MADRID - È stato un mercato al di sotto dei canoni a cui ci aveva abituati la Liga spagnola, quello della stagione 2016/17. Non che non ci siano stati acquisti di peso, però è certo che sono lontani i tempi dei 100, euro più euro meno, milioni spesi per Gareth Bale o per Neymar Junior. Si può tranquillamente dire che la Liga ha perso lo scettro di regina del calciomercato a favore di una Premier in cui spicca il trasferimento di Paul Pogba dalla Juventus al Manchester United. A ben vedere, la stessa Serie A ha superato il campionato spagnolo quando si parla di soldi spesi per un singolo giocatore. André Gomes, passato dal Valencia al Barcellona, con 35 milioni di euro è stato il giocatore più costoso della Liga, ben lontano dai 90 milioni spesi dalla Juventus per Higuain.
IL BARÇA SI RINNOVA - Uno dei motivi è senza dubbio l'immobilità del Real Madrid che, oltre a recuperare Alvaro Morata dalla Juventus per 30 milioni e Marco Asensio, in prestito all'Espanyol, ha preferito dare fiducia a una rosa che il proprio allenatore, e con lui il presidente Florentino Perez, ha ripetuto più volte essere "difficilmente migliorabile". La parte del leone di questo calciomercato l'ha fatta quindi il Barcellona che ha intrapreso una profonda rinnovazione a tutti i livelli. Sono arrivati il già citato Gomes, Paco Alcacer, i francesi Umtiti e Lucas Digne e il giovane portiere olandese Jasper Cillessen, per una spesa totale che si aggira sui 120 milioni di Euro, quattro volte di più di quanto speso dal Real per Morata.
ATLETICO ALL'ATTACCO - I vicecampioni d'Europa dell'Atletico Madrid non sono stati a guardare, e dopo aver rinunciato al ritorno di Diego Costa (lo stesso attaccante ispano-brasiliano ha ammesso che sarebbe stato felice di tornare), ha puntato, per rinnovare il proprio attacco, sul francese del Siviglia Kevin Gameiro (35 milioni). Per il centrocampo sono arrivati l'argentino Nicolas Gaitan dal Benfica (25 milioni) e il portoghese Diogo Jota (7 milioni), in difesa il croata Vrsaljko dal Sassuolo (16 milioni).
SIVIGLIA SUL PODIO - Sul podio di chi ha speso di più nel corso del calciomercato estivo, sale di diritto anche il nuovo Siviglia di Jorge Sampaoli. L'addio del tecnico Unai Emery ha portato a una profonda rivoluzione tra le file della squadra andalusa con l'arrivo di giocatori di peso sia sotto forma di acquisti sia in prestito. Oltre a Franco Vazquez, el "Mudo" (il muto) come viene soprannominato in Spagna, dal Palermo, sono arrivati in terra andalusa, Joaquin Correa, dalla Sampdoria, il francese Ben Yedder, già considerato l'erede di Gameiro, e il brasiliano Paul Ganso. Molti i prestiti tra cui spiccano il centrocampista Kranevitter e la punta Nicolas Vietto dall'Atletico Madrid, ma anche Samir Nasri dal Manchester City e l'italiano Salvatore Sirigu, dal PSG.
PATTUGLIA ITALIANA - Non sono più i tempi in cui la Liga era piena di giocatori italiani, quando in Spagna giocavano, Albertini, Christian Vieri, Amedeo Carboni, Cannavaro, Lanna, Panucci, Enzo Maresca, solo per citarne alcuni, però quella del Villarreal si può considerare una piccola pattuglia italiana in suolo iberico. Roberto Soriano e Nicola Sansone sono stati infatti due degli acquisti principali del Sottomarino Giallo di questa estate, se a loro aggiungiamo anche l'ex-milanista Alexandre Pato, si può vedere il riflesso di un po' di Serie A quando gioca la squadra di Juan Escribá. Tra gli italiani della Liga non ci si può dimenticare il ritorno di Giuseppe Rossi, che dopo aver giocato proprio nel Villarreal, e lo scorso anno nel Levante, quest'anno scenderà in campo tra le file del Celta di Vigo.
CAMBIO DI ROTTA - Restando sulle due antagoniste principali del campionato spagnolo, Barcellona e Real Madrid, il mercato di questa estate indica una chiara inversione di tendenza da parte dei due Club. Se fino a oggi erano i blaugrana a dare grande peso al proprio vivaio, attingendo a piene mani dalla "Masia" i nuovi talenti per la prima squadra, ora sembra che sia il Real Madrid ha fare propria questa mentalità, dando spazio a giocatori che hanno militato nel Castilla (la primavera dei Blancos). Forse l'esperienza fatta da Zidane come allenatore della squadra giovanile del Real gli ha permesso di conoscere meglio le nuove leve, o forse i giovani del Barcellona non sono più al livello dei loro predecessori, però fa specie vedere che sono molti i "canterani" che hanno lasciato Barcellona, con o senza opzione di riacquisto: Bartra, Munir, Sandro, Montoya, Tello, forse Luis Enrique, sempre fedele alla mentalità blaugrana, sta mettendo in pratica un brusco cambio di rotta.
