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Marcus Thuram al momento dello spunto
Marcus Thuram al momento dello spunto (afp)

Anche Lilian Thuram 'condanna' il figlio: "Ho stentato a riconoscerlo, ma lo sputo è partito per sbaglio"

Interviene l'ex difensore di Parma e Juventus, da sempre paladino contro il razzismo: "Voleva insultare l'avversario e gli è partita della saliva. Il primo con cui si è scusato è stato il fratello minore"

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ROMA - Anche papà Lilian 'condanna' il gesto di Marcus Thuram, attaccante del Borussia Moenchengladbach. Lo spunto in faccia a Stefan Posch dell'Hoffenheim gli è costato sei giornate dalla Federazione tedesca (con 140mila euro di multa) e soprattutto tante critiche arrivate un po' da tutte le parti. "È del tutto comprensibile quello che sta succedendo sui media - ha detto l'ex difensore di Parma, Juve e nazionale francese ai microfoni di RCI Radio Guadalupa -: io stesso stavo guardando la partita, sono rimasto estremamente scioccato, e mi sono perfino chiesto se fosse davvero mio figlio".

"Poi lui mi ha detto di non averlo fatto di proposito e che non voleva che la gente pensasse che ne fosse capace. 'Non ha alcun senso', mi ha ripetuto'. Quando ha preso il cartellino rosso la prima persona che ha chiamato quando era negli spogliatoi è stato il suo fratellino, per dirgli 'Kephren, non l'ho fatto volutamente'. Voleva insultare l'avversario e gli è partita della saliva. Penso che si sia già scusato con suo fratello minore, perché conosce suo padre".

 


 

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