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Barcellona nella bufera, la squadra scarica Luis Enrique

Luis Enrique (ansa)
"Disastro", "Umiliazione", "Irriconoscibile", "Senz'anima". I titoli negativi dei quotidiani spagnoli nei confronti della squadra blaugrana all'indomani della sconfitta contro il Psg in Champions, si sprecano. Nessuno crede nell'improbabile "remuntada" e c'è chi assicura che la squadra non crede più nel tecnico, che potrebbe lasciare a fine stagione. Magari all'argentino Jorge Sampaoli 
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MADRID - È una Spagna calcistica sotto shock quella che si può leggere nelle prime pagine dei quotidiani sportivi all'indomani dell'umiliante sconfitta subita dal Barcellona contro il PSG in Champions. Una sconfitta che fa male perché, al di là del risultato, così com'è venuta non se l'aspettava nessuno. Non che l'avversario affrontato fosse di seconda fascia, PSG-Barcellona è diventato quasi un classico di Champions negli ultimi anni, è stata l'abulia con cui i blaugrana hanno affrontato la partitia che ha stupito la critica iberica. Una squadra irriconoscibile, nonostante in campo ci fosse la MSN, André Iniesta e Sergi Busquets, tanto che il quotidiano catalano Sport ha titolato "Questo non è il Barça" definendola una squadra senza anima in cui si sono salvati solo Neymar e il protiere Ter Stegen. Anche Messi viene messo sott'accusa per le 18 palle perse, da una delle quali è nato uno dei 4 gol dei parigini.

Psg-Barcellona, Luis Enrique nervoso col giornalista: lite fuorionda dopo la sconfitta

DISASTRO STORICO - Nella prima pagina di Mundo Deportivo si può leggere una sola paraola che descrive in pieno come i giornalisti catalani hanno interpretato il match "Disastro", scrive il periodico a lettere cubitali, definendo "Incontrastata" la superiorità della squadra di Unai Emery e ammettendo che il Barcellona che sognava il secondo Triplete dell'era Luis Enrique, ormai "Ha un piede fuori dalla Champions". Sì perché, come ha detto lo stesso tecnico dei blaugrana riferendosi all'improbabile rimonta: "Niente c'impedisce di sognare". Niente, forse solo le statistiche: nessuna squadra nella storia delle coppe europee è mai riuscita a recuperare un passivo di 0-4 subito all'andata. E non occorre andare troppo indietro nel tempo per trovare il Barcellona nella stessa identica situazione. Nella Champions 2012/13, quando alla guida dei catalani c'era il compianto Tito Vilanova, dopo il 4 a 0 subito in casa del Bayern Monaco, la paventata "remuntada" terminò con un netto 3 a 0 a favore dei bavaresi.

LA RIVINCITA DI EMERY - A Madrid, pur riconoscendo la tremenda batosta subita dagli eterni "nemici", si cerca di non girare il coltello nella piaga, e più che attaccare i giocatori del Barcellona preferiscono riconoscere i meriti del tecnico spagnolo del PSG, quel Unai Emery che è riuscito a vincere la sua seconda partita da allenatore contro il Barcellona, su 24 giocate, nel modo più mimpido possibile. "Emery distrugge il Barça" titola il quotidiano Marca; mentre As parla di "Siniestro Total" termine che viene utilizzato in Spagna quando una macchina subisce un incidente ed è da buttare, rimarcando che "Il PSG spazza via il Barcellona dall'inizio alla fine e si assicura il passaggio del turno". È stata una notte di rivincite anche per l'ex-madridista Angel Di Maria che con la sua doppietta è stato uno dei giustizieri della squadra di Luis Enrique e che ha fine partita ha ammesso candidamente: "Mi hanno in scritto in molti da Madrid per farmi i complimenti". NERVOSISMO LUIS ENRIQUE - Non è la prima volta che il tecnico asturiano del Barça subisce un risultato di 4 a 0 da quando è alla guida dei catalani, l'Athletic Bilbao era già riuscito nell'impresa nell'andata di Supercoppa di Spagna del 2015, ma che questa sconfitta si diversa e bruci di più lo si è visto anche nel modo in cui Luis Enrique ha risposto a un giornalista della televisione catalana che lo stava intervistando nel dopo partita, in Spagna dicono che sono servite tre persone per evitare che dalle parole l'ex-allenatore della Roma passasse alle vie di fatto. L'emittente radiofonica Cadena Cope, nella notte, ha rincarato la dose, come se ce ne fosse bisogno, assicurando che lo spogliatoio del Barça è una polveriera e che "I giocatori chiave della squadra hanno perso la fiducia e ritengono Luis Enrique incapace di risollevare il gruppo e trovare soluzioni". A testimoniare del clima teso anche la scelta di Lionel Messi di cancellare il viaggio previsto per oggi pomeriggio al Cairo, dove era atteso per un impegno promozionale. Sarebbe stato lo stesso club a suggerire al fuoriclasse argentino di rivedere i suoi piani dopo quanto accaduto in Champions.

IL DILEMMA DEI RINNOVI - Il disastro di Parigi potrebbe essere la spallata che abbatte il progetto Luis Enrique a Barcellona. Il tecnico, in scadenza di contratto, ha detto più volte che se ne sarebbe riparlato ad aprile, ma la più che probabile eliminazione dalla Champions potrebbe chiudere il discorso fin dai primi di marzo. Se poi è vero che i senatori della squadra, tra i quali non si può non inserire anche Leo Messi, hanno perso la fiducia nel loro allenatore, l'addio di Luis Enrique a fine stagione è da considerarsi pressoché certo e sulla stampa spagnola si torna ad ipotizzare il nome di Jorge Sampaoli come possibile successore. Non ci si deve dimenticare che il discorso legato al rinnovo dello stesso campione argentino è ancora sul tavolo dei dirigenti catalani e, anche se è difficile credere che la "Pulce" decida di lasciare Barcellona, le parole dell'ex-milanista Patrick Kluivert, ora direttore sportivo del PSG, pronunciate ieri prima della partita sono sintomatiche: "Chi non vorrebbe Messi nella propria squadra? So che che a Barcellona sta bene, ma mai dire mai". Il 4 a 0 di Parigi potrebbe essere la fine di un ciclo.
 
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