IL BARÇA SI RINNOVA - Uno dei motivi è senza dubbio l'immobilità del Real Madrid che, oltre a recuperare Alvaro Morata dalla Juventus per 30 milioni e Marco Asensio, in prestito all'Espanyol, ha preferito dare fiducia a una rosa che il proprio allenatore, e con lui il presidente Florentino Perez, ha ripetuto più volte essere "difficilmente migliorabile". La parte del leone di questo calciomercato l'ha fatta quindi il Barcellona che ha intrapreso una profonda rinnovazione a tutti i livelli. Sono arrivati il già citato Gomes, Paco Alcacer, i francesi Umtiti e Lucas Digne e il giovane portiere olandese Jasper Cillessen, per una spesa totale che si aggira sui 120 milioni di Euro, quattro volte di più di quanto speso dal Real per Morata.
ATLETICO ALL'ATTACCO - I vicecampioni d'Europa dell'Atletico Madrid non sono stati a guardare, e dopo aver rinunciato al ritorno di Diego Costa (lo stesso attaccante ispano-brasiliano ha ammesso che sarebbe stato felice di tornare), ha puntato, per rinnovare il proprio attacco, sul francese del Siviglia Kevin Gameiro (35 milioni). Per il centrocampo sono arrivati l'argentino Nicolas Gaitan dal Benfica (25 milioni) e il portoghese Diogo Jota (7 milioni), in difesa il croata Vrsaljko dal Sassuolo (16 milioni).
SIVIGLIA SUL PODIO - Sul podio di chi ha speso di più nel corso del calciomercato estivo, sale di diritto anche il nuovo Siviglia di Jorge Sampaoli. L'addio del tecnico Unai Emery ha portato a una profonda rivoluzione tra le file della squadra andalusa con l'arrivo di giocatori di peso sia sotto forma di acquisti sia in prestito. Oltre a Franco Vazquez, el "Mudo" (il muto) come viene soprannominato in Spagna, dal Palermo, sono arrivati in terra andalusa, Joaquin Correa, dalla Sampdoria, il francese Ben Yedder, già considerato l'erede di Gameiro, e il brasiliano Paul Ganso. Molti i prestiti tra cui spiccano il centrocampista Kranevitter e la punta Nicolas Vietto dall'Atletico Madrid, ma anche Samir Nasri dal Manchester City e l'italiano Salvatore Sirigu, dal PSG.
PATTUGLIA ITALIANA - Non sono più i tempi in cui la Liga era piena di giocatori italiani, quando in Spagna giocavano, Albertini, Christian Vieri, Amedeo Carboni, Cannavaro, Lanna, Panucci, Enzo Maresca, solo per citarne alcuni, però quella del Villarreal si può considerare una piccola pattuglia italiana in suolo iberico. Roberto Soriano e Nicola Sansone sono stati infatti due degli acquisti principali del Sottomarino Giallo di questa estate, se a loro aggiungiamo anche l'ex-milanista Alexandre Pato, si può vedere il riflesso di un po' di Serie A quando gioca la squadra di Juan Escribá. Tra gli italiani della Liga non ci si può dimenticare il ritorno di Giuseppe Rossi, che dopo aver giocato proprio nel Villarreal, e lo scorso anno nel Levante, quest'anno scenderà in campo tra le file del Celta di Vigo.
CAMBIO DI ROTTA - Restando sulle due antagoniste principali del campionato spagnolo, Barcellona e Real Madrid, il mercato di questa estate indica una chiara inversione di tendenza da parte dei due Club. Se fino a oggi erano i blaugrana a dare grande peso al proprio vivaio, attingendo a piene mani dalla "Masia" i nuovi talenti per la prima squadra, ora sembra che sia il Real Madrid ha fare propria questa mentalità, dando spazio a giocatori che hanno militato nel Castilla (la primavera dei Blancos). Forse l'esperienza fatta da Zidane come allenatore della squadra giovanile del Real gli ha permesso di conoscere meglio le nuove leve, o forse i giovani del Barcellona non sono più al livello dei loro predecessori, però fa specie vedere che sono molti i "canterani" che hanno lasciato Barcellona, con o senza opzione di riacquisto: Bartra, Munir, Sandro, Montoya, Tello, forse Luis Enrique, sempre fedele alla mentalità blaugrana, sta mettendo in pratica un brusco cambio di rotta.