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Spagna, Barcellona e Real cercano il riscatto dopo le delusioni europee

Ultimo impegno in Liga prima della pausa internazionale. Gli uomini di Zidane giocano il "derby" di Madrid contro il Leganes, per Luis Enrique e i suoi la ben più difficile sfida contro il Siviglia. Entrambe cercano una vittoria convincente dopo le critiche ricevuto dopo le opache prestazioni in Champions.

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MADRID - È un Real Madrid in salute quello che domenica si gioca la permanenza al primo posto della Liga contro la neopromossa Leganes. In salute soprattutto per il ritorno di Luka Modric a centrocampo e Marcelo in difesa, reparto, quest'ultimo, in cui continuano a marcare visita Sergio Ramos e Pepe. E se contro i Pepineros Zidane non potrà schierare la BBC (Benzema sarà assente per un colpo riportato contro il Legia in Champions), Alvaro Morata ha dimostrato con i suoi gol di essere un degno sostituto del francese. Più problematica la giornata per la seconda in classifica. Il Barcellona, infatti, continua a soffrire le assenze di Piqué, Iniesta e Jordi Alba e dovrà viaggiare a Siviglia per affrontare la terza in classifica, una sfida che potrebbe significare il sorpasso al secondo posto da parte degli andalusi allenati da Jorge Sampaoli.

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SENZA SCONFITTE - Il Real, dopo la sconfitta subita dal Villarreal il passato fine settimana, è l'unica squadra di Liga a non aver perso in questo inizio di stagione; se a questo si aggiunge che la squadra di Zidane non perde da 27 partite, a solo sette match dal record madridista di 34 stabilito dal Real di Leo Beenhakker nella stagione 1988/89, è difficile trovare motivi di critica per i Blancos, eppure il pareggio di Varsavia ha riacceso una luce di allarme, poco prima di un mese decisivo. Dopo la neopromossa Leganes e la pausa internazionale, infatti, l'undici di Zidane dovrà infatti vedersela, nell'ordine, contro Atletico Madrid, Sporting Lisbona, Sporting Gijon, Barcellona e Borussia Dortmund. Partite che, tolto il ritorno di Coppa del Re contro la Cultural Leonesa, potranno dire molto sugli obiettivi dei Blancos in questa stagione.

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CRITICHE - Dopo il pareggio contro il Legia le critiche sono piovute da ogni lato nei confronti di Zidane, critiche a cui il tecnico francese ritiene normale non rispondere, e spiega il perché: "Le critiche ci sono sempre state e ci saranno sempre, non posso cambiarlo e non credo che esistano critiche giuste o ingiuste, ognuno può dire ciò che vuole. Quel che m'interessa è dimenticare la partita contro di Varsavia perché domani abbiamo un'altra gara importante. Contro il Legia abbiamo fatto bene per trenta, quaranta minuti, poi non abbiamo fatto del nostro meglio, me ne prendo la responsabilità. Il mio compito è migliorare questa attitudine e continuerò a farlo con il lavoro di tutti i giorni. La mia sensazione, comunque, è che non stiamo facendo poi così male come molti dicono".

IL MIGLIOR BARÇA - Anche il Barcellona di Luis Enrique, probabilmente a maggior ragione, è stato duramente criticato dopo la sconfitta di Manchester, ma il tecnico blaugrana passa al contrattacco. "Credo che i primi 40 minuti di Manchester siano stati i migliori da quando alleno il Barcellona, i migliori di questi tre anni - dice - Vedo molta ansia di giudicare e disprezzare troppo velocemente, i bilanci andrebbero fatti a fine stagione valutando quanto ha conquistato una squadra. Le critiche? Non me ne accorgo - scherza l'ex-tecnico della Roma, - Vivo come in un Nirvana, quando torno a casa mi dimentico di tutto. Sono già abbastanza critico da solo per interessarmi delle critiche degli altri".

TROPPI GOL SUBITI - Un punto dolente per il Real d Zidane negli ultimi tempi è legato al fatto che una difesa che sembrava granitica, nelle ultime dieci partite ha sempre subito gol. Uno dei motivi per cui alcuni match si sono trasformati da possibili vittorie a dei criticabili pareggi. "Non so dire perché abbiamo perso la solidità in difesa, ma non mi preoccupa la cosa, nel calcio può succedere, - ammette il tecnico transalpino - È chiaro che subire gol non piace a me come non piace ai giocatori, ma non è solo colpa della difesa è demerito di tutta la squadra". Pur cercando di lasciare alle spalle il 3 a 3 di Champions, Zidane non nasconde che a volte partite del genere possono essere utili. "Una partita come quella di Varsavia può aiutare me e i giocatori a capire meglio dove dobbiamo migliorare. Quel che non sempre è semplice in questo sport è essere costanti, concentrati per tutti e novanta minuti. È complicato farlo nella vita così come nel calcio, ed uno dei punti in cui dobbiamo migliorare".

IL TOUR DI LUIS ENRIQUE - La sconfitta di Manchester pesa, anche perché è arrivata contro una squadra allenata da Pep Guardiola, che in molti non hanno dimenticato a Barcellona. Nonostante la terza sconfitta in pochi mesi di competizioni ufficiali, Luis Enrique si rifiuta di fare un primo bilancio della stagione. "È come la Vuelta o il Tour de France - spiega il tecnico asturiano - L'importante è non perdere la gara nelle prime tappe per poterla vincere quando arrivano quelle chiave. Il nostro obiettivo è arrivare a febbraio, marzo in forma per conquistare tutti gli obiettivi. I numeri delle prime giornate non m'interessano".

PRECEDENTI - Real Madrid e Leganes non si sono mai affrontate al Bernabeu. Le uniche due volte che le due squadre di Madrid si sono affrontate è stato in occasione dell'edizione 2003/04 e 2004/05 della Copa del Rey, entrambe le volte con partita unica allo stadio Butarque. I Blancos hanno vinto tutte e due le volte, anche se con un solo gol di scarto e, in occasione della prima sfida, lo hanno fatto solo nel corso dei tempi supplementari. Ospitare la neo promossa Leganes, che dopo un buon inizio si rirova a un solo punto dalla zona retrocessione, potrebbe essere un ottimo viatico per recuperare fiducia per il Real, paradossalmente, in questo inizio di campionato, il Leganes ha dato il meglio di sé giocando lontano dalle mura amiche, dei 10 punti che i Pepineros hanno conquistato in campionato 9 li ha conquistati fuori casa. Il Barcellona parte dal vantaggio di aver già affrontato e vinto contro il Sivigia quest'anno. In occasione della Supercoppa di Spagna i blaugrana hanno superato gli andalusi sia all'andata sia al ritorno, anche se lo stesso Luis Enrique ammette che non sarà facile. "Il Siviglia si sta dimostrando una squadra fortissima in casa ed è terza in classifica per meriti proprio - spiega il tecnico, - Sarà una partita difficile come sempre quando giochiamo fuori casa".
 
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