesso con il Siviglia, sempre di testa e sempre al 3' di recupero. Quando ormai tutti, compreso il tecnico argentino degli andalusi, parevano convinti fosse finita. Ramos ha regalato l'ennesima appendice supplementare a finali che non vogliono finire mai: come all'Europeo, come negli ultimi 3 mondiali, come in due delle ultime Champions, pure la Supercoppa Europea è scivolata all'overtime.
BOTTA E RISPOSTA - Come sarebbe finita però era chiaro già in quel momento, prima ancora di giocarli, i supplementari. Che sarebbe stata una serata spettacolare invece l'aveva promesso dopo 21 minuti soltanto Marco Asensio, gioiellino che il Real aveva preso un anno fa, lasciandolo sbocciare poi all'Espanyol. Nel Real "B" schierato da Zidane, senza il portiere Navas, senza Modric, Kroos e soprattutto senza la mitica BBC - le punte di diamante Bale, Benzema, Cristiano Ronaldo - era servito un bolide all'incrocio dei pali da 25 metri del 20enne di Palma de Maiorca per inaugurare la terza Supercoppa tutta spagnola. Un'illusione infranta prima dell'intervallo da una recentissima conoscenza della nostra serie A: il Siviglia aveva chiamato a luglio Franco Vazquez dal Palermo per affidargli il dopo-Banega, lui ha ripagato il club con il primo gol ufficiale dell'estate andalusa. Volée mancina e palla all'angolo su un pallone schizzato fuori da una serpentina di Vitolo.
L'ILLUSIONE - Nella ripresa, l'episodio che incide a fuoco la parola "illusione" nel destino di Jorge Sampaoli: Ramos sfiora Vitolo in area, all'arbitro serbo Mazic però il blanco Real non impressiona. Rigore. Konoplyanka imita Zaza nella rincorsa, non nel risultato: è gol e il Siviglia, dopo la beffa dell'anno scorso, ci crede davvero. In fondo mancano solo 18 minuti al 90'. Ma non ha fatto i conti con Ramos. Terzo minuto di recupepo, il Real attacca, la palla arriva a un altro Vazquez, Lucas, forse in fuorigioco, forse no. Quello inaspettatamente solo la lancia in mezzo, sapendo che lì troverà qualcuno. E chi se non Sergio Ramos. Gol. Addio sogni, Jorge.
LA COPPA BLANCA - I supplementari sono segnati prima ancora di iniziare, la conferma la mette nero su bianco l'impronunciabile Kolodziejczak, terzino poco lucido del Siviglia, che dopo 3 minuti soltanto si fa buttare fuori colpendo già ammonito Modric (entrato per la disperazione di Zidane). Inizia l'assedio, ma il Real non tira (quasi) mai e di certo non segna. Fino al 118', quando Carvajal (1 gol negli ultimi due anni) racimola ciò che resta delle sue forze, parte palla al piede neanche fosse Ronaldo mentre gli avversari lo stanno a gurdare. E tira d'esterno, chissà con quali forze. Gol. Adieu Siviglia, ko nella Supercoppa per il terzo anno consecutivo (due col Real, una col Barça), mercì Zidane. Ma ora non chiedete a Sampaoli quanto è duro il calcio europeo.