Francia, si rompe Benzema: il suo Mondiale è già finito. "Mai arreso nella vita ma ora è giusto lasciare il mio posto a qualcun altro"
dal nostro inviato Emanuele Gamba , dal nostro inviato Emanuele GambaASH-SHAHANIYA - Messi corricchia per conto suo, ma sta bene: sta solo smaltendo le tossine dei tre faticosi mesi parigini. Ronaldo, tornato ad allenarsi dopo i mal di pancia reali e figurati, è pronto per l’esordio. Benzema invece il debutto lo salterà e mica solo quello: il Pallone d’oro si perderà la Coppa intera, perché s’è fatto male al quadricipite della coscia sinistra, la stessa gamba (ma non lo stesso muscolo) che gli dà fastidio da almeno un mese, durante il quale ha giocato soltanto per una mezz’oretta contro il Celtic.
L'annuncio dell'attaccante è su Twitter: "Nella mia vita non mi sono mai arreso ma stasera devo pensare alla squadra come ho sempre fatto quindi la ragione mi dice di lasciare il mio posto a qualcuno che possa aiutare il nostro gruppo a fare un bel Mondiale. Grazie per tutti i vostri messaggi di supporto".
La stagione del triplete Liga-Champions-Pallone …
ASH-SHAHANIYA - Messi corricchia per conto suo, ma sta bene: sta solo smaltendo le tossine dei tre faticosi mesi parigini. Ronaldo, tornato ad allenarsi dopo i mal di pancia reali e figurati, è pronto per l’esordio. Benzema invece il debutto lo salterà e mica solo quello: il Pallone d’oro si perderà la Coppa intera, perché s’è fatto male al quadricipite della coscia sinistra, la stessa gamba (ma non lo stesso muscolo) che gli dà fastidio da almeno un mese, durante il quale ha giocato soltanto per una mezz’oretta contro il Celtic.
L'annuncio dell'attaccante è su Twitter: "Nella mia vita non mi sono mai arreso ma stasera devo pensare alla squadra come ho sempre fatto quindi la ragione mi dice di lasciare il mio posto a qualcuno che possa aiutare il nostro gruppo a fare un bel Mondiale. Grazie per tutti i vostri messaggi di supporto".
La stagione del triplete Liga-Champions-Pallone d’oro è stata stressante e non si è più ripreso, trascinandosi stancamente fino al giorno dell’addio al suo secondo Mondiale, lui che ha saltato quello del 2018 per la scabrosa faccenda del ricatto al suo ex compagno Valbuena. L’esito della risonanza magnetica effettuata alle 11 passate del sabato sera di Doha all’ospedale Aspetar, che appartiene allo stesso proprietario del Psg, è stato implacabile: la lesione del retto femorale della coscia sinistra comporterà tre settimane di stop.
Per Deschamps è una brutta botta, perché continua a perdere i pezzi: in principio gli si è infortunato il centrocampo titolare, Pogba-Kanté, poi mezza difesa (Kimpembe si è già arreso, Varane resta in sospeso anche se sta migliorando) e quindi anche la migliore alternativa a Benzema e Giroud, Nkunku. Dei campioni del mondo del 2018 sono rimasti in dieci, tra cui i tre portieri (e Mandanda è stato ripescato solo per i guai di Maignan), e la Francia che si vantava di poter schierare almeno due nazionali di alto livello, con tutto quel bendidio che arriva di continuo dai vivai, si sta scoprendo limitata, vulnerabile.
Deschamps, che aveva già dovuto reclutare due attaccanti dell’ultim’ora, Thuram e Kolo Muani, convocato mentre stava in Giappone con il suo Eintracht e volato in Qatar direttamente da là, ha tempo fino a lunedì sera per prendere una decisione sul sostituto: in caso di infortunio documentato, un giocatore può infatti essere rimpiazzato fino alla vigilia del suo primo match, che per la Francia sarà martedì contro l’Australia. “Sono estremamente triste per Karim”, ha detto Deschamps quando in Qatar era già notte fonda, “perché aveva fatto della Coppa del Mondo il suo obiettivo maggiore. Ma malgrado questo nuovo duro colpo per la nazionale, continuo ad avere fiducia nel mio gruppo. Faremo di tutto per vincere l’immensa sfida che ci attende”.
Mentre Benzema era a fare la risonanza magnetica fatale, il povero Dédé ha passato la serata a vagliare la lista dei possibili sostituti: potrebbe sfoderare una sorpresa tipo Terrier del Rennes o Diaby del Leverkusen, che paiono in vantaggio rispetto a Ben Yedder e Martial, da tempo fuori dai radar benché molto più esperti di calcio internazionale. Sono comunque tutti oggettivamente un’altra cosa rispetto al Pallone d’oro in carica ma irrimediabilmente scarico, però il ct ha tutto sommato referito ricevere un verdetto preciso e definitivo anziché trascinarsi appresso un dubbio che chissà quando si sarebbe risolto: la Francia campione uscente nel 2002 andò in crisi per star dietro a una coscia dolente di Zidane e nessuno vuole rivivere il remake di quel disastro.